Dallio (Giovani Artigiani AA): “Pochi sostegni per chi si mette in proprio, fra i privati c’è grande incertezza”

(Alex Dallio, presidente dei Giovani Artigiani di Giovani Artigiani della Confartigianato altoatesina)
A colloquio col presidente della sezione giovani degli artigiani altoatesini: “Difficile disegnare il futuro dopo il 2023, se la politica non ci aiuterà. Transizione ecologica, noi siamo all’avanguardia”
La giovane impresa altoatesina ha deciso di fare rete ed unire le forze per affrontare la crisi che morde anche a Nord Est. Ma quali sono le prospettive?
CUOREECONOMICO lo chiede ad Alex Dallio, presidente dei Giovani Artigiani di Giovani Artigiani della Confartigianato altoatesina.
I dati nazionali italiani certificano che è ancora molto difficile per i giovani fare impresa. Com’è la situazione in Alto Adige? C’è spazio per nuove forze e nuove idee? Quanto aiuta la vicinanza con l’Austria?
“Per le nuove imprese non è facile partire da zero, soprattutto perché devono affrontare una sfida molto significativa dal punto di vista economico. La situazione dipende tuttavia anche dalla tipologia di azienda.
In alcune professioni raggiungere i propri obiettivi è più facile che in altre. Purtroppo non ci sono molti sostegni per i giovani lavoratori autonomi.
Attraverso le banche è possibile ottenere dei vantaggi fiscali, grazie a tassi di interesse ridotti che facilitano l'ottenimento di capitali.
Oltre a questo non esistono però ulteriori sussidi. Un bonus una tantum, legato a determinati risultati, sarebbe un vantaggio. Personalmente ho grande rispetto per le persone che oggi decidono di avviare un'attività in proprio.
La vicinanza all'Austria aiuta solo in misura limitata. La conoscenza della lingua tedesca e di quella italiana rende possibile il lavoro transfrontaliero per le ditte vicine al confine, ma per il resto le difficoltà non mancano”.
Come arriva in generale l’economia altoatesina alla fine del 2022? Quali sono le maggiori difficoltà che riscontrate? Quanto incide l’inflazione?
“Per quanto riguarda la mia attività edile, non ho preoccupazioni fino alla fine del 2023. Penso che fino ad allora l'economia andrà più o meno bene e si muoverà all'interno di un quadro sano, con alti e bassi.
Se i prezzi dell'energia e l'inflazione continueranno a salire, la situazione generale sarà tuttavia molto difficile per diverse imprese, a meno che la politica non decida finalmente di agire.
A quel punto anche i privati non potranno infatti più permettersi di investire e costruire, di conseguenza i clienti verranno meno.
L'incertezza tra i privati non è mai stata così grande. Sarà interessante vedere come reagiranno le grandi aziende, che in genere possono produrre a costi più bassi.
Qualora alcune di esse dovessero scomparire, gli effetti si ripercuoteranno sui prezzi di tutti. La produzione avviene già sempre più spesso solo su richiesta, come ad esempio nel caso delle acciaierie: ciò comporta un aumento dei costi e difficoltà nelle forniture.
Al momento è difficile effettuare una stima dei prezzi e di conseguenza pianificare. Di conseguenza al giorno d’oggi per costruire serve coraggio”.
La transizione ecologica e quella digitale sono punti chiave del futuro. Riguarda anche la vostra divisione: quali sono i risultati raggiunti e cosa serve ancora?
“Nel settore delle costruzioni, gli edifici sono già da tempo costruiti secondo gli standard CasaClima. Questo è un ottimo segnale, in quanto vuol dire che si sta costruendo in modo sostenibile.
I materiali stanno diventando sempre più ecologici, biologici, sostenibili. Da tempo nell’edilizia siamo all’avanguardia.
Un esempio è CasaClima Nature: per ricevere i finanziamenti è necessario utilizzare una certa percentuale di elementi sostenibili.
Per quanto concerne il tema della digitalizzazione, gran parte del lavoro nell'edilizia viene svolto con macchinari monitorati dalla tecnologia.
Anche in ufficio la tecnologia viene aggiornata sempre di più giorno dopo giorno. L’utilizzo è in generale sempre più frequente: penso ad esempio alla pianificazione o alle misurazioni.
Le tecniche usate stanno diventando sempre più precise e migliori. L'artigianato rimane tuttavia prima di tutto un lavoro fatto a mano”.
Il Pnrr prevede un piano di sviluppo essenziale per la crescita del paese: secondo Lei bisogna proseguire su questo percorso o va riscritto come qualcuno vorrebbe?
“L'obiettivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza è quello di rivitalizzare le strutture economiche e sociali del Paese, con particolare attenzione alla digitalizzazione, al cambiamento ecologico e all'inclusione sociale.
Anche le aziende artigiane possono beneficiare direttamente e indirettamente delle misure e del sostegno forniti dal Pnrr.
La nostra associazione, lvh.apa Confartigianato Imprese, analizza regolarmente le varie gare d'appalto per valutare quali sono i settori di interesse per le ditte artigiane locali.
Per le realtà artigiane è importante che gli appalti siano assegnati in modo tale che ogni azienda abbia l'opportunità di partecipare. Solo in questo caso il Pnrr può offrire reali possibilità di aggiudicarsi gli incarichi”.
Di Andrea Rizzatello
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