Dopo il Capo dello Stato pensiamo a energia e materie prime

Sono giorni che tutte le reti televisive, i giornali e i media in generale danno ampio spazio alla lunga e complicata elezione del Capo dello Stato.
E’ vero anche che a detta di molti, la scelta del candidato poteva essere ‘concordata’ anche prima e non proprio nelle ‘notti romane’… ma questo non sta a noi giudicarlo ma lo faranno i cittadini italiani nella prossima tornata elettorale.
Quello che invece ci preme sottolineare è un altro fattore.
Da più parti viene sollecitato un intervento risolutivo da parte del Governo sul fronte delle spese energetiche per le imprese.
Molti imprenditori stanno infatti pensando di ‘fermare’ l’azienda, mettere i dipendenti in cassa integrazione (a spese dello Stato) e attendere che passi la ‘buriana’.
E tutto questo quanto costerà?
Sicuramente molto più rispetto ad interventi diretti e puntuali a sostegno delle imprese energivore per sopperire al differenziale di costo.
Si potrebbe pensare a dei prestiti finalizzati a calmierare gli incrementi (magari garantiti dallo Stato o dai Confidi) così da permettere alle aziende di non chiudere con la conseguenza di perdere clienti e mercato in modo irreversibile.
Stiamo parlando di migliaia di aziende in difficoltà, di interi comparti e filiere produttive come ad esempio quello della ceramica, quello cartario, quello delle lavanderie industriali, quello tipografico o quello delle produzioni agricole in serra.
Insomma, cara classe politica, dopo i giorni dedicati all’elezione del Capo dello Stato, pensiamo subito a quei poveri imprenditori alle prese con l’impossibilità di reagire a questo imprevedibile fattore energetico!
E’ urgente…
#dettofatto di Giovanni Giorgetti
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