mer 29 apr 2026

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ENERGIA. Cna Marche, Silenzi: “Il nucleare di nuova generazione da non sottovalutare per equilibrio energetico europeo”

Paolo Silenzi, presidente di Cna Marche, si è espresso apertamente in merito al dibattito sul futuro energetico dell’Italia e dell’Europa, sottolineando la necessità di un mix energetico capace di coniugare sostenibilità, innovazione e sviluppo economico

In un contesto globale sempre più segnato da sfide climatiche e instabilità energetiche, le parole di Cna Marche tracciano una strada verso un equilibrio che integri fonti rinnovabili, nucleare di nuova generazione, idrogeno e gas.

Il presidente Silenzi ha approfondito il tema del nucleare, sottolineando come questa tecnologia stia superando i limiti del passato, spesso associati a scorie radioattive, rischi di contaminazione e vulnerabilità a eventi naturali estremi come terremoti o inondazioni. “Il nucleare di nuova generazione suscita un grande interesse perché ipotizza il superamento dei limiti della precedente fase tecnologica (quella caratterizzata da produzione di scorie difficili da smaltire, da pericoli di inquinamento e contaminazione radioattiva, al limite da rischiosissimi effetti di terremoti e inondazioni sulla sicurezza degli impianti)”, ha affermato. Ha poi aggiunto che “suscita interesse anche per la possibile evoluzione in direzione di impianti di dimensioni radicalmente inferiori rispetto a quelle degli attuali impianti, dimensioni tali (e caratteristiche operative) da poterli dislocare (e ridislocare) sul territorio senza gli impatti legittimamente temuti dagli ambientalisti”. Inoltre, Silenzi ha evidenziato il potenziale della fusione nucleare, un settore in cui l’Italia è all’avanguardia: “Senza parlare delle nuove frontiere del nucleare, quello da fusione, dove l’impegno profuso dai ricercatori e dalle strutture preposte nel nostro Paese, fa immaginare tempi di implementazione meno lunghi di quelli sin qui prudenzialmente ventilati”.

Tuttavia, il nucleare non è visto come una soluzione isolata. Silenzi propone un approccio integrato su scala europea. “Il nucleare è a nostro avviso una opportunità da non sottovalutare proprio ai fini di uno sviluppo equilibrato delle fonti di energia, non tanto del nostro Paese, quanto piuttosto dell’Europa, la cui scala dimensionale risulterebbe appropriata per dare risposta ad esigenze energetiche diverse sul territorio, tramite risorse non meno differenziate (penso all’idroelettrico, al solare, all’eolico, e ad altre fonti rinnovabili quali il geotermico, il movimento delle onde e delle maree, ecc.) che se combinate tra loro in un quadro di programmazione intelligente, potrebbe a scala europea fornire un sistema energetico ambientalmente evoluto e tecnologicamente affidabile”, ha dichiarato. Ha poi citato il recente blackout in Spagna come esempio della fragilità dei sistemi energetici nazionali: “Il recente blackout energetico subìto da larga parte della Spagna, mostra che l’equilibrio di un grande sistema nazionale energetico non è assicurato in presenza di alcune evenienze estreme e che sarebbe opportuno dotare l’Europa di una rete energetica comune che sappia valorizzare i punti di forza dei singoli stati a favore della comunità di tutti gli stati membri”.

Nelle Marche, il dibattito energetico si intreccia con le specificità del territorio, dove “l’impatto del nucleare di nuova generazione sui territori italiani e più in particolare nella sua regione risulta molto complesso. Riguarda aspetti ambientali, economici e sociali molto delicati”.

Redazione Cuoreeconomico
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