‘D’ GLOCAL ESG89 TERRITORI | Gatti (Coface):’Dati, talenti e tecnologia: la nuova frontiera per il credito e la competitività dei territori’

(Matteo Gatti, Head Of Data Strategy Mediterranean, Middle Est & Africa Region Coface)
ESG89 presenta la prima edizione del ‘D’ GLOCAL ECONOMIC FORUM – STATI GENERALI DELLE ECONOMIE DEI TERRITORI iniziando così un lungo cammino che nei prossimi mesi ci porterà ad analizzare la situazione socio-economica lungo tutto lo stivale. CUOREECONOMICO e ESG89 si dedicano da sempre all'approfondimento con un approccio "glocal" (globale e locale), focalizzandosi su temi di sviluppo sostenibile, territori, imprese e politica, attraverso eventi, pubblicazioni e analisi, con l'obiettivo di informare il mondo istituzionale e aziendale. L’Obiettivo? Raccontare in modo compiuto l’economia dei territori, promuovendone l’eticità e la sostenibilità e collegando le realtà locali alle dinamiche globali
‘Le economie regionali italiane stanno attraversando una fase di profonda trasformazione. Globalizzazione, supply chain sempre più articolate e la volatilità dei mercati impongono alle imprese strumenti innovativi per garantire resilienza e liquidità. In Italia, oltre 10 miliardi di euro sono già stati investiti in infrastrutture digitali e intelligenza artificiale: un segnale chiaro della direzione intrapresa.
In questo scenario, l’assicurazione del credito evolve da semplice protezione finanziaria a vero abilitatore strategico per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese. La leva decisiva? Una data strategy solida, che integri tecnologia, capitale umano e infrastrutture digitali.
Dati di qualità: il nuovo asset competitivo
I dati rappresentano oggi la nuova infrastruttura critica. Non è sufficiente raccoglierli: occorre costruire layer informativi affidabili, normalizzati e governati secondo standard condivisi. Solo così si possono alimentare modelli di intelligenza artificiale e soluzioni blockchain, strumenti essenziali per identificare comportamenti anomali, ridurre il rischio di frodi e semplificare processi complessi. La blockchain, in particolare, garantisce tracciabilità e trasparenza lungo le filiere, rafforzando la fiducia tra operatori e accelerando le transazioni.
Accanto alle filiere fisiche, emergono filiere di dati che, se ben gestite, assicurano efficienza e competitività all’intera catena del valore.
Talenti e reti: il capitale umano come fattore abilitante
La tecnologia, da sola, non basta. Il fattore umano resta centrale: servono competenze avanzate – data scientist, risk analyst, specialisti di AI applicata al credito – e una rete di collaborazione tra territori. Costruire network interregionali significa condividere best practice, integrare dati e creare massa critica per competere su scala globale. È un cambio di paradigma: non più regioni isolate, ma ecosistemi connessi, capaci di attrarre investimenti e talenti.
L’Italia dispone di eccellenze, ad esempio nel trasferimento tecnologico sanitario (si pensi al Network PerfeTTo): modelli simili andrebbero replicati in altri ambiti strategici, come la logistica e le filiere produttive.
Coface: dati e tecnologia al centro della strategia
In questo contesto, Coface svolge un ruolo chiave. Ogni giorno la compagnia raccoglie, analizza e produce dati di alta qualità su milioni di imprese a livello globale. Questi dati alimentano modelli predittivi, sistemi di scoring dinamico e piattaforme di monitoraggio del rischio, consentendo alle aziende di operare con maggiore sicurezza. La capacità di trasformare informazioni in insight permette a Coface di anticipare trend, individuare comportamenti indesiderati e semplificare processi complessi, offrendo un vantaggio competitivo ai clienti e al sistema economico.
Le trasformazioni tecnologiche in atto stanno ridefinendo le regole della competitività territoriale. L’integrazione di dati di qualità, intelligenza artificiale e blockchain non è più una semplice opportunità, ma una necessità strategica per chi vuole restare rilevante in un mercato globale. Questi strumenti stanno modificando profondamente i modelli di business, le filiere produttive e le modalità di collaborazione tra imprese e territori.
La capacità di adattarsi rapidamente, investire in capitale umano qualificato e costruire reti collaborative sarà il vero fattore differenziante nei prossimi anni. I territori che sapranno cogliere il potenziale delle nuove tecnologie, governando il cambiamento e favorendo l’adozione di soluzioni digitali, saranno protagonisti di una crescita sostenibile e inclusiva.
In questo scenario, il ruolo degli stakeholder pubblici e privati è quello di facilitare la transizione, promuovere la cultura del dato e sostenere l’innovazione diffusa. Solo così sarà possibile trasformare le sfide attuali in opportunità concrete per imprese, cittadini e territori’.
Di Matteo Gatti, Head Of Data Strategy Mediterranean,
Middle Est & Africa Region Coface
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