ven 20 mar 2026

Seguici su:

18/04/2023

Def, Confcommercio e Confesercenti: "Pnrr torni su binari virtuosi, manca riforma fiscale"

Le due associazioni di categoria, in audizione alle commissioni congiunte di Bilancio apprezzano l'atteggiamento prudente del Governo ma mettono in guardia. Confcommercio: "Allineare il tasso di crescita del Pil italiano a eurozona. Confesercenti: "Dare risposte rapide a famiglie ed imprese"

In uno scenario "di transizione", con "oggettive difficoltà che vanno affrontate", per Confcommercio nel Def "appare senz'altro condivisibile la prudenza.

E non stupisce l'esiguità dello scarto tra scenario tendenziale e programmatico, data la ridotta disponibilità di risorse aggiuntive in ragione sia dell'attenzione ai conti pubblici sia del processo di normalizzazione dello schema degli aiuti a famiglie e imprese", rileva il segretario generale di Confcommercio, Luigi Taranto, in audizione sul Def presso le Commissioni Bilancio congiunte di Senato e Camera.

LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA AL DIRETTORE DEL CENTRO STUDI CONFCOMMERCIO

"La prudenza si apre alla prospettiva di risultati migliori del previsto nel prossimo futuro. Ma, a nostro avviso, questa chance è controbilanciata - avverte - dalla oggettiva fragilità della congiuntura attuale"; "L'impatto del Piano di Ripresa e Resilienza sul Pil - rileva in particolare Confcommercio - risulta ridotto rispetto a precedenti stime.

Nel successivo biennio 2024-2025, è poi previsto un picco di spesa con valori annuali che supererebbero i 45 miliardi: valori più che ambiziosi per l'attuale macchina amministrativa italiana. Ad essi occorre, peraltro, aggiungere le ingenti risorse derivanti dal Fondo di Sviluppo e Coesione e dai Fondi Strutturali per il settennio 2021-2027". Confcommercio quindi avverte:

"Si tratta di dati sfidanti: meritano la massima attenzione al fine - sottolinea Taranto - di riportare su un sentiero virtuoso il percorso di realizzazione del Pnrr anche alla luce delle correzioni che sono necessarie a causa degli extra-costi emergenti nell'attuale scenario economico-finanziario".

Più in generale "evidenziamo l'esigenza che ogni rivisitazione e aggiornamento del Pnrr siano anzitutto finalizzati ad allineare il tasso di crescita potenziale del Pil italiano almeno a quello dell'eurozona.

È il tema noto del cogliere l'occasione di valorizzare riforme ed investimenti per evitare il ritorno agli asfittici tassi di crescita del passato e per la stessa sostenibilità della finanza pubblica" .

La posizione di Confesercenti

Lungo la stessa linea si muove Confesercenti, anch'essa audita sul tema. L'associazione fa però un appunto: "Il quadro - dice l'associazione -, rimane incerto a causa dei ritardi sul Pnrr e, in particolare, dell'effetto sui consumi dell'erosione del potere d'acquisto delle famiglie.

Un rallentamento che potrebbe incidere sul Pil e che il previsto taglio del cuneo potrebbe non essere sufficiente a mitigare".

LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA ALLA PRESIDENTE DI CONFESCERCENTI

"Auspichiamo - prosegue la nota - che nella prossima Legge di Bilancio molti elementi si siano chiariti e si possano dunque definire interventi più ampi". Con l'inflazione legata al caro energia e la "sostanziale stagnazione dei consumi," che si prospetta, "apprezziamo la previsione di destinare con il taglio del cuneo 3 miliardi ai contribuenti fino a 25 mila euro".

"Un intervento che 'anticipa' un tassello della riforma fiscale e darebbe beneficio a circa 14 milioni di lavoratori dipendenti. Occorre però anche riprendere il tema della detassazione degli incrementi retributivi, allo scopo di ridurre ulteriormente le imposte sul lavoro e permettere un recupero più ampio del potere d'acquisto dei lavoratori". 

"A parte la riduzione del cuneo, infatti, la riforma del fisco - avverte ancora Confesercenti - è la grande assente di questo Def, pur comprendendo le cautele espresse dal documento, e pur valorizzando l'intenzione di utilizzare 4 miliardi, ma nel 2024, come risorse a copertura della riduzione della pressione fiscale, riteniamo che su questo fronte si debba intervenire con più tempestività, anche perché si sono innescate delle aspettative da parte di famiglie ed imprese".

Per quanto riguarda la previdenza "formule a sistemi pensionistici anticipati andrebbero accompagnate e sostenute da forme di staffetta generazionale.

Da rivedere anche opzione donna: l'introduzione degli ulteriori requisiti amministrativi con la Legge di Bilancio 2023 ne ha di fatto limitato l'accesso".

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com