ven 20 mar 2026

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ECONOMIA. Confindustria Valle d’Aosta, Turcato: "L’Europa si svegli, o le nostre imprese crolleranno”

(Francesco Turcato, Presidente Confindustria Valle d’Aosta)

L’effetto domino dei dazi americani arriva anche tra le vette della Valle d’Aosta, dove le imprese, già provate da anni di difficoltà, rischiano di finire in un vicolo cieco. A dirlo con chiarezza è Francesco Turcato, presidente di Confindustria Valle d’Aosta, che con toni duri ma realistici denuncia un clima di allarme generalizzato

“È naturale una forte preoccupazione da parte nostra. È una misura che influenza in maniera diretta e indiretta sia le grandi aziende che quelle piccole, presenti nella nostra regione”, dichiara Turcato. Il contesto valdostano è, per sua natura, più fragile. Le imprese sono spesso di dimensioni ridotte, integrate in filiere nazionali ed europee, ma poco protette dai grandi scudi della geopolitica. “È qualcosa di inedito, come lo fu il Covid. Anche adesso dobbiamo reagire, ma da sole le imprese non ce la possono fare", aggiunge. 

L’elemento più forte del messaggio di Turcato è la richiesta, senza fronzoli, di un risveglio europeo. “Spero che almeno adesso ci possa essere un moto d’orgoglio e di compattezza da parte dell’Europa. Che deve svegliarsi e rispondere con una strategia condivisa alle minacce di Trump", continua il presidente. L’appello è quello di un imprenditore che sa che i tempi delle risposte individuali sono finiti. “Serve una voce unica, forte. L’Europa deve potersi sedere da pari con la Casa Bianca e con la Cina. Solo così si protegge davvero il nostro sistema produttivo", conclude. 

A rendere il quadro ancora più complesso c’è il noto problema infrastrutturale valdostano. “Eravamo già malmessi per tutta una serie di problematiche. Ora tutto si complica ulteriormente", sottolinea il presidente. La logistica, l’accesso ai mercati, la connettività sono fragilità strutturali che diventano enormi ostacoli in tempi di turbolenza globale. Turcato non chiude però le porte a possibili strumenti di emergenza, pur tracciando una linea netta: “Il ricorso ai fondi del Pnrr, che potrebbero essere dirottati verso le imprese, riteniamo debba essere una extrema ratio. Prima vanno perseguite tutte le altre strade.”

Strade che, secondo il presidente, passano anche da una riscoperta del “piano Draghi”, quell’idea di un’Europa protagonista e strategica nel mondo. “Recuperare e attualizzare quel piano significa rafforzare la nostra posizione, difendere il nostro lavoro e dare un futuro alle imprese", conclude. 

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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