Elezioni europee, l’AI Act non basta a proteggere la democrazia

Il Cambridge Analytica è un lontano ricordo, oggi chi realizza le campagne elettorali utilizza sofisticati strumenti tecnologici, come il deep fake, in grado di orientare i voti attraverso la comunicazione personalizzata
Era il 2018 quando emerse in maniera eclatante come la tecnologia potesse amplificare il potenziale della propaganda elettorale.
Una società di analisi, Cambridge Analytica, che aveva prestato la sua consulenza al team elettorale di Donald Trump – e che ha collaborato anche alla campagna vincente per la Brexit – raccoglieva dal 2014, in violazione della legge, dati di almeno 50 milioni di profili Facebook di elettori americani, utilizzandoli per creare un programma software capace di prevedere e influenzare le scelte nell'urna.
In sostanza, i dati venivano utilizzati per una profilazione individuale degli elettori, a cui venivano inviati messaggi capaci di condizionarne il voto, o di spingerli ad astenersi, soprattutto se indecisi. È stato un caso di cronaca giudiziario per cui ci sono state delle condanne.
Dal 2018 oggi gli strumenti di controllo della libertà di voto si sono evoluti coniugando la profilazione individuale con ilo deep fake reti neurali attraverso cui si possono creare contenuti falsi ma verosimili e credibili. Con le elezioni del 2024, attese in 64 Paesi oltre all’Ue, il rischio si accentua.
Per questo, proprio a partire dall’Ue, è iniziato un movimento regolatorio che tenta di creare una cornice normativa per mitigare i pericoli insiti nell’AI Gen. Tuttavia, lo stesso AI Act, che compie questo importante esercizio, contiene diverse falle.
Un’analisi dell’European Center for Non-for-Profit Law stabilisce che l'AI Act non riesce a proteggere efficacemente lo stato di diritto e lo spazio civico, dando invece priorità agli interessi dell'industria, ai servizi di sicurezza e alle istituzioni.
Pertanto le misure volte a proteggere i diritti fondamentali, compresi i principali diritti e le libertà civili, sono insufficienti a prevenire gli abusi. L'AI Act è stato negoziato e finalizzato in fretta, lasciando significativi vuoti e incertezze legali, che la Commissione europea dovrà chiarire.
Redazione Cuoreeconomico
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