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19/07/2023

Dell'Acqua: "Ecco le azioni chiave per prevenire le crisi idriche"

(Nicola Dell'Acqua, commissario per l'emergenza idrica)

Il commissario per l'emergenza idrica nominato dal Governo detta le linee del triennio per prevenire la siccità ed avvisa: "Esiste una normativa europea, basterebbe applicarla. Con bilancio idrico  si può intervenire tempestivamente qualora vi fossero un aumento o una scarsità di piogge e in caso di calamità"

Distretti, ripristino degli impianti esistenti e nuovi impianti d'accumulo. Sono le tre azioni che il commissario per l'emergenza idrica Nicola Dell'Acqua intende attuare nel prossimo triennio per risolvere la crisi. L'obiettivo è "arrivare a sapere con esattezza dove intervenire e a cosa dare priorità e per risolvere il problema siccità in Italia".

La prima azione è rivolta a "valorizzare maggiormente la competenza nelle pianificazioni alle Autorità di Distretto, enti governati da ministeri e regioni che, negli anni, per varie vicissitudini e urgenze, si sono sempre occupate più della qualità dell'acqua che di programmare l'uso della risorsa con bilanci idrici aggiornati e di dettaglio".

La seconda azione è "usare la maggior parte delle risorse economiche per riportare alla capacità per cui sono stati progettati e realizzati gli impianti esistenti, eventualmente anche sostituendo gestori non operativi".

"In questo modo - sottolinea Dell'Acqua - sarà possibile invasare dai 2 ai 3 miliardi di metri cubi d'acqua in più in tutta Italia, soluzione non definitiva ma certamente di enorme aiuto".

Dell'Acqua si propone infine di "progettare sistemi in grado di accumulare e conservare una quantità d'acqua sufficiente ad attuare quelle politiche di risparmio funzionali a soddisfare qualsiasi esigenza idropotabile, agricola ed idroelettrica, in tutta Italia, anche se non dovesse piovere per un lungo periodo di tempo".

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Applicare la normativa europea, che esiste già

Dell'Acqua ricorda che "in aree storicamente con problemi di acqua, il 'Sistema Italia' ebbe già modo di progettare e realizzare molti anni fa, con la Cassa del Mezzogiorno, invasi e strutture con questa logica, capaci a pieno regime di contenere un 1,1 miliardi circa di litri d'acqua, sufficienti per più di un anno".

"Ovviamente - spiega - un commissario non può, non deve e non vuole intervenire su norme decreti e leggi, ma può sicuramente ricordare agli stakeholders che esiste una normativa europea che già prevede tutto questo".

Secondo Dell'Acqua "i soggetti che devono gestire l'acqua e governare il territorio sotto questo punto sono infatti già riconosciute dalla Direttiva Quadro Acque 2000/60/ dell'Ue e sono le Autorità Distrettuali di Bacino".

Si tratta di "soggetti governati dai ministeri interessati e dalle regioni di competenza - spiega - coinvolti nella pianificazione e nella programmazione su scala di Distretto".

"Ci sono infatti paesi europei con piogge scarsissime - afferma Dell'Acqua - che non hanno problemi di siccità, perché hanno i bilanci idrici aggiornati dettagliatamente e gestioni unificate che hanno la specifica visione per la gestione della scarsità idrica". 

L'importanza del bilancio idrico

Il bilancio idrico, conclude infine Dell'Acqua è "uno strumento gestionale fondamentale" per la prevenzione delle crisi idriche.

Il commissario sottolinea che con il bilancio idrico si può "intervenire tempestivamente qualora vi fossero un aumento o, di contro, una scarsità di piogge e di essere pronti anche in caso si manifestassero precipitazioni intense inaspettate, come quelle degli ultimi tempi in Italia".

Uno strumento che, secondo Dell'Acqua, deve essere integrato "dai rapporti sulla crisi idrica degli osservatori dei distretti voluti dalla cabina di regia".

Secondo il commissario, con il bilancio idrico il governo potrà "intervenire anche con opere dove queste realmente servano ed effettuare quelle politiche di risparmio idrico sempre più necessarie nel paese".

Redazione Cuoreeconomico
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