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10/11/2025

ECONOMIA. Marche in chiaroscuro. Le istanze di Cna e Confartigianato alla nuova Giunta Acquaroli

(Da sx: Moreno Bordoni e Gilberto Gasparoni)

A settembre 2025, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo gli Uffici Studi di Confartigianato e Cna, le imprese marchigiane in attività sono passate da 131.749 a 131.278 con la perdita di 471 aziende, soprattutto società individuali e società di persone. In crescita le società di capitali. Gasparoni e Bordoni:“Chiederemo un incontro ad Acquaroli e Bugaro per individuare gli strumenti per rilanciare l’artigianato e la piccola impresa e per costruire insieme un percorso condiviso di sviluppo e competitività.”

Marche, nei primi nove mesi del 2025 sono diminuite le imprese attive, soprattutto nel commercio, nel manifatturiero e in agricoltura. In aumento le imprese nei servizi, soprattutto le attività immobiliari e finanziarie, ma anche i servizi di supporto alle imprese e le attività in campo scientifico e tecnico. Bene anche le costruzioni e le attività di alloggio e ristorazione.

Gli Uffici Studi di Confartigianato e Cna Marche, che hanno elaborato i dati di Infocamere Movimprese, informano che a settembre 2025, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le imprese marchigiane in attività sono passate da 131.749 a 131.278 con la perdita di 471 aziende.

In particolare il commercio perde 536 imprese, le attività manifatturiere calano di 403 unità e l’agricoltura vede la chiusura di 313 aziende. Nel manifatturiero è il calzaturiero a registrare il calo più consistente (-147)

Malgrado la fine del superbonus 110 sono aumentate anche nel 2025 le imprese edili (+57) trainate dagli appalti della ricostruzione.  In crescita anche i servizi di alloggio e ristorazione (+86), le attività finanziarie e assicurative (+152), le attività immobiliari (+190), le attività di servizi alle imprese (+115).

In calo ditte individuali e società di persone. Aumentano le società di capitali.

Guardando alla forma giuridica si può vedere che nei primi nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sono diminuite le società di persone (-519), le imprese individuali (-453) e le altre forme societarie come le cooperative e i consorzi (-122). In forte crescita le società di capitali (+623).

“Il fatto che a cessare l’attività” commentano i segretari regionali di Cna Moreno Bordoni e di Confartigianato Gilberto Gasparoni “Sono state soprattutto le imprese individuali e le società di persone mentre prosegue la crescita delle società di capitali dimostra che il sistema produttivo marchigiano è sempre più moderno e innovativo mentre continua la sofferenza delle micro e piccole imprese tradizionali della manifattura, del commercio e dell’agricoltura; parte di queste cessazioni possono dipendere dalla trasformazione societaria.”

Cna e Confartigianato Marche alla Regione: incontriamoci per lo sviluppo delle Marche.

Confartigianato Marche e Cna Marche intendono presentare i dati elaborati dai loro Uffici Studi al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, per un confronto sugli interventi necessari per far crescere il nostro sistema di artigiani, micro e piccole imprese con particolare attenzione al comparto manifatturiero e a quello turistico e per promuovere la competitività dei territori.

“Chiederemo ad Acquaroli e a Bugaro un incontro” annunciano Gasparoni e Bordoni “per individuare insieme alla Regione, le azioni utili a rilanciare le imprese artigiane e quelle di piccole dimensioni, che sono state protagoniste dello sviluppo delle Marche e che possono continuare a farlo, generando ricadute positive sul territorio e sul tessuto economico e sociale della nostra regione. 

Con il Presidente Acquaroli e con l’Assessore all’Artigianato e Industria Bugaro vogliamo, per la nuova legislatura, costruire insieme un percorso condiviso di sviluppo e competitività. In questa strategia dovranno avere un ruolo centrale la Zes da estendere a tutta la regione e le opere necessarie per colmare il ritardo infrastrutturale viario e telematico.  Un’altra priorità dovrà essere l’accesso al credito. Una risposta può venire dai Consorzi Fidi, che vanno sostenuti. Infine chiediamo una semplificazione della burocrazia, che rappresenta un freno alla competitività delle imprese”.

Redazione CUOREECONOMICO
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