ven 30 gen 2026

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Dumping contrattuale, Marinoni (Confcommercio Toscana): “Mettiamo al bando i contratti “pirata” per migliorare la qualità dell’occupazione”

(Franco Marinoni, Direttore generale di Confcommercio Toscana) 

“Contrastare i contratti “pirata” non è solo un dovere etico e giuridico: è anche una delle chiavi per migliorare davvero la qualità del lavoro e dell’occupazione nel nostro Paese”. Lo afferma Franco Marinoni, direttore generale di Confcommercio Toscana, a pochi giorni dalla pubblicazione della seconda edizione del Manuale sul Dumping Contrattuale nei Pubblici Esercizi, presentato da FIPE-Confcommercio con Adapt e il sostegno dell’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo

Il fenomeno del dumping contrattuale consiste nella diffusione di contratti collettivi sottoscritti da sigle sindacali e datoriali prive di reale rappresentanza, spesso improvvisate, che introducono condizioni peggiorative rispetto ai contratti siglati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.

“L’obiettivo di chi propone contratti “pirata” è ovviamente quello di ridurre il costo del lavoro, a scapito di salari, diritti e dignità dei lavoratori. È una concorrenza sleale che danneggia non solo i lavoratori, ma anche gli imprenditori seri – spiega Marinoniperché chi rispetta le regole si trova svantaggiato rispetto a chi le aggira con strumenti contrattuali che costano meno e tutelano meno. Le condizioni più eque e trasparenti per competere si creano solo applicando contratti equi e condivisi dalle parti sociali e dalle organizzazioni datoriali realmente rappresentative. La legge lo ribadisce con chiarezza, con precise sanzioni ed escludendo le imprese che utilizzano contratti pirata da appalti e benefici”.

Secondo il Manuale FIPE, le simulazioni su dieci profili professionali nel settore dei pubblici esercizi mostrano differenze retributive e normative enormi tra i contratti "pirata" e quelli legittimi. “Il danno è doppio: per il lavoratore, che guadagna meno e ha meno tutele, e per il sistema economico, che perde in qualità e legalità”.

“Da sempre il nostro mantra è “stesso mercato, stesse regole” – sottolinea il direttore di Confcommercio ToscanaUn mercato sano si basa su regole comuni. Forse proprio la messa al bando dei contratti pirata potrebbe dare quella spinta in più che serve al lavoro di qualità e all’occupazione stabile, contribuendo anche a ricostruire un clima di fiducia tra imprese, lavoratori e istituzioni”.

“Le norme ci sono. Ora chiediamo un intervento forte delle istituzioni e degli organi di controllo e vigilanza come Inps e Ispettorato del Lavoro per contrastare il fenomeno – conclude Marinoni -. Ci vogliono più ispezioni e sanzioni esemplari per chi gioca sporco; poi servono più educazione e trasparenza. C’è in ballo la tenuta sociale ed economica del territorio. Ma ne va anche della legittimità del sistema della rappresentanza: non è certo il primo che capita a poter mettere mano ad un contratto collettivo nazionale di lavoro. Sminuire il valore della rappresentanza vuol dire cancellare decenni di confronto costruttivo tra chi rappresenta davvero lavoratori e imprese”.

Redazione Cuoreeconomico
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