mer 28 gen 2026

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Dominidiato (Confcommercio VDA): “Necessario piano commerciale per tutelare le piccole realtà del territorio”

(Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio Valle d’Aosta)

Il presidente dell’associazione a CUOREECONOMICO: “Gli ultimi due mesi sono stati durissimi ed hanno messo alla prova soprattutto le Pmi, che fanno fatica con l’aumento del costo del denaro. La desertificazione bancaria è forte anche qui e contribuisce a distruggere l’economia dei paesi di montagna”

L’impatto devastante dell’aumento del costo del denaro sulle piccole imprese commerciali del territorio. La necessità di tutelare i negozi di vicinato limitando la diffusione di progetti legati alla grande distribuzione. E l’importanza di intervenire per limitare desertificazione bancaria, un fenomeno legato a doppio filo alla desertificazione commerciale.

Di questi temi abbiamo parlato con Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio Valle d’Aosta che ha spiegato a CUOREECONOMICO come il settore del commercio nella regione, dopo un periodo positivo, abbia registrato negli ultimi due mesi dati inferiori rispetto alle attese.

Come sta impattando laumento del costo del denaro  sulle imprese del settore commerciale in Valle d’Aosta?

Siamo in una fase particolarmente complessa, che ha visto il susseguirsi della pandemia, della guerra, della crisi energetica, dell’aumento del costo materie prime.

In questo contesto, in cui si era già verificato un calo del potere d’acquisto, si è inserito anche l’aumento del costo del denaro che sta mettendo in seria difficoltà le imprese commerciali, soprattutto quelle più piccole e meno strutturate, ovvero la maggior parte delle realtà presenti nella nostra regione. 

Si è verificato una sorta di effetto domino: le persone acquistano di meno, l’importo dello scontrino medio diminuisce e di conseguenza aumentano le difficoltà delle imprese a gestire i pagamenti dei mutui in scadenza, che hanno rate con importi quadruplicati”.

In generale qual è lo stato dell’arte del settore commerciale in Valle d’Aosta?

Il settore del commercio ultimamente sembrava attraversare di nuovo un periodo positivo, ma gli ultimi due mesi non sono andati bene come ci si aspettava.

Anche se il periodo compreso tra metà Luglio e fine Agosto, con il forte afflusso di turisti e di vacanzieri, ha portato una ventata di soddisfazione alle diverse attività commerciali della regione, i risultati sono stati inferiori alle previsioni.

Naturalmente a fare eccezione sono le località turistiche per eccellenza come Courmayeur, Gressoney, Cervinia, dove il turismo è cresciuto.

Tuttavia, anche in questo caso, gli albergatori non hanno registrato numeri troppo esaltanti. Ci sono state molte presenze il sabato, con partenza la domenica, e non c’è stato nelle strutture ricettive il tutto esaurito per tutto il periodo estivo, come invece era accaduto nel 2022”.

Passando invece al tema della transizione ecologica, a che punto sono le imprese commerciali del territorio? È stata compresa l’importanza di affrontare in modo mirato questi temi?

La transizione ecologica è un tema a cui viene data molta importanza sia da parte della Giunta Regione sia da parte della Camera di Commercio e delle imprese del territorio.

Tuttavia nonostante il settore del commercio abbia ben compreso centralità dell’adesione ai paradigmi della sostenibilità ambientale, nell’ultimo triennio si è fatta molta fatica a reperire risorse per investire in quest’ambito.

Su questa situazione ha influito in modo pesante il calo degli introiti, che non permette alle varie imprese del territorio di destinare risorse adeguate a questo tipo di operazioni.

Quello che va sottolineato è che sicuramente la crisi energetica ha accelerato percorsi virtuosi di efficientamento energetico e di diffusione delle energie rinnovabili, che già erano stati intrapresi a partire dagli anni 2000. Tante sono le imprese commerciali che avevano ad esempio investito nel rinnovo delle centrali termiche inefficienti.

Tuttavia bisogna sempre tener presente che si tratta di piccole realtà, situate all’interno di palazzine magari vetuste nei centri storici, che non possono realizzare grandi interventi. In questo senso l’efficientamento di queste attività è legato a doppio filo a quello degli edifici che le ospitano”.

Sul digitale è facile immaginare che il discorso sia analogo…

Esatto, la maggior parte delle imprese commerciali del territorio sono realtà di piccole dimensioni, spesso a conduzione familiare, che possono ricorrere ad esempio a soluzioni semplici come software per la gestione della merce, ma che invece sono poco adatte a essere coinvolte in quei discorsi astratti sull’innovazione digitale.

Sul tema e-commerce invece posso dire che alcune imprese hanno provato a seguire questa strada, soprattutto a partire dalla pandemia. Naturalmente quello digitale è rimasto un canale di vendita collaterale, che si è solo affiancato a quello principale in presenza. In generale notiamo molta difficoltà a portare avanti iniziative di questo tipo”.

Un tema molto dibattuto è quello della desertificazione bancaria. Qual è la situazione sul territorio ?

Questa problematica va inserita in un quadro di costante diminuzione dell’uso del contante. Noi siamo una regione di piccole dimensioni fatta di piccoli Comuni montani dove avere un sportello bancario in più può fare la differenza. In gioco c'è da un lato il tema dell’accesso adeguato ai servizi per i cittadini; dall’altro un tema di attrattività commerciale.

In quest’ottica la desertificazione bancaria è legata a doppio filo a un altro importante problema: la desertificazione commerciale. In sostanza, la mancanza di servizi sul territorio contribuisce a danneggiare anche sull’attività dei piccoli negozi di montagna”.

Come le piccole imprese commerciali valdostane possono affrontare queste criticità?

L’amministrazione regionale e quelle comunali stanno facendo molto per venire incontro alle necessità di coloro che intendono aprire un’attività commerciale nei piccoli Paesi, dando ad esempio in uso gratuito la struttura all'interno della quale aprire l’attività. In questo modo si tagliano costi importanti e si promuovono i negozi di vicinato.

Inoltre un’altra carta vincente a disposizione dei piccoli negozi è la loro capacità di porsi come luoghi in cui offrire ai clienti prodotti di nicchia del territorio, genuini e di alta qualità. In questo senso sono i luoghi ideali in cui i turisti possono fare i loro acquisti. Il tutto con la possibilità di non essere vincolati a spostamenti per raggiungere centri di maggiori dimensioni, dove è presente la grande distribuzione.

In generale ritengo che nella nostra Regione sia necessario avere una maggior attenzione a tutte quelle piccole attività che hanno difficoltà a rimanere aperte. Inoltre è fondamentale creare un piano commerciale, che manca da diversi anni, con il  quale limitare le aperture della di punti vendita della grande distribuzione”.

Credo che la Valle d’Aosta in questo momento abbia raggiunto la saturazione di queste strutture, che alla fine faranno morire i piccoli negozi di vicinato. In questo momento invece c’è un riavvicinamento alle piccole attività commerciali che deve essere favorito e non disincentivato in alcun modo”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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