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10/08/2025

ECONOMIA. Manzotti, Cisl Umbria. “Promuovere un nuovo modello di sviluppo che metta al centro il lavoro dignitoso”

(Angelo Manzotti, segretario generale CISL Umbria)

Un momento di riflessione e confronto sul mondo economico, occupazionale e sociale del territorio. Il XIII Congresso della Cisl Umbria che si è svolto il 23 e il 24 aprile a Santa Maria degli Angeli di Assisi ha rappresentato non solo un momento elettivo, ma anche un’importante occasione per ribadire il ruolo centrale del sindacato nel tessuto lavorativo umbro, chiamato a confrontarsi con sfide cruciali come la transizione ecologica, l’innovazione tecnologica e le politiche per l’occupazione.

Al centro del Congresso la relazione introduttiva del segretario generale Angelo Manzotti, che è stato riconfermato alla guida regionale del sindacato confederale. Il consiglio, eletto dai delegati al Congresso, ha confermato la squadra uscente con i componenti di segretaria Simona Garofano, Gianluca Giorgi e Riccardo Marcelli. A questi nomi si aggiunge quello di Giuliano Bicchieraro.

Nel corso della tavola rotonda moderata da Giovanni Giorgetti, presidente di ESG89, sono stati affrontati alcuni temi strategici per lo sviluppo regionale, che il segretario generale Angelo Manzotti ha voluto ulteriormente approfondire nell’intervista a CUOREECONOMICO. 

Il XIII Congresso regionale della Cisl Umbria era dedicato al tema del “Coraggio della partecipazione”, una visione innovativa per promuovere il lavoro dignitoso, sostenibile e sicuro.  Può spiegare in quale modo la Cisl favorirà la partecipazione nel tessuto economico umbro?

Il Congresso è stato caratterizzato, già dal titolo e come da lei giustamente evidenziato, dai temi della partecipazione e del lavoro. Per la Cisl promuovere la partecipazione dei lavoratori nel mondo produttivo scaturisce dalla volontà di dare piena attuazione alla Costituzione. Il lavoro non è solo finalizzato al reddito, ma elemento essenziale per l’emancipazione della persona e del suo inserimento nel contesto sociale, valorizzando le capacità individuali. Il modello partecipato è la strada da perseguire per trovare soluzioni ai problemi organizzativi, di produttività e dei bassi salari, ponendo massima attenzione per la sostenibilità, l’ambiente e la sicurezza nei luoghi di lavoro. 

La desertificazione Bancaria in Umbria è un fenomeno in forte crescita. Quanto incide sui cittadini, sulle imprese e sulla coesione sociale, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni?

Una delle criticità che l’Umbria sta affrontando da tempo è proprio quella della desertificazione bancaria, ossia della chiusura degli sportelli nelle aree interne e nei piccoli comuni. La mancanza e/o la diminuzione degli sportelli bancari si va ad aggiungere alla sofferenza che vivono queste aree in termini di servizi e quindi alle motivazioni che portano allo spopolamento di alcuni territori. Questione che impatta in un contesto, quello umbro, dove l’indice di invecchiamento è già al 229 per cento. Pertanto non è più rimandabile l’istituzione di un tavolo regionale dedicato.

La Cisl ha espresso la volontà di avviare un percorso concertativo con la nuova Giunta regionale e con la presidente Stefania Proietti, con l’obiettivo di sottoscrivere un Patto sociale. A che punto è il confronto con le istituzioni regionali? 

E’ arrivato il momento che tutti i soggetti economici, sociali, politici ed istituzionali assumano la responsabilità del confronto ed agiscano per promuovere un nuovo modello di sviluppo della nostra regione che deve mettere al centro il lavoro dignitoso, ben retribuito e contrattualizzato. Inoltre, sarebbe opportuno che anche l’Umbria fosse inserita tra le zone socialmente svantaggiate.

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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