Diario di un anno e di una testata che cresce

(Emanuele Lombardini, direttore CUOREECONOMICO)
Giusto il 14 Luglio di un anno fa, assumevo la direzione responsabile di questa testata. In 365 giorni siamo cresciuti molto, anche grazie a voi. Nel frattempo invece, l’Italia (se va bene) è rimasta ferma
Giusto un anno fa, iniziava la mia esperienza da direttore responsabile di CUOREECONOMICO (qui il primo editoriale, se non ve lo ricordate). Un treno sul quale sono salito in corsa e che nonostante la strada in salita, nel corso di questi dodici mesi ha viaggiato sempre spedito.
Non spetta a me, ovviamente, dire se abbiamo lavorato bene o male. Certamente, questo lo posso affermare con certezza, abbiamo contribuito come e più di prima ad alimentare un sano dibattito sui temi dello sviluppo economico del Paese, seguendo lo stile che da sempre ci caratterizza, quello improntato al dialogo ed al confronto non urlato ma ragionato, nel rispetto delle differenze.
Possiamo dire, questo sì, di essere cresciuti e di avere l’ambizione di crescere ancora. Sono cresciuto anche io, nonostante quest’anno giri la boa dei 27 anni di professione. Perché ogni nuova esperienza porta sempre dentro qualcosa che arricchisce. Ho lavorato spesso lontano dai riflettori (qualcuno dice troppo) ma non per questo con meno forza.
In questa seconda parte dell’anno ci aspettano ancora altre novità e non nascondiamo l’ambizione di voler diventare ancora più capillari in tutto il Paese.
La presenza di importanti personaggi istituzionali ai nostri appuntamenti, testimonia però come CUOREECONOMICO, e con esso ESG89 in primis, sia già un punto di riferimento per il dibattito politico, economico e sociale italiano.
La nostra sfida è quella di provare ad accompagnare l’Italia verso la ripartenza ed il rilancio, dopo tre anni difficili, nella consapevolezza che l’economia del nostro Paese ha tantissime eccellenze e non dovrebbe temere di competere con il resto d’Europa.
Ma la crescita del Paese invece è ancora purtroppo frenata da nicchie di potere, piccoli privilegi, refrattarietà al cambiamento che invece darebbe slancio per diventare finalmente un Paese moderno. E anzi, addirittura, in alcuni campi, ha persino fatto passi indietro.
Ci auguriamo di potervi presto raccontare un Paese che ha finalmente spiccato il volo e noi nel nostro piccolo, continueremo a fornire spunti di riflessione, idee, contributi ed anche critiche costruttive. Personalmente, continuerò a farlo con lo stesso faro di sempre, quello della libertà e del pensiero critico. Sempre con voi lettori al centro.
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
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