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23/08/2025

CORPORATE. Sase, Marcucci: “L’ESG affronta una crisi di significato”. Un nuovo paradigma della sostenibilità

(Antonello Marcucci, Presidente CdA SASE SpA)

Nel panorama attuale degli investimenti e della responsabilità d’impresa, si leva la voce di Antonello Marcucci, Presidente del CdA di SASE SpA e uno dei protagonisti del Norcia-Camerino 2025 Glocal Economic Forum ESG89, in programma il 23 e 24 maggio

Non si tratta solo di un problema tecnico o normativo, ma di un interrogativo profondo sulla direzione stessa che ha preso il concetto di sostenibilità nel mondo aziendale. Dopo anni di crescita esponenziale, in cui l’ESG sembrava la chiave universale per il futuro, oggi siamo davanti a una battuta d’arresto.

“Dopo anni di boom, nei quali si è perfino temuto un effetto moda — afferma Marcucci — oggi il mercato appare più cauto, disilluso, in alcuni casi perfino diffidente.” Ma la crisi attuale, secondo il Presidente di SASE, può e deve diventare un’opportunità. Una chiamata a scegliere tra due strade: quella superficiale, legata solo al ritorno economico, oppure quella più autentica, fatta di “consapevolezza, rigore, visione di lungo periodo e investimenti responsabili”.

Uno dei punti critici evidenziati da Marcucci è lo squilibrio nell’applicazione dei criteri ESG: “Fino ad oggi gli ESG sono stati molto E (ambiente) e poco S (sociale)”. Questo è il momento, sottolinea, per riportare l’attenzione sulla sostenibilità sociale, non più come valore aggiunto, ma come necessità strategica. In questo quadro, il ruolo delle imprese diventa centrale. “I cittadini riconoscono alle imprese un ruolo cruciale nel cambiamento sociale e ambientale. Di conseguenza, hanno il dovere di giocare un ruolo da protagoniste”, afferma Marcucci, evidenziando come la sostenibilità non possa più essere una risposta normativa, ma una vera scelta di business.

Un altro aspetto fondamentale della sostenibilità sociale, ricorda Marcucci, è l’inclusione nel mondo del lavoro. “Promuovere un ambiente equo e sostenibile significa creare un luogo dove ogni individuo si sente valorizzato. Questo porta benefici reali alla produttività, all’innovazione e all’immagine aziendale.” Per il presidente di SASE, “una cultura inclusiva non è solo un imperativo etico, ma un vantaggio competitivo che consente alle aziende di attrarre talenti, fidelizzare clienti e consolidare la reputazione.”

Infine, Marcucci tocca una delle corde più sensibili dell’economia contemporanea: “L’era della globalizzazione senza limiti è giunta al capolinea. Ha mostrato tutte le sue contraddizioni: dalla delocalizzazione selvaggia, alla corsa al profitto che ha alimentato disuguaglianze.” Per questo, conclude, è tempo di un nuovo modello di sviluppo, più locale, più giusto, più sostenibile. “Il capitale umano rimarrà sempre il più importante dei capitali aziendali. È su quello che dobbiamo costruire il futuro.”

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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