mar 28 apr 2026

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Dl Sud, Cavallo (Cisl Basilicata): “No tax area per 10 anni, Zes occasione ma va governata”

(Vincenzo Cavallo, segretario generale della Cisl Basilicata)

Il segretario regionale del sindacato: “Recuperare il gap accumulato nei confronti delle aree più dinamiche del continente europeo. E poi serve un piano per le competenze e per il trasferimento tecnologico facendo dialogare in modo più organico scuola, università, ricerca e impresa”

Dopo il via libera della Camera nei giorni scorsi al Decreto Sud e in attesa del passaggio definitivo la prossima settimana al Senato, il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo parla di passo avanti nelle politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno: “Ci sono aspetti del decreto che accogliamo favorevolmente come la previsione di un maggiore coordinamento delle politiche di coesione per evitare dannose duplicazioni e dispersioni di risorse.

Ci sono altri aspetti, come la Zes unica per il Mezzogiorno, che è senza dubbio una opportunità, ma va governata per tutelare i territori più deboli.

Nel complesso il decreto è un buon punto di partenza per aprire una grande stagione di partecipazione e di protagonismo sociale e per rimettere il riscatto delle regioni meridionali al centro dell’agenda europea”.

Rilanciare il Mezzogiorno 

Come Cisl sosteniamo da tempo la necessità di una politica ambiziosa che rilanci il Mezzogiorno con una no-tax area di almeno dieci anni e robusti sgravi contributivi per sostenere un grande ciclo di investimenti e per creare buoni posti di lavoro per i nostri giovani, nella consapevolezza che per crescere il Sud ha bisogno di un quadro normativo stabile.

Insieme alla fiscalità di vantaggio – prosegue Cavallo – vanno accelerati gli investimenti infrastrutturali per facilitare la mobilità delle persone, delle merci e della conoscenza con un grande piano di reti fisiche e digitali per recuperare il gap accumulato nei confronti delle aree più dinamiche del continente europeo.

E poi serve un piano per le competenze e per il trasferimento tecnologico facendo dialogare in modo più organico scuola, università, ricerca e impresa”. 

Soluzione potenzialmente importante

La soluzione della Zes unica – prosegue ancora – è potenzialmente una misura in grado di assicurare quel coordinamento e quella semplificazione burocratica che spesso sono mancati nelle politiche di incentivazione degli investimenti nel Mezzogiorno, a patto di incrementare le risorse e di adottare regole chiare e trasparenti a tutela delle aree più fragili dal punto di vista economico e socio-istituzionale.

Dobbiamo scongiurare il rischio che le aree meno forti e meno attrezzate dal punto di vista della governance e con un tessuto produttivo meno concentrato, come la Basilicata, possano essere penalizzate da questo tipo di scelta, indebolendo l’obiettivo di fondo della Zes che è quello di promuovere un’economia equa e inclusiva e la convergenza tra aree forti e aree deboli.

Per questo – conclude il segretario della Cisl lucana – riteniamo che il coinvolgimento delle parti sociali sia fondamentale per garantire equità ed evitare fenomeni di agglomerazione impropria di risorse verso le aree più forti del Mezzogiorno a discapito delle aree interne”.

Redazione Cuoreeconomico
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