sab 14 mar 2026

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DAZI. Biffi (Assolombarda): “Scenario geopolitico estremamente complesso, vitale rafforzare i rapporti con nuove aree di crescita”

(Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda)

Un contesto complesso, che genera incertezza e sfide senza precedenti per cittadini e imprese.

A lanciare l’allarme è Assolombarda nel corso il “Forum della competitività” dove ha chiamato a raccolta imprese e istituzioni a Palazzo Gio Ponti per una riflessione unitaria e strategica sugli effetti dei profondi cambiamenti in atto sullo scenario globale: dai dazi alle crescenti tensioni geopolitiche, dalla trasformazione dei modelli di globalizzazione alla transizione ambientale e digitale, fino al ritorno delle guerre commerciali voluto dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al recente vertice di Tianjin. 

Questi temi sono stati al centro dell’evento “Competitività e nuove sfide globali: Clean Industrial Deal, autonomia strategica e dazi”, promosso da Assolombarda in collaborazione con A2A. Un appuntamento di confronto di alto livello, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sistemica sul futuro dell’industria italiana ed europea e sulla capacità del nostro continente di definire una traiettoria autonoma, riaffermando il proprio ruolo da protagonista nello scenario economico e politico mondiale. 

Ad aprire i lavori sono stati Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda, e Roberto Tasca, Presidente di A2A.

“Ci troviamo di fronte a uno scenario geopolitico estremamente complesso, che richiede risposte straordinarie – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda –. L’accordo sui dazi con gli Stati Uniti ha ridotto l’incertezza, ma non le preoccupazioni: il rischio è che le nostre esportazioni subiscano un calo. Secondo stime, l’impatto sull’Italia è previsto fra 9 e 6,7 miliardi di euro - pari all’1,1% dell’export globale italiano -, mentre per Confindustria la perdita potrebbe raggiungere i 23 miliardi. Sul territorio milanese, questi dati si uniscono alla flessione delle costruzioni, attesa al -1,5% per il 2025. Inoltre, c’è il rischio che i prodotti europei vengano sostituiti su mercati strategici. Per questo diventa vitale, per le imprese, rafforzare i rapporti con nuove aree di crescita come l’India, il Golfo Persico, l’Australia, il Canada e il Mercosur: solo quest’ultimo ha un mercato con un bacino di 720 milioni di consumatori.

Le conseguenze dei dazi imposti dall’amministrazione USA e gli esiti del recente vertice di Tianjin rappresentano cambiamenti epocali, che mettono in discussione la forza dell’Occidente e pongono l’Europa in una posizione di forte debolezza. Se la competizione tecnologica è la nuova geopolitica, in questa partita l’Europa non sta giocando. L’unico modo per tornare in gioco è fare un piano europeo per investire subito grandi risorse in innovazione e soprattutto IA, che è la tecnologia del prossimo secolo. Serve un’Europa unita, con politica e imprese impegnate nella stessa direzione per salvaguardare la nostra competitività ".

“Garantire competitività e fronteggiare le sfide globali comporta una chiamata all’azione concreta e la necessità di un approccio sistemico in grado di creare, nel Paese e in Europa, alleanze trasversali tra pubblico e privato capaci di moltiplicare le opportunità per il settore industriale e guidare le transizioni” - commenta Roberto Tasca Presidente di A2A -. 

“Le imprese hanno l’occasione e la responsabilità di governare i processi trasformativi che interessano i territori in cui operano. Un esempio concreto è l’opportunità creata dai data center: strutture strategiche la cui crescita può rendere la digitalizzazione una risorsa condivisa se accompagnata da una visione chiara”.

Il keynote speech è stato affidato a Joseph Stiglitz, Economista e Premio Nobel per l’Economia, con l’intervento dal titolo «The world is facing a reality check: how to rethink global competitiveness».

A seguire, l’analisi di Alessandra Ghisleri, Sondaggista e Direttrice di Euromedia Research, secondo cui le imprese che sapranno leggere i segnali del cambiamento, investire in innovazione e diversificare le proprie attività saranno le più preparate ad affrontare le sfide future. Tra le aree di investimento citate da Ghisleri, l’IT e l’AI si confermano i settori con buoni investimenti:

Secondo l’International Business Report (Ibr), L’IT resta l’area di investimento principale in cui il 68% dei leader aziendali globali (63% in Europa e 52% in Italia) prevede di aumentare la spesa nei prossimi 12 mesi. L’IA, invece, rappresenta la categoria dove si concentreranno maggiormente gli investimenti.

ISTAT conferma questo trend l’adozione di soluzioni IA che è passata dal 5% al 8,2% delle imprese con almeno 10 addetti dal 2023 al 2024. Le grandi imprese sono più propense (1 su 3 già utilizza IA) rispetto alle PMI, dove il gap persiste rispetto alla media UE del 13,5%.

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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