ECONOMIA. Confindustria Marche, Cardinali: "Il vero dazio è l’incertezza, serve un’Europa forte e compatta”

( Roberto Cardinali, Presidente Confindustria Marche)
Non sono solo i dazi a preoccupare le imprese italiane, ma qualcosa di più sottile e insidioso: l’incertezza. È questo il vero “dazio” che oggi pesa sui mercati mondiali secondo Roberto Cardinali, Presidente di Confindustria Marche
Le parole pronunciate nel corso di un recente intervento toccano un nervo scoperto del sistema economico globale: la difficoltà a prevedere le mosse di un partner storico come gli Stati Uniti. Le tensioni commerciali, infatti, non sono più confinate a schermaglie tra giganti, ma hanno ripercussioni concrete e quotidiane per le piccole e medie imprese italiane. “La sospensione di tre mesi nell’applicazione delle tariffe americane è una notizia positiva, ma non basta .- ha dichiarato Cardinali - Fino a poco tempo fa, nessuno avrebbe messo in discussione la stabilità delle relazioni con gli USA. Oggi non è più così”.
E a pagarne il prezzo più alto potrebbero essere proprio le realtà produttive del nostro territorio. Le Marche esportano negli Stati Uniti una fetta importante della loro eccellenza manifatturiera: dalla meccanica al mobile, dalla moda al metallo, fino all’agroalimentare. Ogni incertezza si traduce in ordini rimandati, investimenti congelati, filiere che scricchiolano.
Ma dal rischio può nascere anche l’opportunità. Cardinali lancia un appello forte all’Europa: diventare protagonista di una soluzione diplomatica, con l’Italia a giocare un ruolo di primo piano. “Un’Europa compatta, efficiente e veloce nei processi decisionali può non solo proteggere l’industria, ma anche diventare un polo attrattivo per gli investimenti globali. Quante altre aree del mondo garantiscono oggi la nostra stessa stabilità?”
Il momento è cruciale. Con l’equilibrio commerciale mondiale che si va ridefinendo e le merci in cerca di nuove rotte, la capacità di internazionalizzazione delle imprese diventa una priorità strategica. Cardinali invita a guardare anche oltre gli Stati Uniti, verso quei Paesi che, come l’Italia, stanno subendo le conseguenze delle nuove politiche protezionistiche americane.
“La posta in gioco è alta .- conclude il presidente - L’Europa non deve rincorrere gli eventi, ma anticiparli. È il momento di costruire un sistema solido, competitivo e aperto, capace di affrontare il futuro con visione e coesione”.
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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