sab 14 mar 2026

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COSTI. Bolletta amara per le PMI, CNA lancia l’allarme: “Servono riforme urgenti e più equità nei sostegni”

Le piccole imprese pagano caro l’energia, con rincari fino al 100%. CNA Toscana Centro denuncia l’inefficacia delle misure e chiede una riforma profonda degli oneri di sistema.

Nonostante l’intervento del governo con l’ultimo decreto bollette, che ha stanziato 1,6 miliardi di euro per le famiglie e 1,2 miliardi per le aziende, oltre un milione di micro e piccole imprese italiane restano tagliate fuori dai benefici. A denunciarlo è la CNA, che in queste ore lancia un grido d’allarme su una situazione che rischia di compromettere la tenuta dell’intero tessuto produttivo locale. Il presidente nazionale Dario Costantini chiede un intervento immediato per includere anche queste realtà nei piani di sostegno, ponendo l’accento sull’urgenza di una riforma strutturale degli oneri generali di sistema, che oggi pesano fino al 26% sulla bolletta elettrica delle imprese del commercio. “Non è più tollerabile che siano proprio le imprese più dinamiche, ma anche più vulnerabili, a pagare il prezzo più alto”, sottolinea Costantini.

A dare corpo alla denuncia arrivano i dati di un’indagine condotta da CNA Toscana Centro, che rivela aumenti shock nei costi energetici per le imprese del territorio: rispetto al 2023, le bollette del 2024 hanno registrato rincari compresi tra il 55% e il 100%. A essere maggiormente colpite sono proprio quelle aziende "di mezzo", escluse dalle agevolazioni del decreto perché non rientrano né tra i grandi consumatori, né tra i micro utenti allacciati alla bassa tensione. Una vera e propria terra di nessuno normativa, dove si trovano la maggior parte delle imprese del distretto, soprattutto nel comparto moda.

“Le nostre aziende non riescono a competere con le imprese francesi e spagnole, che pagano l’energia meno della metà – afferma Francesco Viti, Presidente della filiera moda di CNA Toscana Centro –. Eppure, i dati parlano chiaro: il costo del gas è crollato di quasi l’80% rispetto all’estate del 2022, mentre l’energia all’ingrosso è scesa del 75%. Ma famiglie e imprese vedono bollette solo del 15% più basse. Qualcosa non torna”.

Secondo CNA, il problema sta anche nella struttura del mercato: “La liberalizzazione, così com’è stata realizzata, non ha funzionato – insiste Viti –. Serve più concorrenza e un vero mercato unico dell’energia a livello europeo, altrimenti continueremo a essere penalizzati rispetto ai nostri principali competitor”. Da qui l’appello accorato ai parlamentari locali: “Chiediamo che si facciano carico di questo problema, che non è solo economico, ma anche sociale. Le nostre imprese rischiano di chiudere, con effetti a catena su occupazione, filiere e interi territori”.

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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