mar 28 apr 2026

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Cordua (Confapi Lombardia):‘Il legislatore e le istituzioni finanziarie dovrebbero promuovere politiche di credito territoriale”

(Pierluigi Cordua, Presidente Confapi Lombardia)

Il sistema bancario italiano sta vivendo una fase di contrazione con la chiusura di numerosi sportelli, che, nel 2024 sono stati più di 500 e, anche nel 2025, si sta mantenendo un trend negativo. Tuttavia, la chiusura di filiali, non impedisce alle banche di registrare utili faraonici. Questo fenomeno, la "desertificazione bancaria", penalizza soprattutto le aree interne e più disagiate (che rappresentano circa il 34% del territorio italiano), creando un circolo vizioso di riduzione dei costi per gli istituti e impatti negativi su comunità (spopolamento e chiusura delle Pmi) e occupazione. In questo contesto l’Italia sta perdendo quella caratteristica del sistema del credito‘diffuso’ che aveva contraddistinto in passato lo sviluppo economico così ben distribuito sul territorio nazionale. Oggi tutto questo sembrerebbe compromesso con le ricadute su lavoro, spopolamento, chiusura di Pmi e restrizioni creditizie.

Già nel 2019 un paper della Banca d’Italia spiegava che le chiusure di filiali determinano un aumento del 5 punti percentuali nella probabilità di interruzione del rapporto di credito tra banca e impresa. Il “risiko bancario”, ovvero il processo di concentrazione e fusione tra grandi gruppi, rischia di accentuare la desertificazione bancaria e la  restrizione del credito, soprattutto nelle aree periferiche.

Per effetto di quest’ultimo le filiali considerate ridondanti vengono chiuse, con la conseguente perdita di prossimità territoriale e di relazione diretta tra banca e cliente.

In un contesto dominato da pochi grandi operatori, le decisioni di credito tendono a basarsi su modelli centralizzati e algoritmici, penalizzando le Pmi che dipendono ancora da valutazioni qualitative e conoscenza diretta del territorio.

Per reagire, le piccole e medie imprese devono diversificare le fonti di finanziamento e adattarsi alla trasformazione del credito. Ciò significa rafforzare i propri bilanci per aumentare l’appetibilità finanziaria, sviluppare relazioni con più istituti, accedere a strumenti di finanza alternativa. Parallelamente, sarebbe essenziale che il legislatore e le istituzioni finanziarie promuovessero politiche di credito territoriale: incentivi per il mantenimento di sportelli nelle aree interne, sostegno alle banche di comunità e potenziamento dei canali digitali accessibili anche alle PMI’.

Di Pierluigi Cordua, Presidente Confapi Lombardia
(Riproduzione riservata)

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