ven 20 mar 2026

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EDILIZIA. Settore sotto pressione, aumentano i costi delle materie prime, dell’energia e del carburante. Sgherza (Confartigianato imprese Bari-BAT-Brindisi): “Rischio blocco dei cantieri”

(Francesco Sgherza, Presidente Confartigianato Imprese Bari-BAT-Brindisi)

Il settore dell’edilizia artigiana si trova nuovamente a fare i conti con una fase di forte criticità, determinata dall’aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e del carburante, in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche che stanno incidendo in modo diretto sull’economia reale, da ultimo lo scoppio del conflitto nel Golfo.

A destare particolare preoccupazione sono i rincari di materiali strategici come bitume e acciaio, accompagnati da crescenti difficoltà di approvvigionamento, che rischiano di compromettere la sostenibilità economica dei cantieri e la continuità delle attività. 

Confartigianato Bari–BAT–Brindisi evidenzia come le imprese del comparto stiano operando in condizioni sempre più complesse, dovendo fronteggiare un aumento generalizzato dei costi che si riflette sia sulla produzione dei materiali sia sulla gestione operativa dei lavori. Le tensioni internazionali, in particolare la crisi in Medio Oriente, hanno determinato un significativo shock dal lato dell’offerta energetica, contribuendo a una crescita repentina dei prezzi delle commodity e amplificando l’instabilità dei mercati.

Secondo le analisi più recenti, gli incrementi dei prezzi di gas, energia elettrica e il costo dei carburanti stanno incidendo in maniera diretta sul settore delle costruzioni, dove il peso delle materie prime e della logistica rappresenta una componente determinante del costo finale delle opere.

In particolare, le imprese lamentano un aumento significativo del prezzo del bitume, il cui costo è passato da circa 400 a circa 600 euro a tonnellata. Un aumento che incide in modo immediato sulla realizzazione e manutenzione delle pavimentazioni e che, insieme al rincaro dell’acciaio e dei metalli, sta comprimendo i margini delle aziende fino a livelli difficilmente sostenibili. L’andamento delle quotazioni internazionali dei metalli, già in crescita prima dell’attuale crisi, continua infatti a risentire delle tensioni sulle forniture e delle dinamiche geopolitiche. 

Materie prime quali acciaio, bitume, cemento e prodotti derivati dal petrolio rappresentano una componente determinante nei costi di esecuzione delle opere. Un incremento rilevante dei loro prezzi è in grado di compromettere l’equilibrio economico degli appalti, in particolare nel settore pubblico, rendendo indispensabile l’adeguamento dei prezzari o il ricorso ai meccanismi di revisione dei corrispettivi, non sempre tempestivamente allineati alle variazioni del mercato. 

Il tutto con ricadute inevitabili sui costi di costruzione, significativamente aumentati rispetto agli anni precedenti.

“Siamo di fronte a una situazione estremamente complessa – dichiara il Presidente Anaepa Bari-BAT-Brindisi Italo Laera. Le imprese si trovano a operare con costi in continuo aumento e con margini sempre più ridotti. In molti casi diventa difficile garantire il rispetto degli impegni contrattuali, con il rischio concreto di rallentamenti e sospensioni dei cantieri.”

Le difficoltà non riguardano soltanto l’aspetto economico, ma anche quello operativo. Le criticità nella disponibilità dei materiali e i ritardi nelle forniture stanno infatti incidendo sulla programmazione dei lavori, generando slittamenti nei cronoprogrammi e aumentando l’incertezza nella gestione delle commesse. Una situazione che rischia di avere ripercussioni sull’intero sistema delle costruzioni, coinvolgendo imprese, lavoratori e filiere collegate.

Le tensioni sui mercati internazionali, inoltre, potrebbero continuare a produrre effetti nel medio periodo, alimentando ulteriori spinte inflazionistiche e incidendo negativamente sugli investimenti e sulla domanda di lavoro. In un contesto già caratterizzato da instabilità, il settore edilizio si conferma particolarmente esposto alle oscillazioni dei costi energetici e delle materie prime. 

“Non possiamo permettere che una crisi internazionale si traduca in un blocco dei cantieri sul territorio – denuncia il Presidente Confartigianato Imprese Bari-BAT-Brindisi Francesco Sgherza. È necessario un intervento tempestivo e strutturale che consenta di ristabilire condizioni di equilibrio, garantendo alle imprese strumenti adeguati ad affrontare questa fase.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte criticità: l’imminente scadenza degli interventi finanziati dal PNRR, prevista per luglio 2026. In questo contesto, eventuali sospensioni o rallentamenti dei cantieri potrebbero determinare il mancato completamento delle opere nei tempi stabiliti, con conseguenze rilevanti sia per le imprese coinvolte sia per la pubblica amministrazione, esponendo il sistema territoriale al rischio di perdita di risorse e di mancato raggiungimento degli obiettivi programmati.”

Confartigianato Imprese Bari–BAT–Brindisi richiama pertanto l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di adeguare rapidamente i meccanismi di determinazione dei prezzi nei lavori pubblici e di rafforzare gli strumenti di tutela per le imprese, anche attraverso l’attivazione di tavoli di monitoraggio dedicati all’andamento dei prezzi delle materie prime.

In un quadro globale sempre più incerto, garantire la stabilità dei prezzi delle materie prime rappresenta una condizione essenziale per evitare il rallentamento delle opere e per salvaguardare un settore strategico per lo sviluppo economico e infrastrutturale del territorio, affinché sia garantita la continuità delle attività e la sostenibilità degli investimenti.

Redazione CUOREECONOMICO
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