ven 20 mar 2026

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Credito, prestiti dimezzati in dodici anni alle Pmi. Colpa di tassi e incertezza

(Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto)

Nel primo trimestre 2025 alle piccole imprese in Veneto erogato quasi 10 mld e 300 mila euro, contro i 21 mld e 307mila euro erogati nel 2013. Boschetto: “Tra tassi alti e sbilanciati a sfavore dei più piccoli e incertezza globale le imprese restano immobili e il territorio perde capacità competitiva”

Prestiti alle piccole imprese in caduta libera: -7,2% in un anno, -27,3% in 5 anni, dimezzati in 12 anni. Le piccole e micro imprese venete stringono la cinghia e chiedono meno credito alle banche a causa dei tassi ancora proibitivi (TAE 8,35% contro un TAE  5,33% per le medio grandi) e del clima di incertezza che frena gli investimenti.

Dall’altra parte le banche hanno in parte chiuso i rubinetti perché il costo dell’istruttoria non è remunerativo e per l’opacità della lettura dei bilanci delle imprese più piccole, l’attenzione alla valutazione del merito di credito deve essere sempre più attenta e spesso i bilanci dei piccoli sono poco leggibili.

I dati. A marzo 2025 i prestiti alle piccole imprese del Veneto registrano un calo del -7,2% su base annua, più marcato della media nazionale (-6,7%) e del totale delle imprese (-5,2%). Ancora più forte la stretta sulle micro imprese artigiane (sns, sas, società semplici,  imprese individuali con almeno 6 addetti che svolgono attività artigiane ai sensi della legge 443/85) che segnano un crollo del -9,2% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Non aiutano i tassi di interesse, a marzo 2025 il tasso annuo effettivo (TAE) applicato alle operazioni di liquidità penalizza le piccole imprese (8,35%) rispetto alle medie-grandi (5,33)

Un trend negativo che si inserisce in un quadro più ampio e preoccupante: rispetto al 2020 il credito alle piccole imprese in Veneto si è ridotto di oltre un quarto (-27,3%), mentre nel confronto con 12 anni fa i prestiti si sono dimezzati.

In questo contesto già critico del credito, la situazione delle micro imprese artigiane è ancora più sfavorevole: rispetto al 2020 i prestiti sono diminuiti del 31,6% mentre in confronto al 2013 il crollo è addirittura del 63,5%, in 12 anni più della metà del credito destinato a queste realtà è venuto meno.

Sulla diminuzione della domanda pesa la grande incertezza del futuro che il contesto geopolitico ha innescato, mentre dal punto di vista della liquidità, molte imprese hanno fatto incetta di finanziamenti nel periodo covid ed ora stanno facendo fronte a quegli impegni di spesa”, chiarisce Vito Sanfilippo, Direttore Consorzio Veneto Garanzie. 

Per Confartigianato Imprese Veneto, il rischio è un progressivo impoverimento del tessuto produttivo locale: senza credito e senza investimenti, le imprese più piccole faticano a innovare e a sostenere i costi di transizione richiesti dal mercato e dalle normative. “Il rischio concreto – sottolinea il Presidente Roberto Boschetto – è che la transizione green diventi un privilegio per chi ha già dimensioni strutturate e accesso facilitato al credito.

Secondo il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto serve evitare che il divario tra grandi e piccole imprese si allarghi ulteriormente, così diventa fondamentale che Regione Veneto, sistema bancario e istituzioni europee costruiscano percorsi di accesso al credito più inclusivi, capaci di accompagnare le piccole imprese nella doppia transizione digitale e green.

“Il caro-tassi ha colpito duro – continua Boschetto -  le imprese artigiane hanno rinunciato a chiedere credito perché le condizioni di finanziamento sono diventate proibitive, con tassi ancora elevati nonostante i segnali di rallentamento da parte della BCE, a questo si somma un clima di incertezza generale – tra instabilità geopolitica, transizioni tecnologiche e normative complesse – che scoraggia gli investimenti e alimenta la sfiducia.

Il risultato? Le imprese restano immobili e il territorio perde capacità competitiva. Eppure – continua Boschetto -  proprio ora sarebbe il momento di investire”. 

Il recente rapporto di Banca d’Italia ha certificato che nell’ultimo anno le condizioni di offerta dei prestiti sono diventate più favorevoli per le imprese ‘green’ o in transizione, mentre per quelle ‘brown’ – meno orientate alla sostenibilità – si è registrato un irrigidimento dei criteri di concessione.

Redazione Cuoreeconomico
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