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12/04/2023

Costantini (Cna): “Col Pnrr il fallimento non è contemplato, ma bisogna accelerare e snellire le pratiche”

(Dario Costantini, presidente Cna)

Il presidente nazionale della Cna a CUOREECONOMICO: “Spendere in modo efficiente e in tempi rapidi è la condizione per dare una prospettiva al Paese e ai nostri giovani per modernizzare l’Italia. Sul credito il Governo si ricordi che il tessuto imprenditoriale è fatto soprattutto di Pmi”

La ripartenza del Sistema Italia non può prescindere dall’artigianato e dalle Pmi, che anzi rappresentano una fetta importante del mondo imprenditoriale nazionale.

Ma inflazione, contesto internazionale e la proverbiale lentezza italiana, soprattutto sul fronte burocratico, stanno rallentando la ripartenza. A questo si aggiunge il momento difficile sul fronte dell’accesso al credito dopo il nuovo rialzo dei tassi voluto dalla Bce.

Dario Costantini, presidente nazionale di Cna, fa il punto con CUOREECONOMICO e traccia le linee da seguire perché il Paese riprenda slancio e consegni ai giovani un vero futuro: “Siamo in ritardo anche sulla transizione - dice - e sentiremo presto l’impatto della riduzione dei bonus”.

Come arriva il settore dell’artigianato e delle Pmi a questo primo trimestre dell’anno? Quali sono le sfide che a suo dire l’economia italiana ha adesso davanti?

Le nostre imprese mostrano un andamento in linea a quello dell’economia nel complesso. C’è un evidente rallentamento anche se il trend rimane leggermente positivo.

C’è comunque grande incertezza soprattutto all’evoluzione nei prossimi trimestri. Le sfide sono molteplici e impegnative. Intanto dal primo aprile è venuto meno il sostegno sulle bollette. Poi c’è il contesto internazionale con gli effetti della guerra, le politiche monetarie fortemente restrittive.

Sul piano interno nei prossimi mesi sentiremo l’impatto del drastico ridimensionamento dei bonus all’edilizia e di programmi strategici come la Nuova Sabatini e Industria 4.0”.

Siamo entrati nella fase di attuazione dei progetti del Pnrr, ma non tutte le realtà riusciranno a metterli a terra, per le lungaggini burocratiche o per la difficoltà nel leggere o realizzare bandi…

Il Pnrr è la sfida principale e il termine fallimento non è contemplato. Spendere in modo efficiente e in tempi rapidi è la condizione per dare una prospettiva al Paese e ai nostri giovani per modernizzare l’Italia, renderla più inclusiva.

Un pilastro fondamentale sarà il nuovo codice degli appalti, ma la vera sfida sarà far compiere un salto in avanti alle stazioni appaltanti.

Dobbiamo assolutamente allontanare la tentazione di fare i maxi-lotti. Il nostro Osservatorio Burocrazia sugli appalti pubblici dimostra che il contenzioso giudiziario e la lentezza dei lavori sono direttamente proporzionali al valore dei bandi.

Invece la suddivisione in lotti dei bandi garantisce maggiore efficienza e soprattutto apre alla concorrenza, consentendo anche alle piccole imprese di lavorare in un mercato che, a prescindere dal Pnrr, vale 200 miliardi l’anno.

Al Governo abbiamo presentato una nostra proposta per favorire i piccoli impianti per l’autoproduzione di energia da rinnovabili utilizzando i capannoni delle piccole imprese.

Potrebbe essere inserita nel Pnrr. Con 1,5 miliardi in tre anni si può installare nuova capacità per 10 Gw con il taglio di almeno 2 miliardi di metri cubi di gas”.

A che punto siamo sul fronte della transizione ecologica e digitale? Teme che i rincari e la necessità del Governo di drenare soldi sull’emergenza bollette freni in qualche modo il percorso?

Purtroppo siamo indietro e per recuperare terreno serve una programmazione di medio e lungo periodo. La Cna è in prima linea con proposte concrete per accelerare la transizione green.

Rendere le abitazioni efficienti dal punto di vista energetico è una priorità, non perché ce lo chiede l’Europa ma per ridurre i costi ed i consumi energetici.

Le abitazioni oggi rappresentano il 36% dei consumi e il 39% delle emissioni, superando di gran lunga l’industria manifatturiera e la mobilità. Sul digitale occorre una decisa accelerazione per la diffusione della infrastruttura.

Alle imprese e ai cittadini interessa poco se la rete è pubblica o detenuta dal mercato. L’elemento essenziale è una rete efficiente e che raggiunge l’intero paese”.

Quale può essere il ruolo dei territori in questa delicata fase di rilancio dell’economia italiana?

Il ruolo dei territori troppo spesso viene trascurato e così facendo si ignora la storia e la tradizione del nostro sistema produttivo.

Le piccole imprese e l’ha dimostrato la pandemia sono un meccanismo essenziale per frenare la desertificazione, fungere da collante sociale.

E’ per questo che abbiamo chiesto che il nuovo codice degli appalti valorizzi la partecipazione delle imprese del territorio ai bandi degli enti locali. E’ per questo che invochiamo una programmazione a salvaguardia del commercio di prossimità.

Le piccole botteghe non rappresentano soltanto storia e tradizioni, sono l’elemento da cui partire per rivitalizzare i piccoli centri e rigenerare le periferie”.

L’ ulteriore dei tassi da parte della Bce riaccende il problema dell’accesso al credito per le imprese e dei mutui per le famiglie, con la richiesta della presidente Lagarde ai Governi di aiutare quelle più in difficoltà. Qual è la vostra posizione?

Le difficoltà di accesso al credito per le nostre imprese prescindono dalla politica monetaria restrittiva che sta attuando la Banca Centrale Europea.

E’ necessario che sul credito e sulle misure a favore delle imprese Governo e Parlamento guardino alla composizione del sistema economico che è fatto per il 96% da micro imprese. Valorizzare il ruolo dei Confidi, sarebbe una prima importante risposta.

E’ evidente tuttavia che l’aumento del costo del denaro è negativo per i cittadini, le imprese e per le casse dello Stato. Per questo è ancora più necessario concentrare gli investimenti più razionali favorendo la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare. La Cna lo sostiene da molto tempo ed è in buona compagnia. Lo propone anche il premio Nobel Stiglitz”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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