Croci (Ance ER): ”Superbonus e pagamenti post sisma ancora inevasi, si rischia lo stop a molti lavori”

(Maurizio Croci, presidente Ance Emilia-Romagna)
Il neoeletto presidente dell’associazione dei costruttori edili denuncia la difficile situazione del settore: “Intervento strutturale per superare il caro-energia e dei materiali. Formazione sui sistemi innovativi e passaggio generazionale fondamentali”
Ance Emilia-Romagna si rinnova. L’associazione dei costruttori edili regionale ha infatti appena eletto come nuovo presidente Maurizio Croci.
Con lui facciamo il punto sul settore, per comprendere meglio prospettive e problematiche.
E' stato appena eletto presidente dell'Ance Emilia-Romagna, quali sono i primi obiettivi del suo mandato?
“Abbiamo da subito iniziato a lavorare sui problemi più urgenti delle aziende che sono di tipo finanziario. Le imprese della zona del cratere, quelle colpite dal terremoto del 2012 nelle province di Modena, Reggio Emilia, Bologna e Ferrara, non riescono a riscuotere i pagamenti per i lavori di ricostruzione eseguiti dopo il sisma.
C'è un terribile ingorgo burocratico anche a causa dei rimborsi del superbonus che si sono aggiunti. Se la situazione non si dovesse risolvere, alcuni lavori dovranno necessariamente essere bloccati”.
Quindi i rimborsi legati al superbonus procedono senza difficoltà?
“In realtà, no. C'è un enorme problema legato al fatto che le aziende costruttrici non riescono ad accedere ai crediti di imposta, i tempi sono troppo lunghi e i rimborsi incerti.
Le aziende rischiano il fallimento con i cassetti fiscali pieni di crediti. Molti lavori e appalti si sono già fermati perché le imprese non hanno la possibilità di riavere i soldi”.
L'aumento del prezzo delle materie prime e dell'energia è diventato allarmante, come contrastarlo?
“Proprio per stabilizzare i prezzi, noi chiediamo che il superbonus diventi strutturale e ci vengano dati almeno 10 anni per i lavori.
Il costo alle stelle delle materie prime è legato anche al fatto che, se si vogliono terminare i lavori e usufruire del superbonus, va fatto alla svelta e i costruttori sono costretti ad acquistare i materiali a prezzi folli.
Se venisse estesa la scadenza del provvedimento, sarebbe possibile attendere la stabilizzazione dei prezzi che, alla fine, calerebbero. Il prezzo del gas, ad esempio, sta già diminuendo.
Si potrebbe mettere in campo una misura che preveda non più il 110% di rimborso ma importi diversi a seconda dei lavori, però dovrebbe contenere regole chiare, prevedere un budget annuale e la certezza della cessione del credito d'imposta”.
Quali sono le conseguenze di questa impennata dei costi?
“Molti lavori si stanno bloccando. In questo momento, si fa fatica trovare componenti per il fotovoltaico. I costi per la produzione di vetro e ferro sono diventati molto elevati a causa dell'aumento del prezzo dell'energia, così come il prezzo di ferro e cemento armato, che è più che raddoppiato.
Questo è un problema che si ripresenterà anche nell'esecuzione dei lavori del Pnrr”.
A proposito di Pnrr, dalla politica arriva la proposta di aggiustamenti, cosa ne pensa?
“Il Pnrr va sì aggiustato, ma nel senso che vanno rivisti tutti i progetti da un punto di vista economico. Sono cambiati i prezzi in vigore quando sono stati stilati: per un appalto che necessitava di cinque milioni di euro, ad esempio, ora ne servono sei e mezzo.
Oppure va ridotto il numero degli interventi, altrimenti rischiamo che le imprese non partecipino o che prendano un anticipo e poi siano costrette a fermare i lavori, come è successo in qualche caso a Piacenza, dove abbiamo opere incompiute.
E' meglio lavorare a progetti meno ambiziosi ma terminare i lavori, altrimenti rischiamo di far ereditare ai nostri figli un credito eccessivo”.
Su cosa punterà l'Ance per il futuro?
“Sicuramente sulla formazione all'interno delle nostre imprese sui sistemi innovativi e sul passaggio generazionale, rivolgendoci anche alle scuole medie e agli istituti tecnici per geometri: abbiamo bisogno di figure nuove. Abbiamo già scuole edili che si impegnano molto per offrire formazione sulla sicurezza ai lavoratori.
Altri obiettivi da non mancare sono quelli della transizione ecologica e della rigenerazione delle città, riutilizzando gli spazi che già abbiamo e assegnando loro nuove destinazioni, con una particolare attenzione all'ambiente. Occorre rivitalizzare le aree e ripopolarle, ma senza espandersi”.
Di Paola Benedetta Manca
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