CULTURA. Portas: "La Sardegna del futuro racconta la sua identità con linguaggi innovativi”

La Sardegna è una terra ricca di storia, tradizioni e bellezze naturali che meritano di essere valorizzate e raccontate al mondo. In questa intervista esclusiva, l'assessora regionale Ilaria Portas, figura chiave nel panorama culturale e amministrativo dell'isola, racconta i progetti innovativi che stanno trasformando il modo in cui la Sardegna si racconta e si vive.
Assessora Portas, il progetto "Sardinia I Love You" mira a raccontare le bellezze naturali e culturali dell'isola attraverso linguaggi innovativi. Quali risultati si aspetta da questa iniziativa nel coinvolgere le nuove generazioni e gli emigrati sardi?
Il progetto “Sardinia I Love you” offre una narrazione fresca e moderna, diretta anche alle nuove generazioni, all’inclusione e al quotidiano, per raccontare le bellezze naturali e i luoghi della nostra splendida isola - soprattutto quelli dell'entroterra - attraverso linguaggi innovativi che stiano al passo coi tempi, per farsi scoprire - e riscoprire - dai giovani sardi, dagli emigrati e dal più vasto pubblico internazionale. Tra i destinatari che ho più a cuore ci sono le scuole, gli emigrati, gli operatori culturali, l’imprenditoria e la comunicazione, i docenti e i giornalisti. È necessario un circuito virtuoso che abbracci visione e praticità. Oggi non ci raccontiamo più le storie solo davanti al camino, ma utilizziamo altri strumenti e linguaggi che sono quelli delle generazioni 2.0 e Z. Il progetto, che ho avuto modo di visionare concretamente, può essere uno degli strumenti multimediali utile per muoversi in questa giusta direzione di trasmissione della bellezza. La sinergia tra politica, amministrazione pubblica, associazioni, cittadine e cittadini è vitale. Il nostro supporto a progetti di questa natura sarà sempre garantito.
Ha più volte sottolineato l'importanza di tutelare e promuovere il patrimonio linguistico sardo. Quali strategie intende adottare per sensibilizzare gli studenti sull'importanza della lingua sarda e garantirne la trasmissione alle future generazioni?
Per la lingua sarda non c'è futuro se i nostri ragazzi e le nostre ragazze non la considerano parte di sé e della loro identità, se non la imparano e non la utilizzano nella vita quotidiana per comunicare. Per questo motivo la Regione ha investito in diversi progetti, e anche sulla scuola e sugli Sportelli linguistici territoriali, le risorse disponibili per la tutela e la valorizzazione della lingua.
La Regione si è impegnata a finanziare diversi progetti per tutelare quello che consideriamo un preziosissimo bene sia materiale che immateriale. Recentemente si è concluso un importante progetto “Indagine sociolinguistica della Sardegna” promosso e finanziato dal mio Assessorato con il patrocinio del Centro interuniversitario per la ricerca didattica dell’Università degli Studi di Cagliari e di Sassari (CIRD). Il progetto di ricerca si è proposto di indagare l’immagine del sardo e delle diverse varietà linguistiche storiche presenti sul territorio da parte dei quindicenni residenti nella Regione Sardegna. Tra le tematiche: il rapporto tra identità linguistica e identità culturale; valutazione dell’efficacia dei programmi linguistici attuali e il potenziale per integrare il sardo nei curricula scolastici; il ruolo dei media e delle piattaforme digitali; l’uso della lingua sarda nei contesti pubblici e istituzionali; il tema della standardizzazione e il rapporto con le diverse varietà di sardo; l’esplorazione del valore economico e professionale del bilinguismo in sardo e italiano. I dati fanno ancora ben sperare in una possibile trasmissione intergenerazionale. Sono inoltre molto soddisfatta del risultato ottenuto con la Standardizzazione.
La Regione si è dotata infatti di recente di una norma di riferimento per la lingua scritta dell’Amministrazione regionale per le comunicazioni in uscita Approvazione e adozione degli standard ortografici del sassarese, del tabarchino e del gallurese. Grazie agli standard ortografici realizzati, sarà possibile scrivere in modo coerente, in virtù di un sistema di convenzioni grafiche. Molto importante la certificazione della conoscenza della lingua sarda a livello C1, secondo gli standard QCER – Quadro Comune Europeo di Riferimento delle Lingue: questa costituisce una premialità nelle selezioni che portano avanti gli enti territoriali nell’individuazione degli operatori degli Sportelli Linguistici, che si occupano della tutela della lingua con traduzioni di atti ammnistrativi, normativi, regionali e statali e svolgono una attività di front-office con il pubblico. Il livello C1 è inoltre considerato un titolo per l’ammissibilità a collaborare nei progetti Extracurricolari scolastici come “Insulas” “Frailes. Per la scuola infatti sono stati pensati questi progetti che hanno la finalità di valorizzare e diffondere le varietà alloglotte sassarese, gallurese e tabarchino. L’uso di una lingua non poteva non prevedere il suo utilizzo anche nei mass media. Con l’avviso IMPRENTAS sono stati coinvolti i settori dell’editoria, dell’informatica e del web: diffusione dunque di trasmissioni tv e radiofoniche, opere editoriali anche in formato multimediale, ecc…in lingua sarda e nelle lingue alloglotte.
Il progetto "Andalas de Cultura" è un progetto di innovazione digitale per il patrimonio culturale nato per rafforzare l'offerta culturale dell'isola attraverso strumenti digitali. In che modo questa piattaforma favorirà la messa in rete del patrimonio artistico e archeologico sardo, e quali benefici prevede per i cittadini e i turisti?
Andalas de Cultura lo considero uno dei progetti strategici dell’Assessorato, ed è stato inserito anche all’interno dell’Agenda digitale della Regione Sardegna. Nasce per promuovere la conoscenza dell’immenso patrimonio culturale e identitario regionale attraverso gli strumenti digitali: comunicazione digitale all’accessibilità e multilinguismo. La Cultura – intesa nella sua totalità come il nostro patrimonio e bene tra i più preziosi – affronta la sfida e al contempo le opportunità che offrono le condivisioni dei contenuti a livello digitale, insieme alle enormi potenzialità offerte dagli strumenti tecnologici dei quali ci si sta dotando per la valorizzazione del patrimonio culturale della Sardegna. Uno straordinario contenitore nel quale è possibile poter consultare tutto ciò che riguarda il patrimonio materiale e immateriale dell’isola: dalle leggende alle feste, dalle tradizioni sacre a quelle più profane, dagli abiti tradizionali ai gioielli, passando per il carnevale e i suggestivi riti della Pasqua. Andalas de Cultura è dunque un lavoro in divenire, che andrà costantemente curato, ampliato e affinato. Ma è soprattutto una semplice app da scaricare sul cellulare, e per questo invito tutti i lettori e tutte le lettrici di questa intervista a farlo per poter “curiosare” le bellezze che offre l’isola.
Considerando l'importanza delle aree interne della Sardegna, spesso meno conosciute, quali iniziative sta promuovendo per valorizzare questi territori e le loro tradizioni culturali, garantendo al contempo uno sviluppo sostenibile e inclusivo?
Le aree interne della Sardegna, così come le definiamo sia noi isolani che il resto del mondo, hanno un fascino e una loro unicità che suggestiona chi le esplora, ma innegabilmente sono territori nei quali è complicato vivere per i numerosi disagi che ci si trova a dover affrontare. Lontani dalla città si apprezzano montagne, laghi, boschi con alberi secolari, tradizioni millenarie che si tramandano di generazione in generazione, antichi mestieri ancora vivi: ma bisogna fare i conti con strade poco percorribili, collegamenti poco stabili, connessioni e digitali ancora lontani dalle performance che i tempi moderni richiedono. Come tutte le medaglie, questo ha un risvolto positivo e uno negativo. Arrivando a noi e per rispondere alla domanda, e a ciò che siamo chiamati a fare attraverso politiche concrete per valorizzare la cultura di questi preziosi luoghi, cito una delle ultime azioni del mio Assessorato: nel bando per lo spettacolo dal vivo quest’anno abbiamo introdotto delle specifiche premialità per chi propone attività nelle zone più periferiche o che hanno evidenziato maggiori disagi. È nostro compito favorire le attività culturali in ogni luogo, e laddove le persone hanno dei beni preziosi da mostrare al resto del mondo ma non hanno gli strumenti per farlo, è necessario portare loro strumenti e supporto.
Nel suo mandato, ha parlato di "assessorato del futuro" e dell'importanza di integrare cultura, istruzione e innovazione. Può illustrarci come intende coniugare tradizione e modernità per promuovere una cultura dinamica e inclusiva in Sardegna?
“L’Assessorato del futuro” è il mio modo di definire e fare sintesi di ciò che accade e del lavoro che ci troviamo a fare in un assessorato che ha così tante deleghe: cultura e pubblica istruzione, beni culturali e lingua sarda, informazione, sport spettacolo e tutto il resto che non elenco. L’obiettivo è cercare di integrare e far dialogare tutte queste materie tra loro. Il futuro? Il futuro è dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, bambini e bambine, e noi siamo l’anello di congiunzione. Noi siamo chiamati a trasmettere loro il sapere dei quali siamo depositari affinché tutto questo patrimonio culturale non vada disperso. Dalla lingua sarda, alle ricette e alle feste tradizionali, alle leggende, le sagre, le feste religiose che non sono solo mai sacre ma hanno anche tutta la loro liturgia pagana di contorno. Per poter valorizzare tutto questo patrimonio che chiameremo per sintetizzare “cultura” bisogna prima di tutto non farlo cadere nell’oblio.
Fondamentale per arrivare all’obiettivo è un patto tra generazioni, che veda coinvolga sempre più attivamente le giovani e i giovani, anche con incarichi e inserimenti nelle organizzazioni che si occupano delle manifestazioni, per esempio, tramandando tutto questo sapere, senza però perderne il carattere originario. Il popolo sardo deve curare le proprie radici, perché rimangano la base fondante sulla quale far crescere l’identità con tutte le sue peculiarità.
Simona Fuso
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