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18/01/2024

D’Onofrio (Federconsumatori Toscana): “Riqualificare le infrastrutture per avvicinare le persone ai servizi”

(Luca D’Onofrio, presidente di Federconsumatori Toscana)

Il presidente dell’associazione a CUOREECONOMICO: “Sul il Governo non è stato all’altezza e la Manovra non incide positivamente sui redditi delle famiglie. Il carrello tricolore non è servito, è stato solo uno spot per le multinazionali. Preoccupa la desertificazione bancaria, che si aggiunge al raddoppio delle rate dei mutui”

Dopo la nascita della Multiutility dei servizi pubblici locali per i settori dell’ambiente, del ciclo idrico e dell’energia, in Toscana si discute della possibilità di quotare in Borsa la società. Se il presidente Alberto Irace aveva  assicurato l’ingresso per Aprile del 2024, nonostante le idee diverse dei sindaci, Federconsumatori Toscana si è detta contraria.

Siamo contrari all’operazione in Borsa perché favorisce i colossi, ma restiamo favorevoli all’introduzione di forme di partecipazione dei dipendenti e di piccoli azionisti”, dice Luca D’Onofrio, presidente di Federconsumatori Toscana.

“Vogliamo - continua - interfacciarci con i grandi gruppi, ma con una gestione pubblica così da avere servizi sempre più efficienti anche nei piccoli comuni e sviluppare un know-how competitivo sul mercato”.

Presidente, sulla sanità qual è il suo parere sull’operato della Regione Toscana?

Dopo i tanti lamenti, la Regione si è mossa nella maniera giusto con il piano delle liste di attesa coinvolgendo le strutture pubbliche, ma le risorse messe  a disposizione della sanità sono ancora troppo poche.

A livello nazionale ci preoccupa la tendenza di spostare pezzi di sanità pubblica ai privati perché speravamo che dopo la pandemia dare dignità a chi lavora negli ospedali, ma così non è stato”.

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Relativamente all’impatto sui consumatori, come valuta l’andamento dei progetti del Pnrr?

Visti i ritardi e i rallentamenti nelle opere, penso che la gestione del Governo non sia stata all’altezza dei progetti e siamo preoccupati per le ricadute sui piccoli comuni e sui territori periferici. Ci auguriamo che i finanziamenti vadano a buon fine che e i bandi possano partire.

E che infrastrutture possano avere la priorità. Oltre all’innovazione tecnologica, spero che si possa tenere conto anche della riqualificazione delle nostre infrastrutture per avvicinare le persone ai servizi”.

A questo proposito come state vedendo la chiusura sempre più crescente degli uffici bancari?

Siamo preoccupati. Questo esempio rappresenta il risvolto negativo della digitalizzazione perché va a discapito sia dei lavoratori che dei clienti.

Oggi tante persone nei loro paesi non hanno sportelli e questo problema non riguarda solo gli anziani ma anche i più giovani perché manca una vera e propria alfabetizzazione dei cittadini in senso digitale”.

Pensa che si stato giusto evitare l’aumento del costo del denaro?

Già con l’aumento dell’energia elettrica e l’inflazione le famiglie hanno registrato aumenti di spesa, ma con i rialzi decisi dalla Banca Centrale europea anche in Toscana buona parte del ceto medio è preoccupato per il futuro, nonostante in tanti abbiano un lavoro a tempo pieno.

D’altronde le rate che fino allo scorso anno ammontavano a 500 o 600 euro sono arrivate a 1000 euro: le difficoltà per riuscire ad onorare i pagamenti aumentano”.

Sulla Manovra qual è invece il suo parere?

Penso che il passaggio così repentino al mercato non tutelato sia sbagliato, mentre le misure sul contenimento del costo dell’energia e dell’inflazione non sono incisive.

Sul carrello tricolore eravamo contrari già dal primo momento perché non aiuta il consumatore ma rappresenta solo un’iniziativa di marketing per le grandi catene di distribuzione organizzata”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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