lun 23 mar 2026

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EXPORT. L'allarme di Confindustria Toscana Sud: “Reagire subito, semplificare e investire per proteggere il nostro export”

(Fabrizio Bernini, Presidente Confindustria Toscana Sud)

I dazi americani tornano a far tremare l’economia toscana. A lanciare l’allarme è Fabrizio Bernini, presidente di Confindustria Toscana Sud, che interviene con decisione sul tema, sottolineando l’urgenza di una reazione rapida e concreta per tutelare uno dei territori italiani più esposti agli effetti delle restrizioni commerciali d’oltreoceano.

“La Toscana è tra le regioni italiane più esposte, con oltre 10 miliardi di euro esportati negli Stati Uniti solo nel 2024, e la provincia di Arezzo, fortemente orientata all’export, rischia di pagare il prezzo più alto,” dichiara Bernini. “Ma non è il momento di stare a guardare. È il momento di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per rafforzare la competitività e la resilienza delle nostre imprese.”

La prima linea di risposta, per le imprese, è già chiara: diversificare i mercati di sbocco, guardando con maggiore attenzione ad Asia, Sud America e agli stessi mercati europei. “Le aziende sono abituate ad adattarsi. Ma servono anche istituzioni locali e nazionali capaci di accompagnare il cambiamento.” E qui Bernini chiama in causa anche la Regione Toscana: “Semplificare la burocrazia, velocizzare i permessi, sostenere chi investe, incentivare l’economia circolare, garantire energia e infrastrutture efficienti. Sono tutte azioni che possiamo – e dobbiamo – fare subito.”

Il messaggio è che i territori devono restare attrattivi, o gli investimenti rischiano di migrare altrove. “Noi imprenditori vogliamo restare, ma se è troppo complicato lavorare qui, altri luoghi potrebbero diventare più interessanti. Questo non vale solo per la Toscana, ma per tutto il Paese,” afferma Bernini.

Un’altra proposta riguarda l’impiego delle risorse non ancora utilizzate del PNRR. “Come suggerito dal presidente Orsini, si potrebbero destinare a un piano specifico di sostegno per le imprese colpite dai dazi USA. Ma è fondamentale che gli strumenti siano semplici, automatici, senza troppa burocrazia. Come ad esempio il credito d’imposta per chi investe in tecnologia, export, sostenibilità.”

Il richiamo finale di Bernini è a una reazione compatta, non solo da parte delle imprese ma anche delle istituzioni. “I dazi ci colpiscono, ma devono anche spronarci a ripensare il nostro modello produttivo. Serve una strategia nazionale per proteggere l’export e trasformare una minaccia in un’occasione di rilancio.”

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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