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20/09/2023

Esg e sostenibilità: in Italia sempre più società benefit certificate B-Corp

(Moreno Muffatto, presidente di Fondazione Imprendi)

Presentata l’indagine della Fondazione Imprendi con Unioncamere Veneto:  in Italia sono 206 quelle col doppio bollino. Il presidente Muffatto “Fotografia in chiaroscuro. Forme innovative per generare un impatto sociale positivo, ma aziende sono piccole e micro. Bisogna fare di più. Veneto virtuoso, ai primi posti nel Paese  per diffusione di entrambi i modelli”

La disciplina delle Società Benefit entra nell’ordinamento italiano - primo Paese in Europa e primo al mondo fuori dagli USA ad adottarlo - con la legge di stabilità 2016 (n. 208 del 28 dicembre 2015).

A distanza di sei anni dall’introduzione di questa nuova disciplina, lo studio della Fondazione Imprendi, realizzato grazie alla collaborazione con Unioncamere del Veneto, permette di completare una mappatura a livello nazionale delle Società Benefit e certificate Bcorp, con una panoramica della diffusione e delle loro caratteristiche principali.

Sono state così identificate 2337 Società Benefit di cui 1895 attive e 221 aziende certificate Bcorp in Italia, che sono state classificate per natura giuridica, posizione geografica e settore di appartenenza.

Le Società Benefit e le BCorp rappresentano due diversi modelli di impresa innovativi che integrano obiettivi sociali e ambientali insieme a quelli economico-finanziari, capaci di generare un impatto sociale positivo. Lo studio mette a confronto punti di forza e vantaggi dei due modelli, ma anche aree di criticità che richiedono ulteriori sforzi e attenzione.

Il Nord Italia spicca

Le regioni del Nord Italia, forse per una più spiccata cultura imprenditoriale, si distinguono per l’elevato numero di Società Benefit e certificate BCorp presenti sul territorio. Il Veneto è al secondo posto dopo la Lombardia per la presenza di Società Benefit (199) e al terzo posto dopo Lombardia ed Emilia Romagna per la presenza di aziende certificate Bcorp, con l’11,3% sul totale nazionale.

206 imprese su 221, ossia il 93,2%, sono sia BCorp certificate che Società Benefit.

Dallo studio emerge quindi una fotografia accurata, un lavoro importante di estrazione e selezione a partire dalla banca dati di Infocamere, che ha portato ad analizzare in profondità 1895 Società Benefit e 221 imprese certificate B Corp, con un intervento di ricerca, acquisizione e analisi delle relative relazioni di impatto, che rivela tuttavia luci ed ombre e coglie qualche criticità.

Muffatto: la differenza fra società benefit e B-Corp

"Se una B-Corp è certamente una società benefit, non è automatico il contrario” commenta il presidente di Fondazione Imprendi Moreno Muffatto.

“La Società Benefit è una forma giuridica che può essere adottata volontariamente da un’impresa tramite una modifica dello statuto, mentre una BCorp è un’impresa che ha ottenuto una certificazione, a pagamento, superando un determinato punteggio per un insieme di indicatori (BIA).

Sebbene entrambe debbano misurare nel tempo il proprio impatto ambientale, sociale ed economico, le modalità non sono completamente trasparenti. Rischiamo quindi di veder convivere esempi virtuosi e operazioni di facciata.

Diverse aziende, ad esempio, non pubblicano o addirittura non redigono la relazione di impatto annuale obbligatoria, mentre altre non indicano il beneficio comune, gli standard utilizzati, gli obiettivi futuri. 

O, ancora, raggiungono punteggi elevati su uno dei 5 indicatori, mentre altri sono sotto la soglia minima. Così può avvenire che un’impresa dimostri elevata attenzione alla comunità finanziando un’associazione benefica, ma sia poco o per nulla attenta all’ambiente, gestendo in modo inadeguato i rifiuti.

Accanto ad imprese che abbracciano la sostenibilità con passione e dedizione, altre pongono scarsa attenzione a questi temi risultando, pertanto, meno credibili.

De resto, la legislazione non è cogente e sarebbe necessario introdurre meccanismi per rendere più incisiva l’adozione di questi modelli, evitando di squalificare il valore di queste pratiche per chi ci crede e le adotta in profondità.

Il 12 casi aziendali di società Benefit e certificate Bcorp che presentiamo nella ricerca sono esempi di eccellenza, che possono indicare una strada virtuosa.

Un ulteriore impulso a guidare le imprese verso un’economia più sostenibile è l’emanazione della direttiva europea 2022/2464 (CSRD, Corporate Sustainability Reporting Standard Directive), pubblicata in Gazzetta ufficiale il 16 dicembre 2022 e che gli Stati membri dovranno recepire entro luglio 2024, con obblighi di rendicontazione di sostenibilità”.

Società Benefit e aziende certificate Bcorp a confronto

Le Società Benefit sono un nuovo modello di impresa introdotto con la legge di stabilità del 2016: l’azienda si impegna a modificare il proprio statuto introducendo finalità di beneficio comune per generare un impatto positivo nei confronti di società e ambiente, oltre a quello economico.

Le SB si fondano sui principi della Triple Bottom Line - profitto, persone e pianeta - e si ispirano alle Benefit Corporation introdotte nel 2010 in Maryland (Stati Uniti).

Le Società Benefit sono quindi delle realtà ibride, con una duplice finalità tra il profit e il non profit, fondate su una scelta volontaria: la qualifica di “Benefit” non cambia la natura giuridica di un’impresa, ma la integra, introducendo ulteriori vincoli, tra cui la redazione di una relazione di impatto annuale che copre 4 aree di analisi - il governo d’impresa, i lavoratori, gli altri portatori di interesse e l’ambiente - da pubblicare sul proprio sito.

La relazione di impatto deve poi essere integrata con uno standard di valutazione esterno sviluppato da un ente terzo. La forma di Società Benefit fornisce un vantaggio in termini di differenziazione rispetto alla concorrenza.

La certificazione BCorp si ottiene invece superando il Benefit Impact Assessment (BIA), ossia un complesso questionario articolato in 5 macroaree - governance, lavoratori, comunità, ambiente, clienti - che mira a valutare la sostenibilità generale di un’organizzazione attribuendo un determinato punteggio ad ogni voce.

La soglia da superare per poter conseguire la certificazione BCorp è posta a 80 punti, il “punto di pareggio” oltre il quale un’impresa riesce a generare un impatto positivo non esclusivamente dal punto di vista economico, ma anche sociale ed ambientale.

La certificazione ha effetti sulla credibilità esterna di un’impresa, che può in tal modo dimostrare come il proprio approccio sostenibile sia verificato da un ente esterno e indipendente. Un ulteriore vantaggio della certificazione BCorp è la difesa contro il greenwashing. La certificazione è rilasciata da B Lab, organizzazione not for profit con sede negli U.S.A, e permette di entrare a far parte della community delle B Corp, pagando una fee annua.

I case studies delle società benefit e la ricerca

Imprenditori e manager di alcune delle società Benefit certificate Bcorp - Aboca, Alisea, CiviBank, D-Orbit, D’orica Srl, Mondora Srl, Zordan Srl, Rotonium Srl – hanno presentato i propri casi aziendali e si sono confrontati su un nuovo modello di fare impresa.

Lo studio, effettuato grazie alla collaborazione con Unioncamere Veneto, ha permesso di completare una “mappatura” a livello nazionale delle Società Benefit. Sono state identificate 2337 Società Benefit in Italia, l’81 percento delle quali risultano attive ad ottobre 2022 (1895). Il restante 19 percento è composto imprese inattive, in liquidazione e/o in fallimento.

Si distinguono per l’elevato numero di Società Benefit presenti nel proprio territorio la Lombardia, seguita da Veneto (199) e Lazio: un vero e proprio fenomeno, dato che le Società Benefit sono più che quadruplicate tra il 2019 e il 2022. Padova si colloca al 4° posto in Italia con 35 società benefit.

Per quanto riguarda i settori, 632 imprese, ossia il 33,1 percento del totale, è quello delle “Attività professionali, scientifiche e tecniche”. Seguono i servizi di informazione e comunicazione (413) e le attività manifatturiere con 280 imprese, cioè circa il 14,7 percento.

Per ogni impresa si è cercata anche la più recente relazione di impatto pubblicata. Tra le 1895 società benefit, 1.419 hanno un sito web ma solo 451 hanno pubblicato una relazione di impatto: meno di un’impresa su tre rispetta quest’obbligo di reportistica.

51 relazioni, ossia l’11,3, non hanno riportato alcuno standard di valutazione del proprio impatto.

La BCorp Directory riporta invece l’elenco e le caratteristiche di tutte le BCorp al mondo, suddivise per settore e area geografica. L’analisi ha portato all’identificazione di oltre 221 imprese certificate BCorp in Italia. La mappatura della distribuzione geografica coincide con quella delle Società Benefit, con una maggiore diffusione nel Nord d’Italia. La Lombardia si conferma la Regione in cui queste realtà risultano essere più diffuse (39,8 percento); seguono Emilia-Romagna (13,1), Veneto (11,3 con 25 aziende BCorp) e Lazio con 9 percento.

206 imprese su 221, ossia il 93.2 percento sono sia BCorp certificate che Società Benefit.

Rispetto al campione di 221 BCorp, circa il 71,5 percento ha pubblicato almeno una relazione di impatto sul proprio sito, un dato significativamente maggiore rispetto al 31,3 stimato per le Società Benefit aventi un sito web e che rivela una maggiore attenzione alla reportistica rispetto alle ‘semplici’ Società Benefit non certificate.

Le micro-imprese sono predominanti con il 46 percento del totale, mentre le grandi imprese ammontano al 10,4. Le BCorp italiane pongono molta attenzione nei confronti dei propri lavoratori che vengono tutelati e protetti dalle imprese stesse, nonché nei confronti della comunità locale e dell’impatto generato sull’ambiente.

LA NOSTRA VIDEOINTERVISTA A MASSIMILIANO PONTILLO SUL RUOLO DELLE SOCIETA' BENEFIT

Fondazione Imprendi - Scuola di Imprenditorialità

È un ente no-profit di carattere culturale con sede in Veneto (Padova) ma attivo a livello nazionale, che stimola lo sviluppo di nuova imprenditorialità attraverso progetti di ricerca, programmi di formazione, conferimento di premi e riconoscimenti, organizzazione di momenti di incontro.

I fondatori sono Moreno Muffatto, attuale presidente, ordinario di Ingegneria Industriale all’Università di Padova, Giampietro Zonta fondatore di D’orica, importante realtà produttiva orafa vicentina, Arduino Salatin, presidente dell’Isre e da oltre 25 anni nel campo della formazione professionale e aziendale e Roberto Siagri, fisico e amministratore delegato di Rotonium, ai quali si aggiunge in Consiglio di Amministrazione Maurizio Zordan, amministratore del gruppo di respiro internazionale di arredamento del retail di alta gamma.

La Fondazione integra in un’unica istituzione ambiente accademico e mondo imprenditoriale ed opera per lo sviluppo di ecosistemi imprenditoriali locali derivati dal mondo della scienza, della ricerca e della tecnologia, in connessione su una dimensione globale, per favorire il rinnovamento dell’imprenditorialità del paese e la permanenza del capitale umano.

Redazione Cuoreeconomico
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