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13/07/2023

Credito, le richieste del mondo agricolo: “Azioni per rendere il debito sostenibile”

Dell’argomento si è parlato nel corso dell’assemblea di Confagricoltura con esponenti del settore: “Prevedere la ridefinizione del periodo di rimborso su scadenze più lunghe. L’aumento dei tassi a cui stiamo assistendo è talmente intenso ed accelerato che le imprese potrebbero trovare difficoltà nel sostenerlo. Soprattutto in tempo di crisi”

All’assemblea di Confagricoltura in corso a Roma si è parlato anche di “Credito e finanza” per le aziende agricole insieme a Remo Taricani, deputy head of Italy di Unicredit; Maria Chiara Zaganelli, direttore dell’Ismea; Salvatore Carfì di Agea; Stefano Trentino di Cassiopea Partners e Vittorio Viola di Reale Mutua.

Ecco i punti salienti dell’incontro-dibattito.

Il contesto economico - finanziario attuale è stato fortemente condizionato dall’emergenza sanitaria, originata dal diffondersi del Coronavirus e dagli effetti prolungati della stessa pandemia, che ha assestato un colpo durissimo all’economia di tutti i settori produttivi.

In questo scenario si è inserita l’invasione russa dell’Ucraina, innescando la crisi energetica globale e riportando in Europa il vecchio fenomeno dell’inflazione.

Su questo sfondo si sono sommate le conseguenze dei cambiamenti climatici e della persistenza di fenomeni metereologici estremi, la siccità e le alluvioni, che costituiscono i fattori determinanti per l’innalzamento dei prezzi alimentari in generale.

Tali eventi, seppure non abbiano determinato per l’attività primaria un arresto totale delle sue funzioni, hanno tuttavia fatto sì che la stessa sperimentasse difficoltà e crisi, che in molti casi hanno condotto ad un rallentamento del lavoro e conseguentemente della crescita economica.

Le tante misure in campo hanno sostenuto il mondo agricolo

A tutti i livelli di Governo (europeo, nazionale, regionale) sono state messe in campo misure volte a sostenere la filiera agricola e/o agroalimentare e a supportare il suo importante ruolo sociale mediante interventi a garanzia della “liquidità” delle imprese.

Tra le misure adottate in sede europea, a sostegno dell’economia UE e dei diversi Stati membri, c’è stata la scelta di accogliere una maggiore flessibilità in materia di “Aiuti di Stato”, annunciata più volte dalla Commissione Ue con il “Temporary Framework”, al fine di autorizzare il sostegno pubblico a tutte le Piccole e Medie imprese.

Nel settore agricolo e/o agroalimentare ciò si è tradotto in un ampliamento delle risorse finanziarie per favorire, anche in un contesto di crisi, e da ultimo in uno stato di emergenza climatica, l’accesso al credito e la sostenibilità del comparto primario.

Il ruolo chiave dell’Ismea

Il ricorso alla “mano pubblica” in un momento così complesso si è rivelato, pertanto, indispensabile per ridurre i tempi ed i costi tradizionali della burocrazia e fornire un ristoro immediato e diretto alle imprese in difficoltà.

Particolarmente apprezzati, quindi, anche i prestiti cambiari, introdotti dall’Ismea, per la semplicità della procedura e le tempistiche che hanno consentito di poter erogare gli aiuti in tempi veloci. Un antico strumento, istituito in tempi storici ormai lontani viene, dunque, riadattato alle nuove esigenze.

Ciò dimostra l’opportunità di non abbandonare senza cautela i modelli tradizionali, per esperienza adatti a conformarsi ad una realtà sempre mutevole e nel caso di quella contemporanea addirittura emergenziale.

Il credito agrario resta fondamentale

Il credito agrario ad oggi mantiene una dimensione complessa e mentre nel tempo la sua specificità si coglieva in quanto agrario, perché destinato a singole operazioni finanziabili, oggi si coglie attraverso l’esigenza che esso ci sia ancora, perché la specializzazione del finanziamento in agricoltura è insita nelle caratteristiche del contesto in cui si inserisce.

Se in passato l’intervento pubblico era mosso dall’intento di riequilibrare le distorsioni del sistema, oggi è diventato una presenza strutturale nell’ambito del credito agrario, essenziale sia per garantire gli investimenti nel settore in situazioni di normalità sia in presenza di crisi e situazioni patologiche, come è accaduto a causa della emergenza sanitaria ed energetica.

Il privato, dal canto suo, concorre con il pubblico in forme nuove che, tuttavia, si collocano sempre nel solco della tradizione, tendendo a rinnovarsi.

LEGGI L’INTERVENTO DI GIANSANTI IN APERTURA

Necessarie azioni per contrastare l’aumento dei tassi

L’escalation dei tassi nel nostro Paese, il peso di un’inflazione che galoppa, il debito bancario accumulato a causa della crisi del 2020, le conseguenze degli eventi climatici avversi, hanno accentuato la crisi dei mercati dei prodotti alimentari.

È indubbio che tale condizione ha appesantito notevolmente la situazione finanziaria del settore primario, rischiando di compromettere, tra l’altro, la capacità di investimento.

In questo scenario, importantissimo è il ruolo delle Istituzioni e del mondo finanziario per l’individuazione di strumenti e soluzioni che tengano viva la fiducia post-pandemica.

Sono necessarie misure di sostegno che possano rendere più gestibile l’attuale condizione economico - finanziaria delle imprese agricole e/o agroalimentari, dirette a mitigare le conseguenze dell’aumento dei tassi di interesse e ad attenuare le tensioni finanziarie delle imprese stesse: sia che esse si trovino in stato di normale funzionamento, sia che si trovino in una situazione di “stress” aziendale.

Si richiamano al riguardo gli strumenti di garanzia pubblica e di finanza agevolata, da rafforzare; ma è altrettanto importante l’intervento di strumenti per la previsione della liquidità aziendale futura, al fine di evitare il sovraindebitamento delle imprese, conseguenza del rallentamento della crescita economica che riflette la perdita di potere d’acquisto dei redditi.

Il debito sostenibile

L’economia mondiale continua ad attraversare una fase di profonda incertezza legata all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, all’evoluzione delle tensioni geopolitiche e all’impatto dell’orientamento restrittivo delle politiche monetarie.

Occorre che le imprese diano continuità agli investimenti, puntando soprattutto sulla innovazione; un aiuto in questa direzione dovrà arrivare dalla piena attuazione del PNRR, che rappresenta per il nostro Paese l’occasione per ridare slancio alla crescita dell’economia e aggredire le debolezze che ancora la ostacolano.

In considerazione del contesto e delle criticità finora descritte, è necessario consentire alle imprese la sostenibilità del debito in essere ed evitare che possa essere compromessa, tra l’altro, la capacità di investimento.

A tale scopo, si potrebbe rendere più gestibile il peso del debito bancario per le imprese agricole, favorendo la ridefinizione del periodo di rimborso su scadenze più lunghe.

L’aumento dei tassi a cui stiamo assistendo è talmente intenso ed accelerato che le imprese potrebbero trovare difficoltà nel sostenerlo. Soprattutto in tempo di crisi.

Redazione Cuoreeconomico
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