Energia, Bonomi (Confindustria): "Subito patto per l'Italia". E lancia una piattaforma

(Carlo Bonomi, presidente di Confindustria)
Il presidente degli industriali: "L'avevo già detto due anni fa ma mi fu detto che non serviva, ora è necessario". La viceministro Gava: "Proposta di riforma valida ed in prospettiva"
"Propongo un patto per l'Italia da quando sono diventato presidente di Confindustria, perché era chiaro quello che stava succedendo sull'energia. Speriamo che adesso sia la volta buona".
Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi nel corso della presentazione del libro Photo Ansa 2022.
"Nel 2020 chiesi un piano per l'energia - ha detto il numero uno degli industriali - e mi fu risposto che non serviva. A settembre 2021 dissi attenzione, sta partendo una speculazione sull'energia, inascoltato.
Propongo il patto dal 2020, spero che qualcuno abbia capito che adesso è necessario sedersi a quel tavolo. Il presidente del Consiglio ha detto di voler avere un rapporto con i corpi intermedi, vediamo se è la volta buona".
Bonomi ha detto che "l'interlocuzione con il Governo e la presidente c'è sempre" e che ci sono "ottimi rapporti. Abbiamo detto quali sono per noi le modifiche da fare sulla legge di Bilancio a partire dal Mezzogiorno. Sembrerebbe che il Governo voglia intervenire in tal senso".
L'idea del gruppo tecnico
E lancia la propria proposta: "In una fase in cui, durante l'estate, il prezzo del gas ha raggiunto picchi di aumento di oltre 12 volte il prezzo del gennaio 2021 e di circa 10 per il settore elettrico - spiega Aurelio Regina, presidente del Gruppo tecnico Energia di Confindustria -, invece che solidarietà e approccio comune in Europa abbiamo assistito a una concorrenza spietata per l'acquisto autonomo di rigassificatori e soluzioni autonome per l'approvvigionamento. In definitiva esattamente l'opposto del progetto iniziale europeo per il mercato dell'energia".
"La proposta di Confindustria - ha aggiunto Regina - non è solo un contributo tecnico, ma vuole essere soprattutto una linea di intervento strutturale per la soluzione di questa drammatica congiuntura, che non possiamo demandare alla sola fiscalità generale.
Riteniamo infatti che serva più Europa e un mercato unico dell'energia, per garantire ai cittadini e alle imprese europee maggiore efficienza e sicurezza sul piano geopolitico".
Immediata la risposta di Vannia Gava, viceministro per l'ambiente e la sicurezza energetica: "La proposta avanzata da Confindustria di riforma del mercato elettrico è certamente valida ed interessante, nonché lungimirante se guardata in prospettiva.
Lusinghiero, poi, il fatto che un lavoro di siffatta importanza per l'intero mercato Ue provenga dal nostro Paese.
Un plauso, pertanto, al lavoro portato avanti dall'organizzazione nazionale degli industriali, rispetto al quale il mio Ministero si pone in posizione di serio ascolto.
Auspico che anche l'Ue e gli altri Stati membri ne colgano la valenza al fine di studiare strumenti di intervento per superare gli ostacoli che attualmente si frappongono alla concretizzazione di una progettualità che rappresenterebbe una svolta per tutta l'Unione".
Manovra: poco per la crescita del Paese
Bonomi è poi intervenuto anche sulla legge di bilancio del Governo Meloni: "La manovra fatta in pochissimo tempo, è stata mantenuta la barra dritta sulla finanza pubblica, non era cosi' scontato viste le promesse in campagna elettorale" ha spiegato, sottolineando che "è importante perché molte volte ci dimentichiamo che negli ultimi 11 anni il Paese ha portato il debito pubblico da 1.900 miliardi a oltre 2.800".
Per Bonomi è "positivo anche l'intervento sul caro bollette, anche se la copertura è solo fino al 31 marzo", mentre "non ha convinto il fatto che le altre risorse non siamo state destinate alla finalità di aumentare la crescita del Pil potenziale".
"Dedicate le risorse che avete - chiede - alla crescita del Pil potenziale". "Per me i prepensionamenti e un forfait su una categoria di contribuenti Irpef non producono Pil potenziale" e sottolinea che "l'industria italiana è cresciuta laddove hanno perso quella tedesca e quella francese e nessuno ha raccontato del perché.
Nessuno si è domandato come mai con tutti i problemi che ha questo Paese è ancora la seconda manifattura d'Europa. E io sfiderei i tedeschi con i nostri problemi strutturali a fare i secondi".
Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com












