‘D’ GLOCAL ESG89 TERRITORI | Raponi (Ometec):’Riconoscere il ruolo della manifattura come asset strategico e di sviluppo del nostro territorio e del Paese’

(Gianluigi Raponi, Presidente di Ometec e Presidente della Piccola Industria di Unindustria Frosinone)
ESG89 presenta la prima edizione del ‘D’ GLOCAL ECONOMIC FORUM – STATI GENERALI DELLE ECONOMIE DEI TERRITORI iniziando così un lungo cammino che nei prossimi mesi ci porterà ad analizzare la situazione socio-economica lungo tutto lo stivale. CUOREECONOMICO e ESG89 si dedicano da sempre all'approfondimento con un approccio "glocal" (globale e locale), focalizzandosi su temi di sviluppo sostenibile, territori, imprese e politica, attraverso eventi, pubblicazioni e analisi, con l'obiettivo di informare il mondo istituzionale e aziendale. L’Obiettivo? Raccontare in modo compiuto l’economia dei territori, promuovendone l’eticità e la sostenibilità e collegando le realtà locali alle dinamiche globali
‘Il nostro territorio, come gran parte del Paese, sta attraversando una fase complessa che intreccia dinamiche demografiche, produttive e sociali.
L’inverno demografico non è più una previsione ma una realtà strutturale, meno giovani, popolazione attiva in contrazione, crescente difficoltà nel ricambio generazionale delle competenze.
Per i sistemi produttivi locali, in particolare per le PMI manifatturiere, questo si traduce in un rischio concreto, l’assenza di capitale umano qualificato proprio mentre l’innovazione tecnologica accelera.
A questa criticità si aggiunge un secondo nodo strategico, ovvero la difficoltà di attrarre e trattenere talenti. I giovani spesso non conoscono la reale evoluzione dell’industria italiana e del nostro territorio in particolare, continuano ad associare la fabbrica a modelli superati e non percepiscono le opportunità professionali, tecnologiche e di crescita che oggi le imprese offrono. Il risultato è un mismatch persistente tra domanda e offerta di lavoro, che penalizza la competitività dei territori.
Oggi è più che mai è necessario aprire le imprese per renderle attrattive.
In questo contesto, come Ometec, abbiamo scelto un approccio pragmatico che consiste nell’aprire le porte della nostra azienda agli studenti e creare un asse strategico e funzionale con gli enti formativi.
I due Open Day aziendali che organizziamo annualmente nei mesi di aprile e maggio, la partecipazione al PMI Day di Confindustria non sono eventi simbolici, ma strumenti strategici di orientamento. Consentono agli studenti di sentire l’odore della fabbrica, di toccare con mano l’elevato livello tecnologico delle nostre realtà produttive, di vedere automazione, digitalizzazione, sostenibilità e competenze avanzate applicate quotidianamente.
È in quel momento che cade il pregiudizio e nasce l’interesse, è lì che un giovane comprende che la manifattura oggi è innovazione, tecnologia e futuro.
L’esperienza ci dice che l’attrattività non si costruisce solo con la comunicazione, ma soprattutto con percorsi formativi credibili e coerenti con i fabbisogni delle imprese.
La collaborazione con l’ITS Meccatronico del Lazio Accademy di Unindustria, di cui siamo soci, con gli enti di formazione (in particolare istituti tecnici e professionali) e con l’Università degli Studi di Cassino va esattamente in questa direzione: co-progettare un pacchetto formativo equilibrato, capace di tenere insieme teoria e pratica, scuola e impresa, domanda e offerta di competenze.
L’ITS, in particolare, rappresenta oggi uno dei migliori strumenti per ridurre il mismatch: formazione pratica, laboratori avanzati, docenza condivisa con le imprese, stage e tirocini che permettono ai giovani di entrare subito nei processi produttivi reali.
Per le PMI questo significa poter contare su profili già pronti, motivati e allineati ai fabbisogni industriali.
Se vogliamo davvero affrontare l’inverno demografico e rendere attrattivi i nostri territori che ci permettano di trattenere i talenti, serve un nuovo patto tra istituzioni, scuola e imprese.
Un patto che riconosca il ruolo della manifattura come asset strategico del nostro territorio e del Paese, e che investa con decisione su orientamento, formazione tecnica e valorizzazione delle PMI.
Le esperienze di Open Day, PMI Day, collaborazione con ITS e Università dimostrano che la strada è tracciata. Ora è il momento di fare sistema, scalare queste buone pratiche e inserirle in una visione industriale e formativa di medio-lungo periodo.
Perché senza talenti non c’è tecnologia e senza tecnologia non c’è futuro per i nostri territori.
Di Gianluigi Raponi – Presidente di Ometec e Presidente della Piccola Industria di Unindustria Frosinone
(Riproduzione riservata)
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