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12/08/2022

Emilia-Romagna spedita verso il rigassificatore, Bonaccini: «Faremo presto e bene, ma si investa sulle rinnovabili»

Si è insediata la conferenza dei servizi per la realizzazione dell’impianto sulla BW Singapore al largo di Ravenna. Ecco caratteristiche e tempistica. E non manca una stoccata a Calenda

L’Emilia-Romagna procede spedita sulla strada della realizzazione del rigassificatore di Ravenna, in un momento in cui si confermano prioritari gli obiettivi dell’autosufficienza energetica e del contrasto all’aumento dei prezzi del gas, che affligge famiglie e imprese.

Alla presenza del commissario per l’infrastruttura e presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, si è insediata la Conferenza dei servizi, che riunisce gli oltre quaranta enti coinvolti nel processo autorizzativo del progetto Fsru (Floating storage & regassification unit), presentato da Snam al commissario.

«Dobbiamo fare bene e velocemente - ha rimarcato Bonaccini nell’aprire la prima riunione - perché parliamo di un investimento strategico per il Paese, che vogliamo portare a termine entro i tempi previsti, come ho assicurato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella».

Il progetto: 5 mld di m3, un sesto del gas importato dalla Russia

Al largo di Ravenna, sarà ormeggiata una nave di stoccaggio e rigassificazione galleggiante: la ‘Bw Singapore’, acquistata da Snam all’inizio di luglio.

Ha una capacità di rigassificazione continua di cinque miliardi di metri cubi, equivalente a circa un sesto della quantità di gas naturale oggi importata dalla Russia, e uno stoccaggio di 170.000 metri cubi di gas naturale liquefatto (Gnl).

Verranno realizzate alcune infrastrutture per allacciare la nave alla rete di trasporto del gas esistente. Il progetto, presentato da Snam al Commissario, prevede che la nave sia collocata a circa 8,5 chilometri al largo di Ravenna, in corrispondenza della piattaforma offshore esistente di Petra (Gruppo Pir).

Per convogliare il gas verso il punto di interconnessione con la rete nazionale dei gasdotti, posto a circa 42 chilometri dal punto di ormeggio, a nord-ovest della città, il progetto propone di realizzare un collegamento composto da un tratto di metanodotto sul mare (sealine) di circa 8,5 chilometri e uno onshore, completamente interrato, di circa 34 chilometri, progettato rispettando le aree naturali e protette e minimizzando l’uso di suolo, in modo compatibile con le caratteristiche geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche e sismiche del territorio. Su tutti questi aspetti progettuali proposti da Snam, il Commissario dovrà avvalersi del parere di oltre 40 enti.

Per garantire i massimi standard di sicurezza, nella nave rigassificatrice non saranno effettuati processi chimici, ma solo operazioni funzionali al processo di vaporizzazione.

L’impianto di stoccaggio e rigassificazione sarà completamente installato a bordo della nave. Per assicurare la tutela dell’ambiente, invece, Snam si è impegnata a contenere l’impatto entro limiti significativamente inferiori a quelli previsti dalla legge.

Dal punto di vista paesaggistico, il progetto dovrà rispettare le aree di tutela biologica. Sono già stati condotti per Snam alcuni studi specialistici, tra cui un modello delle ricadute in atmosfere, la valutazione di impatto sanitario e del traffico navale nell’area di progetto e un modello di dispersione termica e chimica in ambiente marino.

Le tempistiche: impianto in azione entro settembre 2024

La procedura autorizzativa dovrà concludersi entro 120 giorni. «I tempi saranno rapidissimi e dovremo chiudere la valutazione del progetto entro il 28 ottobre - ha spiegato Bonaccini - in modo da rispettare le scadenze previste dal decreto del Governo».

La tempistica del progetto presentata da Snam prevede poi l’avvio dei lavori entro aprile del 2023, con l’obiettivo dell’entrata in esercizio del rigassificatore entro settembre del 2024.

Bonaccini ha però ricordato al Governo che «la gestione dell’emergenza deve essere accompagnata da una forte accelerazione della transizione ecologica: bisogna investire nelle fonti rinnovabili, recuperando il tempo perduto per i troppi ‘no’ del passato».

Per questo ha chiesto «di procedere altrettanto velocemente nella realizzazione del più grande parco dell’eolico e del fotovoltaico sempre al largo di Ravenna». «Il progetto è pronto e anche in questo caso servono fatti concreti», scandisce.

Bonaccini a Calenda: «Rigassificatori sì ma senza esercito»

E proprio sul rigassificatore di Ravenna - approvato in Regione con una larga maggioranza - Bonaccini in queste ore ha replicato sui social a Carlo Calenda, leader di Azione e, prima di fare marcia indietro, alleato del Pd per un giorno nel campo largo che si presenterà alle elezioni del prossimo 25 settembre.

«Caro Carlo - lo ha apostrofato rispondendo al suo scetticismo circa le probabilità che l’opera a Ravenna possa partire e alle sue dichiarazioni sulla necessità di realizzare gli impianti, se necessario, militarizzando le aree -, il rigassificatore a Ravenna si farà.

Non con i militari ma con la politica. Condividendo con le comunità un investimento straordinario per la sicurezza energetica del Paese, per fermare l'aumento delle bollette e per accompagnare la transizione ecologica».

E poi una piccola stoccata: «Qui il rigassificatore - ricorda Bonaccini al numero uno di Azione - lo stiamo facendo con il Pd, Azione e i Verdi, con Italia Viva e Sinistra Italiana. Non siamo sempre d'accordo su tutto, discutiamo. E poi decidiamo. Sarebbe utile fare lo stesso al governo del Paese».

Di Paola Benedetta Manca
(Riproduzione riservata)

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