ECONOMIA. Legacoop Calabria, Sibio: “No alle ritorsioni ideologiche, serve strategia per difendere le imprese”

(Lorenzo Sibio, Presidente Legacoop Calabria)
La nuova ondata di dazi imposta dagli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump ha innescato una reazione a catena che rischia di colpire duramente anche il tessuto economico calabrese. A lanciare l’allarme è Lorenzo Sibio, presidente di Legacoop Calabria, che invita a evitare mosse impulsive da parte dell’Europa e a costruire invece una risposta strategica e ponderata.
“Siamo davanti a un tornante critico dell’economia globale” – dichiara Sibio – sottolineando che il ritorno del protezionismo da parte degli USA sta già producendo effetti negativi non solo sui mercati finanziari, ma anche sul commercio reale. In particolare, a soffrire saranno le imprese del settore agroalimentare calabrese, da anni impegnate in un percorso di innovazione, qualità e internazionalizzazione.
Prodotti ad alto valore aggiunto, simboli del Made in Calabria, trovano proprio nel mercato americano uno dei loro sbocchi più fertili. Ma l’introduzione dei dazi rischia ora di bloccare questa rotta e compromettere gli investimenti realizzati da decine di cooperative e aziende locali che si sono affacciate con successo sulla scena globale.
“Questa non è solo una questione di dazi – avverte Sibio – è una questione di visione strategica del ruolo dell’Italia e dell’Europa nel commercio globale”. Secondo il presidente di Legacoop Calabria, una reazione puramente ideologica da parte dell’Unione Europea potrebbe finire per danneggiare anche le imprese del continente, finendo col trasformare una crisi commerciale in un boomerang economico.
Per questo Sibio invita ad aprire un confronto serio e operativo: “Noi, come Legacoop Calabria, siamo pronti a dare il nostro contributo con idee, dati e proposte. Ma il tempo delle dichiarazioni è finito. Ora servono risposte concrete”. L’intervento di Sibio si inserisce in un coro crescente di voci dal mondo produttivo italiano che chiedono alla politica – nazionale ed europea – di affrontare la crisi con lucidità, evitando danni collaterali e costruendo, piuttosto, ponti verso nuovi mercati e strumenti di tutela per le imprese più esposte.
Claudia Boccucci
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