mer 28 gen 2026

Seguici su:

‘D’ GLOCAL ESG89 TERRITORI | Cavallo (Cisl Basilicata)’Ripensare lo sviluppo con la partecipazione’

(Vincenzo Cavallo, segretario generale della Cisl Basilicata)

ESG89 presenta la prima edizione del ‘D’ GLOCAL ECONOMIC FORUM – STATI GENERALI DELLE ECONOMIE DEI TERRITORI iniziando così un lungo cammino che nei prossimi mesi ci porterà ad analizzare la situazione socio-economica lungo tutto lo stivale. CUOREECONOMICO e ESG89 si dedicano da sempre all'approfondimento con un approccio "glocal" (globale e locale), focalizzandosi su temi di sviluppo sostenibile, territori, imprese e politica, attraverso eventi, pubblicazioni e analisi, con l'obiettivo di informare il mondo istituzionale e aziendale. L’Obiettivo? Raccontare in modo compiuto l’economia dei territori, promuovendone l’eticità e la sostenibilità e collegando le realtà locali alle dinamiche globali

‘La Basilicata vive da anni una sfida di straordinaria complessità. Le ricerche più recenti (Svimez e Banca d’Italia) offrono un quadro contraddittorio nel quale coesistono segnali di tenuta e criticità profonde che invocano una risposta collettiva capace di innovare il nostro modello di sviluppo dentro la cornice di tre grandi e sfidanti transizioni: digitale con la sempre più pervasiva presenza della AI; ecologica con l’esigenza di un punto di bilanciamento tra sostenibilità ambientale e sociale; demografica che rappresenta una pesante tara sul futuro.

I principali osservatori convergono nel sottolineare alcune dinamiche positive, come la vivacità e resilienza del tessuto dei servizi, la crescita dell’occupazione nelle forme più stabili e gli investimenti pubblici, in particolare quelli legati al PNRR.

Si tratta di segnali che vanno nella direzione di una modernizzazione dell’economia regionale. Questi elementi non sono trascurabili e rappresentano basi su cui costruire, soprattutto se sapremo rafforzare percorsi di inclusione attiva e di partecipazione delle comunità locali.

Tuttavia, la situazione economica mostra anche criticità strutturali non più rinviabili. L’indicatore trimestrale dell’economia regionale evidenzia che nel primo semestre 2025 il Pil lucano è rimasto stagnante (-0,1%), in controtendenza rispetto alla moderata crescita del Mezzogiorno e dell’Italia. Le difficoltà del settore industriale, fortemente condizionato dall’andamento dello stabilimento Stellantis di Melfi, hanno pesato sulla produzione e sulle vendite, mentre il settore estrattivo registra andamenti ancora incerti. Questo quadro di convivenza tra aspetti positivi e negativi non è una semplice notazione statistica. Esso indica, da un lato, che la Basilicata è pienamente inserita in un più generale riassetto delle economie occidentali in cui la base si sposta dalla manifattura al terziario; dall’altro, ci richiama, in modo urgente, alla consapevolezza che non sarà possibile contrastare la stagnazione e lo spopolamento se non si ripensa radicalmente la governance dello sviluppo e delle imprese.

Ecco perché la Cisl si è fatta portatrice di una proposta che oggi è legge dello Stato.

Con la Legge 76/2025 sulla partecipazione dei lavoratori si è aperta per il Paese una stagione nuova. La legge offre strumenti concreti per rafforzare il dialogo sociale, consentire un accesso più trasparente alle informazioni aziendali, coinvolgere i lavoratori nei processi decisionali e costruire modelli di corresponsabilità capaci di anticipare i conflitti e mitigare gli impatti delle crisi produttive. In un contesto in cui la crescita economica da sola non determina automaticamente inclusione e qualità della vita, è necessario coinvolgere lavoratori, imprese, studenti, sindacati, istituzioni e comunità civiche in processi decisionali condivisi, capaci di generare visioni e di orientare le politiche territoriali verso obiettivi chiari e condivisi di medio e lungo termine.

La partecipazione non è un concetto astratto, ma un’innovazione metodologica necessaria se vogliamo affrontare in modo appropriato la società della complessità. Servono tavoli permanenti di co-progettazione locale che mettano insieme attori pubblici e privati per definire strategie industriali e sociali. Servono processi di ascolto attivo dei giovani e delle comunità per integrare nei percorsi decisionali le aspirazioni di chi sceglie di restare o di rientrare nel proprio territorio. Servono forme partecipative nelle imprese e nelle istituzioni che favoriscano la condivisione delle scelte strategiche aziendali e territoriali, contribuendo ad aumentare la fiducia reciproca e la responsabilità collettiva verso l’interesse generale. Questa visione partecipata dell’economia richiede impegno e responsabilità – da parte dei sindacati, delle istituzioni e del mondo produttivo – per fare della Basilicata un laboratorio di democrazia economica capace di superare l’inerzia e valorizzare ogni risorsa umana e territoriale.

In conclusione, l’economia lucana è una terra di contrasti: ricca di potenziale ma segnata da fenomeni di stagnazione e fuga dei talenti; capace di segnali positivi ma frenata da ostacoli strutturali.

Tuttavia, se sapremo mettere al centro la partecipazione come principio guida, potremo trasformare questi contrasti in opportunità di coesione e sviluppo sostenibile, restituendo alla Basilicata non solo una prospettiva di crescita economica, ma anche fiducia e speranza per le nuove generazioni che sono il futuro della nostra terra’.

 Di Vincenzo Cavallo, segretario generale della Cisl Basilicata
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com