DAZI USA. Vino europeo sotto pressione, Confagricoltura chiede più flessibilità finanziaria nel pacchetto UE

(Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura)
Dalla Commissione Europea un segnale positivo al settore vitivinicolo, ma Confagricoltura avverte: “Servono regole più agili per utilizzare al meglio le risorse OCM e sostenere le imprese”.
In un contesto segnato da calo dei consumi, cambiamenti climatici e minacce commerciali internazionali, la Commissione Europea ha varato un pacchetto urgente di misure per sostenere il comparto vitivinicolo. Un gesto che, secondo Confagricoltura, conferma l’importanza strategica del vino per l’economia europea, ma che necessita ancora di aggiustamenti, soprattutto sul piano della flessibilità finanziaria.
“Accogliamo con favore l’attenzione e la rapidità della Commissione – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – ma chiediamo che la maggiore flessibilità prevista in alcune misure sia estesa anche alla gestione delle risorse economiche dell’OCM Vino, per evitare il rischio concreto di dover restituire fondi inutilizzati a Bruxelles.”
Tra le novità giudicate positive, Giansanti segnala l’introduzione di elementi richiesti da Confagricoltura stessa: maggiore elasticità nella gestione del potenziale produttivo per ridurre le eccedenze e sostegno agli investimenti mirati alla transizione climatica, due sfide chiave per un settore che si trova oggi a dover reinventare parte della propria identità produttiva.
Tuttavia, la mancanza di una reale flessibilità finanziaria rischia di trasformare questa occasione in un’opportunità mancata. “Senza la possibilità di impiegare pienamente le risorse disponibili – avverte il presidente – il sistema si ingessa, e le nostre imprese perdono occasioni fondamentali per investire in vigna, in cantina, nella promozione dei territori e nella formazione dei consumatori, elementi cruciali per l’apertura a nuovi mercati.”
L’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) rappresenta uno dei principali strumenti europei a sostegno della viticoltura, con fondi destinati a modernizzazione, ristrutturazione, promozione e sostenibilità. Tuttavia, la rigidità delle regole e dei tempi per l’impiego di queste risorse ha spesso impedito agli operatori di trarne pieno beneficio, generando persino il paradosso di fondi restituiti a Bruxelles.
Le nuove misure arrivano in un momento critico per il settore: i consumi di vino in Europa sono in flessione, e lo spettro dei dazi statunitensi – che potrebbe rendere i prodotti europei meno competitivi – continua a preoccupare. In questo scenario, per Confagricoltura è fondamentale dotare le aziende di strumenti agili, efficaci e accessibili, capaci di garantire resilienza e competitività internazionale.
“Non possiamo permetterci di perdere risorse preziose per colpa della burocrazia – conclude Giansanti –. Chiediamo all’Unione Europea di proseguire sulla strada del dialogo con i produttori, semplificando regole e tempi di attuazione. Solo così potremo trasformare le sfide del presente in opportunità per il futuro del vino europeo.”
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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