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11/04/2023

Curlisi (Consorzio Biogas): “Pnrr occasione storica, ma servono più tempo, meno lacci e stimoli per le imprese”

(Christian Curlisi, Direttore di Consorzio Biogas)

Il presidente del Consorzio Biogas a CUOREECONOMICO: “Obiettivi ambiziosi e sfidanti per l’agricoltura, ma c’è il rischio che gli sforzi vadano vanificati. Ue si faccia portavoce di un approccio con meno vincoli. Comunità energetiche fondamentali, ma la legge attuale non aiuta”

Con una produzione di 2,5 miliardi di ettari nei 2000 impianti dislocati in Italia, il biogas rappresenta una fonte di energia alternativa dal forte potenziale.

Il biogas (metano, anidride carbonica biologica e azoto) è una miscela di gas prodotto  dalla fermentazione di biomasse come scarti agro-forestali, liquami zootecnici, scarti della lavorazione agroindustriale, rifiuti organici urbani  ad opera di batteri detti metanigeni.

Il processo di produzione di biogas consente di utilizzare il metano che altrimenti verrebbe rilasciato in atmosfera con un risparmio evidente in termini di emissioni.

Ciò nonostante, mancano leggi in grado di supportare chi intende investire o usare il biogas per il proprio approvvigionamento.

“In questo contesto occorre promuovere ogni azione normativa per velocizzare la messa a terra di progetti per la produzione di energia rinnovabile e evitare un sistema rigido e lento che in passato ha bloccato in più occasioni gli investimenti”, dice Christian Curlisi, Direttore di Consorzio Biogas.

“Attendiamo il decreto Fer 2 notificato alla Commissione europea all’inizio di questo anno, che - continua - dovrebbe continuare a promuovere la produzione elettrica e tutelare gli impianti che non sono nelle condizioni di convertire a biometano, un patrimonio impiantistico che non possiamo permetterci di lasciare indietro”.

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Direttore, a distanza di un anno come valuta gli effetti del Decreto del precedente Governo per la costruzione di impianti biometano?

Il decreto biometano varato alla fine dell’anno scorso è un passo importante per rilanciare gli investimenti del settore biogas e del biometano, soprattutto alla luce del perdurare della crisi energetica e degli approvvigionamenti delle materie prime.

La valutazione è sicuramente positiva per quanto riguarda gli obiettivi ambiziosi che si pone la misura e che crediamo potranno portare al pieno sviluppo del biometano nel nostro Paese”.

La convincono i progetti legati al Pnrr?

Il Pnrr contiene degli obiettivi ambiziosi e sfidanti per l’agricoltura, riconoscendo un ruolo strategico alla digestione anaerobica, aprendo le porte a nuovi investimenti per le nostre aziende che avranno l’opportunità di affacciarsi verso nuovi mercati, introdurre innovazione e mantenere alta la competitività. 

I ritardi legati all’attuazione del Piano e il tempo ristretto per raggiungere gli obiettivi rischiano, però, di vanificarne la portata. Abbiamo bisogno di un orizzonte temporale maggiore che guardi oltre il 2026 con una traiettoria di medio - lungo periodo in linea con gli effettivi tempi degli investimenti”.

Che impatto sta avendo sul vostro settore l’aumento del costo del denaro? 

I costi delle materie prime e delle tecnologie stanno sicuramente mettendo a dura prova il settore alle prese anche con i problemi legati al cambiamento climatico.

Ciò nonostante gli agricoltori stanno dimostrando grande resistenza attraverso l’utilizzo di pratiche agricole innovative che permettono di produrre più cibo riducendo l’uso di acqua e di fertilizzante chimico.

Bisogna comunque intervenire con misure che non penalizzino ancora di più gli agricoltori, senza mettere a rischio l’intera filiera ma riducendo la pressione burocratica sulle imprese agricole, valorizzando l’agricoltura e sostenere lo sviluppo delle rinnovabili con un quadro organico di norme di riferimento per il settore”.

Crede che gli obiettivi della direttiva Timmermans e del green-deal europeo siano fattibili?

La strategia green impostata all’interno della cornice del Green Deal può aiutarci nella riduzione delle emissioni e consentire la decarbonizzazione per rendere l’Europa un modello sostenibile nel Mondo.

Quello di cui Bruxelles deve farsi portavoce, però, è un approccio meno improntato su vincoli che rischiano di rendere difficile raggiungere tutti gli obiettivi.

Al contrario, ciò di cui le aziende hanno più bisogno è avere maggiori stimoli per rendere le imprese più competitive sul mercato.

Le misure europee dovrebbero tener conto delle specificità dei singoli Stati membri, dei mercati di riferimento e dei modelli di successo già implementati all’interno dell’Unione”.

Come vi ponete nello sviluppo delle comunità energetiche?

All’interno dello scenario di sviluppo delle comunità energetiche, il settore del biogas agricolo rappresenta un’infrastruttura strategica per la costruzione di future comunità rinnovabili fornendo energia, calore, fertilizzante organico e anidride carbonica biologica, dando il proprio fondamentale contributo al processo di decarbonizzazione e di sviluppo di energia elettrica rinnovabile a livello locale, soprattutto in questo momento di crisi energetica.

L’attuale normativa, però, limita la costituzione di comunità energetiche ai soli impianti di nuova costruzione e presenta un tetto al valore dell’incentivo.

Quest’ultimo aspetto, in particolare andrebbe rivisto: prevedere un incentivo in linea con i costi di produzione, consentirebbe un rilevante utilizzo del biogas per le comunità energetiche”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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