COSTI. Il Decreto bollette ignora il tessile pratese: allarme tra le imprese del distretto

(Francesco Marini, Presidente Sezione Sistema Moda Confindustria Toscana Nord)
Il Decreto Bollette del Governo, pubblicato il 28 febbraio, si rivela un’ennesima delusione per il distretto tessile pratese. Nonostante lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro per contrastare l’aumento dei costi energetici, le imprese del settore non potranno accedere ad alcun beneficio concreto.
L’azzeramento temporaneo degli oneri di sistema per le aziende collegate alla bassa tensione, infatti, esclude proprio le realtà pratesi, che operano prevalentemente in media tensione.
Il problema resta quindi irrisolto: il prezzo dell’energia elettrica e del gas continua a gravare pesantemente sui bilanci delle aziende. “Siamo di nuovo alle prese con costi energetici insostenibili – afferma Filippo Giagnoni, coordinatore del gruppo Nobilitazione e lavorazioni tessili di Confindustria Toscana Nord –. Nei primi mesi del 2025, il prezzo del gas ha registrato un aumento del 200% rispetto al 2019 e del 30% rispetto al 2024, mentre l’energia elettrica è cresciuta del 140% dal 2019 e del 20% dall’anno scorso. Questo significa un aggravio complessivo di oltre 38 milioni di euro solo per il nostro distretto.”
Le imprese tessili, già sotto pressione per la contrazione del mercato e la concorrenza internazionale, si trovano strette tra due morse: il calo della produzione e l’aumento vertiginoso dei costi. “Il settore moda sta attraversando una fase di transizione complessa – sottolinea Francesco Marini, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord –. Nel 2024 la produzione e l’export sono scesi entrambi dell’8%. Senza un intervento mirato sui costi energetici, il rischio è di compromettere la tenuta dell’intera filiera.”
Per il gas, gli imprenditori chiedono il ripristino del credito d’imposta, strumento già efficace nel 2022. Per l’energia elettrica, invece, sarebbe fondamentale estendere l’azzeramento degli oneri di sistema anche alle aziende allacciate alla media tensione. Un’altra proposta riguarda la revisione dei criteri per definire le imprese “elettrivore”: se si considerasse l’incidenza dei costi energetici rispetto al totale, molte aziende pratesi potrebbero finalmente accedere alle agevolazioni.
Il distretto tessile pratese rappresenta un pilastro economico del Paese: 19% delle imprese tessili nazionali, 17% degli addetti e il 14% delle esportazioni del settore. Eppure, nelle strategie governative, continua a rimanere in ombra. Gli imprenditori chiedono risposte immediate, consapevoli che senza un intervento strutturale il futuro del tessile pratese rischia di diventare sempre più incerto.
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











