De Santis (Confartigianato): "Piemonte attrattivo per i giovani, merito della nostra manifattura"

L'indagine dei Giovani Imprenditori dell'associazione di categoria mette il Piemonte al secondo posto in Italia fra le Regioni amiche dei giovani. Il presidente della sezione torinese: "Una riflessione va fatta però su passaggio generazionale e su qualità e quantità degli incentivi, sia a livello nazionale che regionale"
L’Italia è un Paese a diverse velocità per condizioni favorevoli al lavoro e alla voglia di fare impresa dei giovani. Il rapporto presentato all’annuale Convention Giovani Imprenditori Confartigianato a Roma ha disegnato la mappa delle regioni “amiche” delle nuove generazioni e, il Piemonte, risulta seconda in questa speciale classifica con l’indice di “amicizia” pari a 770.
Il Piemonte sugli scudi
La regione che offre ai giovani le condizioni migliori per lavorare e per fare impresa è la Lombardia (indice pari a 798 punti) seguita, a poca distanza, dal Piemonte (770 punti), superiore alla media nazionale (627), (Torino 687 punti). Dietro al Veneto l‘Emilia Romagna (730 punti) ed il Trentino Alto Adige (716 punti).
L’indice misura le condizioni dell’habitat sulla base di tredici indicatori tra cui: il tasso di occupazione under 35, la presenza di giovani imprenditori, la collaborazione scuola – imprese, la diffusione dell’apprendistato ed il saldo migratorio dei giovani verso l’estero o altre regioni.
“Questa Italia a diverse velocità da un lato favorisce le 522.086 aziende guidate da under 35, dall’altro è all’origine di un nostro record negativo in Europa: nel 2022 siamo stati il Paese con il più alto numero di giovani tra 25 e 34 anni che non si offrono sul mercato del lavoro, ben 1.568.000, con un tasso di inattività del 25,4 percento, rispetto al 15 della media europea. - afferma Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino -. Secondo il rapporto di Confartigianato va un po’ meglio nella provincia di Torino dove il tasso di inattività tra i giovani (25-34 anni) è pari al 21 percento”.
Nuove competenze per il settore artigiano
“Il 32 percento delle imprese giovanili attive nella nostra Regione (che sono 38.215) è iscritta all’Albo Imprese Artigiane; la media nazionale si ferma invece al 23,6 percento - prosegue De Santis - Il fatto che circa 1 impresa giovanile su 3 sia artigiana conferma l’innata vocazione manifatturiera della nostra Regione che ha saputo traghettare nel tempo tradizioni e maestranze, tenendo però sempre un occhio sul futuro.
Tuttavia non possiamo non osservare anche delle evidenti criticità sulla vocazione imprenditoriale dei giovani. L’incidenza di imprese giovanili sul totale in regione è pari al 9 percento anche se ci vede sopra la media nazionale (8,7 percento).
Ma la tradizionale difficoltà sul passaggio generazionale, i costi e i maxi rincari che, comprimendo i margini di guadagno, hanno sconsigliato non pochi giovani ad aprire un’attività imprenditoriale. Una riflessione va fatta anche sulla qualità e quantità degli incentivi, sia a livello nazionale che regionale”.
“Infine - conclude De Santis - sono convinto che la propensione imprenditoriale dei giovani dipenda anche dalla qualità dei servizi di supporto, tutoraggio, accompagnamento manageriali.
Ed è proprio qui che la nostra associazione è pronta ad essere protagonista puntando su servizi di orientamento e supporto alla creazione di impresa rivolto in particolare ai giovani”.
Redazione Cuoreeconomico
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