mar 28 apr 2026

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D’Orazio (Confartigianato Molise): “Bene la Zes, ma servono nuovi modelli di formazione”

(Romolo D’Orazio, presidente di Confartigianato Molise)

Il presidente degli artigiani molisani a CUOREECONOMICO: “Positivo il minimo di 200.000 euro per il credito di imposta: per l’innovazione serve qualità. Invece occorre investire sulle infrastrutture perché da decenni se ne parla senza fare niente”

Con l’approvazione della legge che istituisce la Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno, fra il 2022 e il 2027 per le imprese che intendono investire in Molise verrà applicato un credito d’imposta nella misura del 30 per cento per le grandi imprese, del 40 per cento per le medie e del 50 per cento per le piccole.

L’obiettivo della Zes è proprio quello potenziare le attività già radicate nella regione e di aprire a altre imprese di tutta Italia.

“Si tratta di una grande opportunità per modernizzare le aziende nel Molise e per avere nuove occupazione, così da evitare lo spopolamento delle nostre città. Penso che i nuovi investimenti porteranno benefici anche per settori non industriali come la ricettività e la  ristorazione”, dice Romolo D’Orazio, presidente di Confartigianato Molise.

Oltre alle piccole imprese che sono la maggioranza - continua - penso che l’arrivo delle grandi imprese sia utile per lo sviluppo e penso che il limite minimo di 200.000 euro per avere il credito d’imposta sia giusto perché l’innovazione richiede investimenti di qualità”.

Presidente, per sviluppare nuove opportunità d’impresa servono lavoratori con le giuste competenze. Come valuta l’impegno della Regione sulla formazione?

Negativamente, perché si continua a puntare su un vecchio modello formativo che non soddisfa i bisogni delle imprese. Un esempio riguarda il tessile, con piani che non puntano all’innovazione, quando al giorno d’oggi anche per i lavoratori occorre avere dimestichezza con l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata”.

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Sulle infrastrutture la convincono le promesse del Governo?

In Molise da decenni sentiamo promesse sulle infrastrutture ma non abbiamo autostrade e tratte a alta velocità, tanto che addirittura per dicembre del 2024 è prevista la fine dei lavori per l’elettrificazione della linea ferrovia tra Campobasso e Isernia e si sta riparlando dell’autostrada tra Termoli e San Vittore, ma ancora non abbiamo visto nulla.

Le infrastrutture sono importanti sia per il trasporto delle persone che per favorire le aziende che vogliano investire”.

Restando sulle politiche del Governo, crede che il Decreto Molise abbia una validità limitata nei programmi?

Per il bilancio della nostra regione è solo un palliativo, perché contiene tanti vincoli. Il Decreto Molise non migliora la situazione, ma servono riforme strutturali per il futuro per i prossimi decenni a cominciare dalla sanità”.

Sulla Manovra, invece, qual è il suo parere?

Qualcosa di positivo si intravede, come l’innalzamento a 80.000 euro per i forfettari che rappresenta un intervento efficace per le partite Iva che in passato sono state demonizzata.

Penso che sia stata giusta l’eliminazione del reddito di cittadinanza perché ha rappresentato un intervento di assistenzialismo e non ha aiutato le persone a trovare lavoro”.

Pensa che la chiusura sempre più abituale degli sportelli possa avere un cattivo impatto sulle attività artigianali?

Non lo vedo come un problema. D’altronde oggi un imprenditore può fare tante operazione online e gli spostamenti verso gli uffici bancari sono sempre di meno”.

Ora che la Bce ha imposto un limite all’aumento del costo del denaro guardate con più ottimismo al futuro?

Per le piccole imprese la situazione non cambierà nel giro di pochi mesi e le condizioni di accesso ai mutui e prestiti sono ancora troppo rigide. Occorre più apertura da parte del mondo del credito e per sostenere le imprese e noi con le altre associazione ci stiamo impegnando a assistere le attività per accedere ai mutui e ai prestiti”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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