lun 02 feb 2026

Seguici su:

CULTURA. La visione a lungo termine del Friuli Venezia Giulia. Anzil: “Investire in cultura significa investire nell’economia”

(Mario Anzil, vicepresidente e assessore cultura e sport Regione Friuli Venezia Giulia)

Investire nella cultura non è solo una scelta di valore sociale, ma una strategia economica con ricadute tangibili. A spiegarlo in esclusiva a CUOREECONOMICO è Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Friuli Venezia Giulia, che racconta come la Regione stia puntando su una visione di lungo periodo per trasformare il confine in un nuovo genere letterario che crea grandi opportunità di crescita economica.

Una visione a lungo termine per la cultura
"Vogliamo contribuire a creare un luogo dove sia più bello vivere, pensando che sia la cultura che lo sport siano strumenti formidabili per raggiungere questo obiettivo. Ma per ottenere dei risultati è necessario fornire ai cittadini dei servizi efficienti al minor costo possibile - spiega l'assessore Anzil -  In particolare per la cultura è necessario avere una visione a lungo termine. Noi abbiamo due occhi: uno deve guardare al presente, alle questioni quotidiane e alle eventuali emergenze che richiedono decisioni rapide; l'altro però non deve mai rinunciare a guardare al futuro e cioè a prendere adesso delle decisioni che produrranno i loro effetti tra anni o decenni.
Per fare questo c'è la necessità di una maggiore ponderazione, più tempo per riflettere prima di prendere una decisione, occorre anche avere delle informazioni. Quindi per elaborare una visione per il futuro bisogna partire dal passato che va conosciuto, dalla società contemporanea che va interpretata e fatta una proiezione futura".

Il confine come opportunità, non come limite
"Noi pensiamo che il punto di forza della cultura in Friuli Venezia Giulia sia il fatto che noi siamo una regione di confine, dove il confine è sempre stato presente, anche si è spostato nei secoli a seconda della dominazione più autorevole in quel periodo. Questo elemento che in passato era anche di ostilità, ora diventa un elemento di nuova opportunità, di amicizia. Esistono delle parole che con l'andare dei secoli cambiano rispetto al significato originario - spiega Anzil - Così a noi piacerebbe essere artefici del cambiamento del significato della parola confine, non più fine di qualcosa, quindi un muro, un ostacolo, ma nuova opportunità di amicizia".

Gorizia e Pordenone: due capitali, un successo
"Questo è quanto accaduto per Gorizia e Nuova Gorizia che erano divise come Berlino dalla Cortina di Ferro. Ma questo confine ha permesso di far diventare Gorizia e Nuova Gorizia la prima Capitale europea della cultura transfrontaliera. A questo si aggiunge anche un recentissimo successo che è Pordenone, Capitale italiana della cultura nel 2027. Non è mai successo in precedenza - commenta Anzil - che una regione così piccola potesse entrare, nel giro di due anni, in due capitali, una europea e una italiana".  

Investire in cultura significa investire nell’economia
"Il Friuli Venezia Giulia è inoltre la regione in Italia che maggiormente investe in cultura in relazione agli abitanti e questo perché abbiamo degli operatori culturali di altissimo valore e perché pensiamo che dalla cultura ci sia anche una ricaduta economica. Da uno studio dell'Università Bocconi in merito alle ricadute degli investimenti che noi facciamo sulla cultura, risulta che è possibile avere un ritorno economico fino a 12 volte. Non possiamo certo investire tutto su ciò che dà la maggiore ricaduta - specifica Anzil - perché ci sono dei settori nella cultura che richiedono maggiori investimenti pubblici. Ma abbiamo delle ricadute molto importanti, quindi non è un dispendio di risorse che avrebbero potuto destinarsi altrove, ma è un investimento che genera benefici anche a livello economico perché ci sono tantissime persone lavorano nel mondo della cultura".

La cultura di frontiera: un nuovo genere letterario da esplorare
"Ad esempio abbiamo inventato la Fiera nazionale della cultura e della creatività, che si chiama Eureka, dove le imprese culturali creative si presentano e dialogano con le imprese tradizionali.
L'idea è di lanciare un nuovo genere letterario, quello della Cultura di frontiera, in cui tutti si possano riconoscere e possano interpretare con la propria soggettività questo concetto - racconta Anzil - La frontiera di confine non è solo dal punto di vista geografico, esistono altri confini tra il passato e il presente, tra il sogno e la fantasia, tra la realtà e l'immaginazione, tra il ricordo e l'immaginazione che si ha di quel ricordo, che può poi confondere la verità con quello che è successo.
Quindi ciascun autore, ciascun operatore culturale, ciascuna fondazione, associazione e privato o ente o associazione che opera nel mondo della cultura interpreterà questa cultura di frontiera liberamente - conclude Anzil - perché noi immaginiamo la cultura come pluralista e polifonica, quindi tutte le voci sono accolte e la sintesi è rilasciata allo spettatore".

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com