DAZI. Vinitaly, Coldiretti e Filiera Italia: “Serve un’Europa che investa nelle filiere. Contro i dazi, più sostegno e meno burocrazia”

L’export agroalimentare italiano rischia di pagare a caro prezzo la nuova ondata di dazi. Ma da Vinitaly arriva un messaggio chiaro: non rispondere con la stessa arma, bensì con investimenti strategici, sostegno alle filiere e meno ostacoli burocratici. È quanto emerso dall’incontro promosso da Coldiretti e Filiera Italia a Casa Coldiretti, alla presenza del Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, accompagnato dal Commissario alla Salute Olivér Várhelyi.
Una posizione condivisa da Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, e dall’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, insieme al segretario generale Vincenzo Gesmundo: “L’Europa deve reagire con visione – ha affermato Gesmundo – evitando la trappola dei dazi su dazi, e investendo direttamente nei settori produttivi più esposti, come quello vitivinicolo.”
Ma nel mirino non ci sono solo i dazi: “La burocrazia è il dazio interno che soffoca gli agricoltori – ha denunciato Gesmundo –. Una tecnocrazia esasperata che rende impossibile l’avvio di nuove imprese, frena l’innovazione e scoraggia soprattutto i giovani. Serve una svolta che semplifichi davvero la vita a chi lavora la terra.”
Un tema fortemente sottolineato anche da Prandini: “Coldiretti è la prima organizzazione agricola d’Europa, ma il nostro vero obiettivo è garantire il ricambio generazionale. Se vogliamo un’agricoltura forte domani, dobbiamo investire oggi nei giovani agricoltori e in chi presidia le aree interne e montane. Chiediamo strumenti concreti nella prossima riforma della PAC.”
Sul fronte vino, Francesco Ferreri, presidente della Consulta Vino di Coldiretti, ha messo in guardia: “Dazi e incertezza mettono a rischio quindici anni di lavoro. Il nostro vino è un simbolo di qualità e territorio. Bisogna rendere l’Ocm Promozione più agile, più utile, meno burocratica.” E proprio sul legame tra vino e territorio è intervenuta Dominga Cotarella, presidente di Terranostra Campagna Amica: “L’enoturismo è la nuova frontiera. Le cantine oggi sono luoghi di accoglienza, cultura, esperienza. L’Europa deve capire che sostenere queste realtà significa rafforzare le aree interne e l’identità stessa del nostro agroalimentare.”
Il Commissario Hansen ha accolto positivamente il confronto: “Abbiamo aperto una nuova stagione. Parliamo meno di slogan come Green Deal o Farm to Fork e più di sovranità alimentare, sostenibilità vera, cooperazione con chi vive la terra ogni giorno.” Il messaggio da Verona è chiaro: l’agricoltura non può più aspettare. Serve un’Europa che scelga le filiere, semplifichi la vita agli agricoltori, investa sul futuro.
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











