‘D’ GLOCAL ESG89 TERRITORI | Recchia (Deloitte & Touche):’L’innovazione territoriale come processo umano: un ecosistema fatto di idee, competenze, relazioni e leadership diffuse’

(Gianfranco Recchia, Partner di Deloitte & Touche)
ESG89 presenta la prima edizione del ‘D’ GLOCAL ECONOMIC FORUM – STATI GENERALI DELLE ECONOMIE DEI TERRITORI iniziando così un lungo cammino che nei prossimi mesi ci porterà ad analizzare la situazione socio-economica lungo tutto lo stivale. CUOREECONOMICO e ESG89 si dedicano da sempre all'approfondimento con un approccio "glocal" (globale e locale), focalizzandosi su temi di sviluppo sostenibile, territori, imprese e politica, attraverso eventi, pubblicazioni e analisi, con l'obiettivo di informare il mondo istituzionale e aziendale. L’Obiettivo? Raccontare in modo compiuto l’economia dei territori, promuovendone l’eticità e la sostenibilità e collegando le realtà locali alle dinamiche globali
‘In un contesto globale caratterizzato da trasformazioni rapide, l’innovazione non nasce dalla tecnologia in sé, ma dalla qualità delle persone: creatività, pensiero critico, spirito collaborativo, visione e responsabilità. Sono queste capacità umane a rendere un Territorio realmente competitivo e capace di affrontare le sfide globali.
Il ‘D’ Glocal Economic Forum ESG89 ci permette di riflettere e confrontarci sulla vera “forza” dei Territori.
Le tecnologie evolvono, si aggiornano, vengono sostituite. Le persone, invece, generano senso e valore. Sono loro a trasformare possibilità in strategie, strumenti in soluzioni, connessioni digitali in opportunità economiche e sociali. L’innovazione territoriale, dunque, non è un risultato tecnico, ma un processo umano: un ecosistema fatto di idee, competenze, relazioni e leadership diffuse.
In questo scenario, i dati disponibili ci richiamano a una responsabilità concreta. Secondo l’European Stem Observatory, lo studio realizzato da Fondazione Deloitte e dal Public Policy Program di Deloitte, in Europa solo poco più di uno studente su quattro sceglie percorsi STEM; in Italia, la quota di studenti iscritti a percorsi ICT si ferma all’8,4%, con una presenza femminile del 15%. Queste percentuali mettono in evidenza un divario significativo rispetto alla domanda crescente di competenze digitali e tecnologiche, rendendo urgente un ripensamento dei modelli educativi, dell’attrattività delle carriere STEM e dei fattori che orientano le scelte dei giovani.
Attrarre competenze significa molto più che offrire opportunità lavorative: richiede territori capaci di essere riconoscibili, inclusivi, dinamici.
Territori che offrano qualità della vita, reti professionali attive, contaminazione culturale, spazi di crescita. È necessario, altresì, un impegno congiunto tra istituzioni, imprese, famiglie e sistema formativo che permetta ai percorsi Stem di essere il motore reale della competitività dei Territori. In tutto questo, il digitale svolge un ruolo decisivo: non come protagonista, ma come abilitatore.
Oggi la competizione territoriale non si gioca più soltanto sui cluster industriali o sulle infrastrutture fisiche, ma sulla capacità di costruire ecosistemi umani in cui il talento possa emergere, restare e generare valore. Il digitale, in questo, è un moltiplicatore: amplifica ciò che un territorio è in grado di offrire, rende visibili le opportunità, facilita l’incontro tra domanda e offerta di competenze.
La vera domanda che ogni territorio deve porsi, quindi, non è “quale tecnologia adottare?”, ma “come diventare un luogo capace di attrarre e far crescere le persone?”.
Perché la forza dell’innovazione risiede nella qualità del capitale umano, nella densità delle relazioni, nella visione condivisa. Il digitale è il mezzo: le persone sono il motore’.
Di Gianfranco Recchia, Partner di Deloitte & Touche
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