Deloitte e Confindustria: “Ecco cosa serve per aumentare la competitività delle imprese”

(Emma Marcegaglia, Chair B7)
In occasione del B7 Italy presentato un paper di proposte: commercio aperto e libero, maggiore collaborazione fra i Paesi del G7 e investimenti su digitale, intelligenza artificiale, oltre ad una crescita delle competenze. Marcegaglia: “Sfida cruciale per tutti i settori, anche per la pubblica amministrazione”. Pompei: “Per l’Italia molto dipenderà da come utilizzeremo le risorse straordinarie che il Next Generation EU dedica alla transizione digitale, che rappresentano un’opportunità unica di sviluppo per il nostro Paese”
L’importanza di un ripensamento delle catene di approvvigionamento in ottica di resilienza e di promozione di un commercio aperto, libero e multilaterale. Il ruolo degli stimoli pubblici nel sostenere le economie G7 in una fase di profonda trasformazione industriale imposta dalla attuale congiuntura economica, ambientale e geopolitica.
La necessità di una maggiore collaborazione tra i Paesi G7 su investimenti digitali e intelligenza artificiale per migliorare la competitività economica, aumentare la produttività e promuovere una crescita sostenibile nel lungo periodo.
L’urgenza di un approccio normativo comune e di infrastrutture robuste e resilienti imposta dal rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie digitali unitamente alla diffusione di competenze tecniche e principi etici per garantirne un utilizzo responsabile.
Deloitte e Confindustria hanno presentato una nota comune su questi temi, in occasione del B7, l’engagement gruop riservato alle imprese in programma a Verona che anticipa “Industria, Tecnologia e Digitale del G7”, a cura del Governo.
L’intelligenza artificiale per aumentare la competitività
La transizione verso il digitale come nuova importante sfida da affrontare per tutti i settori e anche – se non soprattutto – per la pubblica amministrazione: “Ci impegneremo – sottolinea sottolinea Emma Marcegaglia, B7 Chair – impegneremo per promuovere le competenze digitali oltre i confini delle imprese e raggiungere anche le pubbliche amministrazioni, in modo da rafforzare la sicurezza dell'accesso ai dati e fornire alle stesse imprese e ai cittadini servizi più efficienti e più sicuri.
Si tratta di un passaggio decisivo: il B7 è pronto ad elaborare raccomandazioni di policy per consentire alle applicazioni dell’intelligenza artificiale di dispiegare tutto il loro potenziale positivo, rendendo l'industria dei nostri Paesi sempre più forte e competitiva”.
Concetti sui quali trova convergenza anche Fabio Pompei, amministratore delegato di Central Mediterranean: “Le sfide legate alla digitalizzazione e le relative implicazioni tecnologiche, infrastrutturali, formative e di nuovi investimenti sono protagoniste dell’epoca che stiamo vivendo – commenta Fabio Pompei – La trasformazione digitale e l’Intelligenza Artificiale hanno un potenziale rivoluzionario e una rapidità di evoluzione senza precedenti che, se adeguatamente indirizzati, permetteranno di aumentare produttività e competitività in tutti i settori, favorendo al contempo una crescita più inclusiva.
Per cogliere appieno le opportunità di questa rivoluzione e assumere una posizione di leadership globale, è necessario che imprese e Istituzioni lavorino a stretto contatto, accompagnando i G7 nel radicale cambiamento in atto.
Per l’Italia molto dipenderà da come utilizzeremo le risorse straordinarie che il Next Generation EU dedica alla transizione digitale, che rappresentano un’opportunità unica di sviluppo per il nostro Paese”.
Il quadro dell’industria attuale: situazione e sviluppi
Il settore manifatturiero globale ha raggiunto un valore di 16,2 mila miliardi di dollari nel 2022, con un aumento del valore aggiunto globale del 3,6 percento (2024-2028) e un peso medio del 16 percento circa sul Pil mondiale, nonostante alcune fasi di oscillazione negli ultimi anni (-3 nel 2020, +18 nel 2021, +1 nel 2022).
La manifattura è traino determinante del Pil per i G7 (in particolare in Germania, Giappone e Italia) e una voce fondamentale dell’export: nel 2022, la Germania ha esportato per 1.632 miliardi di dollari, il Giappone per 751 miliardi di dollari, mentre l’Italia ha raggiunto i 623 miliardi di dollari.
Digitalizzazione: previsti investimenti per 3,4 mila miliardi entro il 2026
Un fattore critico che incide sempre di più sul settore manifatturiero è la digitalizzazione: nel 2022 in Europa (inclusa UK) il 69 percento delle aziende manifatturiere ha adottato tecnologie digitali avanzate nella produzione. Il dato sale al 98 percento nella media tra Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.
Nel 2023 le società digitalmente più mature hanno registrato un EBIT maggiore del 6 percento rispetto a quelle meno mature. In questo quadro, si prevede che gli investimenti globali – pubblici e privati – per la trasformazione digitale raggiungeranno i 3,4 mila miliardi di dollari entro il 2026, con un CAGR del 16,3 percento dal 2023.
Manifatturiero e innovazione
L’innovazione nel manifatturiero ha portato, tra le altre cose, al concetto di Smart Factory, ovvero all’integrazione tra tecnologie digitali e hardware per ottimizzare i processi e i prodotti.
La Smart Factory rappresenta l’evoluzione dei programmi di Industry 4.0 e si stima che nel 2026 il suo valore di mercato raggiungerà i 165 miliardi di dollari a livello mondiale, con crescita annua del 20,6 percento.
Tra le altre innovazioni di rilievo si evidenziano l’Industry Automation, con un valore globale di circa 200 miliardi di dollari nel 2024, e il Digital Twins (repliche virtuali di prodotti fisici), mercato stimato a USD 6,7 miliardi entro il 2025.
Intelligenza Artificiale: previsto un mercato globale da 946 miliardi di dollari
Il mercato dell'Intelligenza Artificiale potrebbe arrivare a 373 miliardi di dollari nel 2024 e a 946 miliardi di dollari entro il 2030. In particolare, a crescere maggiormente sarebbe il valore del mercato del Machine Learning (528 miliardi di dollari), dell’AI generativa (207 miliardi di dollari) e delle applicazioni AI alla robotica (37 miliardi di dollari al 2030).
Per quanto riguarda l’impatto sulle diverse regioni del pianeta, si stima che nel 2030 il mercato dell’AI raggiungerà i 202,5 miliardi di dollari in Europa (con leva sull’indotto pari all’8,8 percento del Pil), i 237 miliardi di dollari in Usa, i 105 miliardi di dollari in Cina e 15 miliardi di dollari in India.
I settori più promettenti e i comparti più impattati
Nel 2023 le applicazioni di AI maggiormente adottate sono state l'automazione dei processi robotici (nel 39 percento delle aziende), la computer vision (34), i natural language models (33) e gli agenti virtuali (33). Rispettivamente il 43 e 48 percento delle aziende statunitensi e canadesi hanno implementato iniziative di R&D in AI già nel 2022, mentre la Cina guidava l'adozione globale (58 percento), seguita dall’India (57).
La gestione delle catene di approvvigionamento e le attività produttive sono i comparti maggiormente impattati dall'adozione dell’intelligenza artificiale che, nel 2022, hanno interessato il 40 percento delle imprese. Mentre nel marketing & sales, servizi post-vendita e product development l’adozione si è assestata al 6 percento dei casi.
Cos’è il B7 Italy
Espressione del settore privato e delle confederazioni industriali dei paesi del G7, il B7 è il primo ad essere stato costituito e il più autorevole tra gli Engagement Groups istituiti in seno al G7. Il B7 Italy 2024: Leading the Transitions Together, la cui organizzazione è affidata a Confindustria ha un ruolo chiave nell’identificare e indirizzare le priorità dell’agenda economica globale.
Emma Marcegaglia, in qualità di B7 Chair, presiede i lavori coordinando il dialogo con i vertici delle confederazioni industriali dei G7 e avvalendosi di due organi consultivi - uno nazionale ed uno internazionale - composti da amministratori delegaqti di alto profilo e del supporto professionale di Deloitte Italia in qualità di unico Knowledge Partner del progetto e di Business at OECD (BIAC) e della International Organization of Employers (IOE) in qualità di Network Partner.
Redazione Cuoreeconomico
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