ven 03 apr 2026

Seguici su:

‘D’ GLOCAL ESG89 TERRITORI | Adinolfi (Luiss):’Nuove generazioni, università e tecnologie digitali: il triangolo virtuoso per lo sviluppo territoriale’

(Luca Adinolfi, LUISS)

ESG89 presenta la prima edizione del ‘D’ GLOCAL ECONOMIC FORUM – STATI GENERALI DELLE ECONOMIE DEI TERRITORI iniziando così un lungo cammino che nei prossimi mesi ci porterà ad analizzare la situazione socio-economica lungo tutto lo stivale. CUOREECONOMICO e ESG89 si dedicano da sempre all'approfondimento con un approccio "glocal" (globale e locale), focalizzandosi su temi di sviluppo sostenibile, territori, imprese e politica, attraverso eventi, pubblicazioni e analisi, con l'obiettivo di informare il mondo istituzionale e aziendale. L’Obiettivo? Raccontare in modo compiuto l’economia dei territori, promuovendone l’eticità e la sostenibilità e collegando le realtà locali alle dinamiche globali

‘L'Italia si trova oggi di fronte a una sfida epocale: trasformare il rapporto naturale delle nuove generazioni con le tecnologie digitali in un motore concreto di sviluppo territoriale. In questo processo, le università giocano un ruolo fondamentale come cerniera tra formazione, innovazione e territorio, costruendo quel circolo virtuoso capace di invertire tendenze storiche come lo spopolamento delle aree interne e la fuga dei talenti.

I Giovani e la Tecnologia: Oltre il Mito dei Nativi Digitali

Le nuove generazioni, cresciute immerse nella tecnologia digitale, possiedono una familiarità intrinseca con gli strumenti digitali che li rende protagonisti naturali della trasformazione in atto. Tuttavia, come evidenziato da recenti studi, questa familiarità non si traduce automaticamente in competenze tecnologiche avanzate. Molti giovani utilizzano la tecnologia principalmente per comunicazione, consumo di contenuti e intrattenimento, ma non sempre sviluppano quelle competenze profonde – programmazione, sicurezza dei dati, pensiero algoritmico – richieste dal mercato del lavoro contemporaneo.

In Italia, una percentuale significativa di under-30 non raggiunge ancora le competenze tecnologiche di base fondamentali per il mondo del lavoro, evidenziando un preoccupante "mismatch" tra abilità possedute e quelle richieste dalle imprese. Solo il 46% degli adulti italiani possiede competenze digitali di base, con divari generazionali e territoriali significativi che pesano sulla competitività del Paese.

Questo paradosso – essere immersi nel digitale senza padroneggiarlo pienamente – rappresenta al tempo stesso una sfida e un'opportunità. Per trasformare i giovani da consumatori passivi di tecnologia ad attori attivi capaci di crearla, svilupparla e utilizzarla per l'innovazione territoriale, serve un intervento strutturato che parta dal sistema formativo.

Il Ruolo Strategico delle Università: Formare, Innovare, Trasferire

Le università italiane si configurano come l'anello di congiunzione essenziale tra le potenzialità delle nuove generazioni e le esigenze dei territori. Attraverso percorsi formativi innovativi, ricerca applicata e trasferimento tecnologico, gli atenei possono instradare i giovani verso percorsi che coniugano competenze digitali avanzate e impatto territoriale.

Sul fronte della formazione digitale, diverse università hanno già avviato percorsi innovativi dove si cerca sin da subito di formare i professionisti del domani cercando di progettare percorsi formativi fortemente collegati ad ambienti digitali e intelligenza artificiale. Questi percorsi non si limitano a formare tecnici specializzati, ma educano alla cittadinanza digitale, preparando giovani in grado di utilizzare la tecnologia come strumento di trasformazione sociale ed economica.

Parallelamente a quanto detto gli atenei stanno sviluppando ecosistemi dell'innovazione che collegano ricerca, impresa e territorio, coordinando attività di trasferimento tecnologico verso imprese e investitori locali. Questo potrebbe rappresentare il fattore critico di successo del domani perchè potrebbe scaturire un circolo virtuoso per stimolare lo sviluppo locale attraverso questa collaborazione tra enti pubblici, università e imprese.

Le università italiane stanno diventando incubatori naturali di imprenditorialità innovativa. Gli spin-off accademici e le startup universitarie, fondate da professori, ricercatori e giovani laureati, trasformano brevetti e competenze tecnologiche sviluppate in ambito accademico in imprese concrete rivelandosi un enorme bacino di sviluppo anche territoriale.

Il PNRR: Un'Occasione Storica per il Circolo Virtuoso

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta l'opportunità storica per sistematizzare e potenziare questo modello. Con risorse significative dedicate alla Missione 4 "Istruzione e ricerca", il PNRR pone i giovani al centro dello sviluppo del Paese, con interventi specifici sulla formazione digitale universitaria.

Gli investimenti sulla didattica e le competenze universitarie avanzate prevedono nuove borse di dottorato in materie digitali e green, la creazione di Digital Education Hub per migliorare la capacità degli atenei di offrire formazione digitale a studenti e lavoratori, e iniziative educative transnazionali sulla transizione digitale. Parallelamente, il Servizio Civile Digitale coinvolge migliaia di giovani operatori volontari come "facilitatori digitali" per supportare i cittadini nell'uso dei servizi online e promuovere l'alfabetizzazione digitale su tutto il territorio nazionale.

Il PNRR prevede inoltre di stanziare fino a 12 ecosistemi dell'innovazione a copertura regionale, rafforzando la collaborazione tra università, ricerca e imprese. Con circa il 36% delle risorse gestite da Regioni, Comuni e amministrazioni locali, i territori hanno l'opportunità di investire strategicamente in infrastrutture digitali e formazione che possano trattenere i talenti e attrarre nuovi investimenti.

Il Circolo Virtuoso: dalla Formazione allo Sviluppo Territoriale

Quando università, giovani talenti e tecnologie digitali si integrano efficacemente, si innesca un meccanismo di sviluppo autoalimentante. Giovani formati in competenze digitali avanzate sviluppano progetti innovativi attraverso le startup universitarie. Questi progetti, supportati da incubatori e finanziatori creano occupazione qualificata. L'occupazione qualificata trattiene altri talenti sul territorio e ne attira di nuovi. I nuovi talenti alimentano ulteriore innovazione e ricerca, collaborando con le università.

Questo circolo virtuoso permette ai territori di valorizzare il proprio "Made in" in chiave contemporanea. I giovani, con le loro competenze digitali, possono sviluppare piattaforme e-commerce, strategie di marketing digitale, applicazioni innovative che permettono alle eccellenze territoriali – dall'agroalimentare all'artigianato, dal turismo alla manifattura – di raggiungere mercati globali preservando la propria autenticità.Non possiamo però tralasciare quanto sia fondamentale una adeguata dotazione infrastutturale perchè anche i talenti meglio formati e le start-up più innovative faticherebbero a competere su scala nazionale e internazionale.Per questo il PNRR dedica risorse significative per il potenziamento delle infrastrutture digitali e materiali.

Sfide e Prospettive

Per costruire un futuro sostenibile è necessario porre oggi le basi di un nuovo modello di sviluppo territoriale che si traduca in crescita per l'intero Paese. In questa visione, le nuove tecnologie giocano un ruolo chiave e strategico: esse rappresentano quell'anello mancante capace di consentire ai giovani di pensare fuori dagli schemi, sviluppare idee innovative e avviare quel circolo virtuoso in grado di generare un effetto moltiplicatore di opportunità di sviluppo e crescita.

È fondamentale ridefinire il rapporto tra locale e globale, tra tradizione e innovazione, favorendo il dialogo tra università, giovani talenti, imprese e istituzioni locali. Le nuove generazioni, formate nelle università del territorio e dotate di competenze digitali avanzate, devono diventare i protagonisti della rinascita economica e sociale delle proprie comunità, trasformando le tecnologie da strumento di consumo passivo a leva strategica di progresso sostenibile.

Solo attraverso questo cambio di paradigma sarà possibile arginare la continua emorragia di talenti verso altri paesi che credono maggiormente nelle capacità dei nostri giovani e sono più predisposti a supportare concretamente le loro idee. Enti locali, università e istituzioni hanno la responsabilità di incentivare l'iniziativa giovanile, creando ecosistemi favorevoli che integrino formazione avanzata, competenze digitali e infrastrutture moderne – dalle reti telematiche ai collegamenti logistici – rendendo i territori non più luoghi da cui fuggire, ma spazi competitivi e connessi dove costruire il proprio futuro professionale, far crescere idee innovative e contribuire allo sviluppo collettivo’.

Di Luca Adinolfi, LUISS (Economia e Gestione delle Imprese)
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com 

Argomenti: