‘D’ GLOCAL ESG89 TERRITORI | Bissi (Regione Emilia Romagna):’Politiche integrate per lo sviluppo sostenibile dei territori’

(Paola Bissi, Responsabile Settore Turismo, Commercio, Economia Urbana, Sport - Direzione Generale Conoscenza, Ricerca, Lavoro, Imprese Regione Emilia-Romagna)
ESG89 presenta la prima edizione del ‘D’ GLOCAL ECONOMIC FORUM – STATI GENERALI DELLE ECONOMIE DEI TERRITORI iniziando così un lungo cammino che nei prossimi mesi ci porterà ad analizzare la situazione socio-economica lungo tutto lo stivale. CUOREECONOMICO e ESG89 si dedicano da sempre all'approfondimento con un approccio "glocal" (globale e locale), focalizzandosi su temi di sviluppo sostenibile, territori, imprese e politica, attraverso eventi, pubblicazioni e analisi, con l'obiettivo di informare il mondo istituzionale e aziendale. L’Obiettivo? Raccontare in modo compiuto l’economia dei territori, promuovendone l’eticità e la sostenibilità e collegando le realtà locali alle dinamiche globali
‘Le politiche pubbliche per lo sviluppo economico e sociale, tradizionalmente, sono state impostate su logiche settoriali, con interventi distinti per ambiti come commercio, turismo, industria, infrastrutture e logistica, welfare etc.
Questo approccio ha generato frammentazione degli interventi, sovrapposizioni e inefficienze, ma soprattutto difficoltà nel rispondere efficacemente ai bisogni complessi dei territori. Parallelamente, le politiche territoriali hanno cercato di coordinare gli interventi su base geografica, ma spesso senza una reale integrazione con le politiche di sviluppo settoriali.
Le profonde modificazioni degli scenari di riferimento a livello globale negli ultimi decenni, dalla globalizzazione ai più recenti orientamenti protezionistici, nonchè le grandi sfide che abbiamo di fronte, a partire dalla transizione ecologica e digitale, con la conseguente esigenza di “riposizionamento” nel nuovo contesto per conservare e migliorare i livelli di sviluppo acquisti anche da una regione “forte” come l’Emilia-Romagna richiedono, non da ora, un diverso approccio da parte delle politiche pubbliche che, in ottica sistemica ed integrata, tengano insieme sviluppo economico, coesione sociale e sostenibilità ambientale, l’interdipendenza tra settori economici, la competitività delle imprese e del territorio e la qualità della vita come un unicum integrato.
In questa direzione è fortemente impegnata la Regione Emilia-Romagna, che ha sviluppato politiche integrate per lo sviluppo sostenibile dei territori volte a delineare strategie che, attraverso procedure concertative e negoziali, mettano a sistema qualità e accessibilità del territorio, esigenze infrastrutturali e logistica, sostenibilità ambientale, innovazione, formazione ed inclusione sociale, individuando programmi di intervento integrati e trasversali, con l’obiettivo di confermare la competitività della aree più forti della regione e, contestualmente, eliminare gli squilibri territoriali, aumentando la competitività delle aree più fragili.
Ciò non con una mera redistribuzione geografica delle risorse, ma attraverso strategie place-based: strategie condivise, con il coinvolgimento delle comunità locali, volte a valorizzare le specificità, l’identità e le vocazioni locali.
Questo percorso, che ha richiesto un approccio innovativo da parte di tutti i soggetti coinvolti (Enti locali, Associazioni, imprese, cittadini), ha trovato concretizzazione con le Agende Territoriali Urbane per lo Sviluppo Sostenibile (ATUSS) e con le Strategie Territoriali delle Aree Montane ed Interne (STAMI). Con detti strumenti della programmazione integrata dei Fondi europei 2021-2027 si è promosso il coinvolgimento di tutti i livelli di governo per lo sviluppo di strategie condivise di medio e lungo termine per promuovere lo sviluppo sostenibile, rispettivamente, delle aree urbane (capoluoghi di provincia e Unioni di Comuni cd. “mature”) e delle aree montane ed interne, l’attrattività dei territori, la transizione ecologica verso la neutralità climatica, l’innovazione e la transizione digitale, la creazione di nuova socialità e processi partecipativi.
Con tali strumenti di programmazione territoriale integrata si è inteso in particolare:
- mettere a sistema le relazioni Regione-Territori condividendo a livello istituzionale scelte per lo sviluppo al 2030;
- mobilitare i territori per il raggiungimento degli obiettivi del Patto regionale per il Lavoro e per il Clima;
- assicurare il protagonismo di enti locali e comunità;
- raggiungere le finalità dei singoli territori;
- condividere risorse e impegni, rendendo gli attori locali co-responsabili dei risultati attesi;
- massimizzare l’impatto delle risorse comunitarie, statali, regionali e del PNRR in Emilia-Romagna, attraverso la programmazione complementare dei fondi.
A tal fine sono sati attivati strumenti di governance multilivello (Regione, Enti locali, Rappresentanze economiche e sociali), per il raggiungimento di obiettivi comuni attraverso la condivisione di risorse e impegni, usando i fondi europei come volano e, conseguentemente, strategie territoriali integrate multi-obiettivo (innovazione, ambiente, energia/clima, rigenerazione, casa, inclusione sociale, turismo/cultura) e multi-fondo (FESR, FSE + FSC e altro). Sotto il profilo organizzativo, all’interno dell’Ente regionale si è dato vita ad una governance regionale integrata delle strategie territoriali, con la costituzioni di un gruppo di coordinamento interdirezionale per la programmazione e gestione di tali strumenti.
Inoltre la Regione ha avviato due Laboratori (il Lasti per le STAMI e il laboratorio ATUSS) a sostegno delle amministrazioni locali con l’obiettivo di:
- incrementare la capacity building dei territori di programmare in modo strategico ed integrato, co-progettare interventi, gestirli e monitorarli efficacemente, di attrarre e programmare le risorse necessarie per l’attuazione e preparare i territori alle sfide della prossima programmazione;
- agevolare il networking e lo scambio tra Regione e coalizioni ATUSS e STAMI con altri soggetti dell’ecosistema regionale (il CLUSTER Urban -Economia Urbana e le comunità territoriali nell'ecosistema della ricerca e innovazione della Regione Emilia-Romagna; le Comunità Digitali- laboratori Aperti; il Forum delle rigenerazione urbana a base culturale – FRANCO).
Questo percorso richiede infine anche una diversa metodologia di analisi del valore pubblico prodotto dalle politiche e dalle azioni messe in campo, con indicatori multidimensionali per valutare impatti economici e sociali.
Parallelamente si è avviato anche un più ampio processo di riforma delle normative regionali.
Ne è esempio significativo la LR 12 del 2023 «Sviluppo dell’economia urbana e qualificazione ed innovazione della rete commerciale e dei servizi» con cui si è passati da un approccio settoriale (solo commercio e servizi) ad un approccio integrato. La legge, in ottica più vasta che guarda allo sviluppo dell’economia urbana nel suo complesso come motore dello sviluppo delle aree urbane e delle comunità locali, ha innovato gli strumenti e la governance del sistema, promuovendo ed incentivando progetti integrati che agiscano in modo strategico nei vari ambiti di intervento (rigenerazione e valorizzazione urbana, qualità e innovazione della rete commerciale e dei servizi, offerta culturale, attrazione turistica, valorizzazione dei prodotti tipici, green economy).
Con tale riforma si è inteso promuovere e favorire lo sviluppo dell’economia urbana verso modelli innovativi di riqualificazione, sostenibilità, potenziamento e gestione della rete dei servizi e degli spazi urbani, per una maggiore competitività e resilienza dei territori e del sistema imprenditoriale e rispondere più efficacemente ai cambiamenti negli stili di vita e di consumo, nonchè perseguire nuovi modelli di governance che, partendo dall’esperienza positiva dei centri commerciali naturali, sviluppi una strategia comune, attraverso un approccio alle soluzioni dei problemi e nella gestione unitaria e condivisa dei centri che promuova la realizzazione di progetti pubblico-privati basati su un modello partecipativo focalizzato sul territorio e sulle sue potenzialità.
Tra gli strumenti più innovativi introdotti ci sono gli Hub urbani (aree poste al centro delle città caratterizzate da una pluralità di funzioni e soggetti rispetto ai quali le attività commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi svolgono un ruolo centrale per l’innovazione, l’attrattività, rigenerare il tessuto urbano e garantire una integrazione e valorizzazione di tutte le risorse presenti nel territorio) e gli hub dii prossimità (aree più periferiche, in grado di accrescere la propria identità ed economia di prossimità attraverso le attività commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi).
Gli hub, costituiti nella forma giuridica più congeniale alla specifica realtà, ma minima di Accordo di parternariato (Comune, associazioni di categoria, imprese e altri soggetti interessati), vengono riconosciuti dalla Regione che valuta la connotazione dell’area candidata, gli obiettivi strategici ed un programma integrato di interventi di medio e lungo periodo (sviluppo dell’hub management).
Al fine di promuovere la costituzione, l’attivazione e lo sviluppo degli Hub urbani e di prossimità la Regione concede contributi agli interventi promossi dai Comuni:
- per studi di fattibilità per l’attivazione degli Hub (per individuazione aree da candidare, analisi caratteristiche ed esigenze, individuazione linee di sviluppo/azioni).
- per la realizzazione di programmi integrati condivisi dal parternariato relativi ad interventi di riqualificazione delle aree interessate, di qualificazione e innovazione delle imprese insediate e l’insediamento di nuove imprese in tali ambiti, con particolare attenzione all’imprenditoria giovanile e femminile, per valorizzare gli Hub attraverso azioni di promozione condivise.
Altra linea di azione della nuova normativa riguarda l’incentivazione di progetti pilota fortemente innovativi promossi da Comuni e Unioni di Comuni volti a:
- promuovere nuovi modelli per la creazione di nuovi prodotti, servizi e spazi di vita rispondenti alle nuove “domande” di abitare, welfare e socialità;
- sviluppare modelli integrati per la gestione e fruizione dei servizi urbani e delle infrastrutture sociali di prossimità;
- incentivare tecnologie e modelli per la pianificazione, la simulazione e il monitoraggio dinamico degli usi e delle funzioni delle città (gemelli digitali, utilizzo di IoT, Open e Big Data e AI in collaborazione con la rete dei Clust-ER);
- promuovere azioni per lo sviluppo delle competenze nel settore dei servizi nonché nei campi delle tecnologie digitali, del green, dell’erogazione di servizi e attività collettive, in relazione alle esigenze espresse da EE.LL, imprese, Associazioni, università, centri di ricerca e altri soggetti dell’ecosistema regionale della ricerca e dell’innovazione.
Il percorso di riforma è avviato, ma richiede ulteriori passi avanti da parti di tutti gli attori territoriali, nella consapevolezza che il superamento delle politiche settoriali e la transizione verso politiche integrate e territoriali è essenziale per affrontare sfide complesse come competitività, inclusione e sostenibilità. Solo un approccio strategico, coordinato e partecipativo potrà garantire anche in futuro uno sviluppo equilibrato e resiliente’.
Di Paola Bissi, Responsabile Settore Turismo, Commercio, Economia Urbana, Sport - Direzione Generale Conoscenza, Ricerca, Lavoro, Imprese Regione Emilia-Romagna
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