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26/08/2023

Costa troppo anche la scuola, per i libri aumento medio del 6 percento

(Cristina Giussani, presidente del Sil)

La stima di Federconsumatori: si spenderanno 606,80 euro a famiglia. Giussani (Confesercenti): "Stiamo lavorando con il ministero affinché si possano prevedere dei bonus per tutte le famiglie fino all'età dell'obbligo, con maggiore attenzione alle meno abbienti. No a sgravi fiscali"

"Stiamo lavorando con il ministero affinché si possano prevedere dei bonus per tutte le famiglie fino all'età dell'obbligo, con maggiore attenzione alle meno abbienti.

Ribadiamo la nostra contrarietà agli sgravi fiscali, trattandosi di un meccanismo di difficile attuazione e che non favorirebbe chi più necessita di un aiuto".

Così Cristina Giussani, presidente del Sil, Sindacato Librai Confesercenti, sul caro libri di testo che sta infiammando il dibattito sui costi alle famiglie per il corredo scolastico.

Ma per il Sil la strada verso un rientro a scuola economicamente meno gravoso "passa necessariamente dall'individuazione di un corretto mix tra le esigenze del corpo docente, il processo produttivo dei libri (il cui prezzo è un calcolo industriale) e il corretto equilibrio della filiera".

"Ho sentito tra le varie opinioni sul tema in questi giorni - sottolinea la presidente - attaccare la Legge 15/2020 e ritengo che sul tema vada fatta chiarezza.

Va detto che sconti sulla scolastica superiori al 15 percento sono illegali e lo erano anche prima del 2020. Inoltre, ricordo che grazie alla Legge sul Libro durante e dopo il Covid molte librerie di varia e scolastica sono riuscite a restare aperte o a riaprire. Quindi trovare in essa un capro espiatorio mi sembra davvero inopportuno".

Margini di guadagno sempre più bassi

"Infine, - conclude Giussani - voglio ribadire come a beneficiare di questi aumenti non siano i librai che anzi vedono costantemente ridursi i margini di guadagno, passati dal 15 percento lordo di due tre anni fa al 10-12 percento lordo di oggi (ecco il motivo del tetto massimo di sconto al pubblico).

Questo potrebbe portare molti esercizia rinunciare alla vendita dei libri di testo, privando le famiglie di un servizio essenziale, perché nelle librerie si ottiene un vero e proprio servizio che non si limita alla vendita del bene. Cosa che, per ovvi motivi logistici, non avviene con le piattaforme on line e con la Gdo.

Il mio invito è quello di lavorare, con tutta la filiera, a soluzioni che tutelino autori, editori e rivenditori, ma soprattutto le famiglie, in particolar modo quelle più bisognose".

La tabella dei rincari

Ma qual è la situazione effettiva dei rincari? L'osservatorio di Federconsumatori fa una stima. L'aumento medio è del 6 percento e complessivamente la spesa per il corredo scolastico (più i “ricambi”) ammonterà quest’anno a circa 606,80 euro per ciascun alunno.

Quella per la scuola si conferma, così, una voce di spesa estremamente onerosa per le famiglie: ecco perché, quest’anno come non mai, molti ricorreranno al riutilizzo del materiale degli anni passati (zaini e astucci), allo scambio/regalo di prodotti anche attraverso gruppi online e sui social network, nonché ai testi scolastici usati.

È in forte salita il costo dei libri: per ogni studente in media si spenderanno 502,10 euro per i testi obbligatori più 2 dizionari. La variazione rispetto al 2022 è del +4 percento

(Il calcolo è effettuato prendendo in considerazione le adozioni di testi scolastici di diverse classi delle scuole medie inferiori, licei ed istituti tecnici). Tali costi sono relativi ai libri nuovi. Acquistando i libri usati, invece, si risparmia oltre il 26 percento.

Le spese sono particolarmente alte per gli alunni delle classi prime, nel dettaglio: uno studente di prima media spenderà mediamente per i libri di testo e 2 dizionari 488,40 euro (+10 percento rispetto allo scorso anno).

A tali spese vanno aggiunti +606,80 euro per il corredo scolastico ed i ricambi durante l’intero anno, per un totale di 1.095,20 euro. Un ragazzo di primo liceo spenderà per i libri di testo e 4 dizionari 695,80 euro (+2 per rispetto allo scorso anno) +606,80 euro per il corredo scolastico ed i ricambi, per un totale di ben 1.302,60 euro.

"Importi - sottolinea Federconsumatori - che risultano proibitivi per molte famiglie, a cui si aggiungono i costi ancor più onerosi da sostenere per l’acquisto di un pc, dei programmi e dei dispositivi necessari per un utilizzo didattico di tale strumento, divenuto ormai indispensabile.

Dallo studio effettuato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori emerge, infatti, che tra computer, webcam, microfono, antivirus, programmi base una famiglia, dovendosi dotare di tali dispositivi, arriva a spendere da 393,88 euro a 3.844,90 euro (considerando per antivirus e programmi i costi su base annua), con un rincaro del +2,3 percento rispetto al 2022.

A questo va aggiunta la spesa per la connessione a internet. Acquistando prodotti tecnologici rigenerati, come emerge da uno studio della Federconsumatori, si risparmia circa il 38 percento.

Costi così elevati incidono significativamente sul diritto allo studio dei ragazzi, così come avvenuto purtroppo durante il lockdown; è triste constatare, in tal senso, come non tutti gli istituti siano in grado di sopperire a tali carenze".

Redazione Cuoreeconomico
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