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12/11/2025

ESG89 MADE in UMBRIA | Campanile (Saci Industrie):’L’importanza di assumere talenti e la difficoltà di attrarli nell’attuale contesto economico Italiano’

(Filippo Campanile, co-CEO - Business development SACI Industrie)

Tutto pronto per MADE in UMBRIA, il tradizionale GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 di fine anno in programma l’1 e 2 dicembre a Foligno, presso l’Auditorium di San Domenico (9.30 – 12.30) alla presenza di più di mille ragazzi delle scuole superiori della regione. ‘Made in Umbria’ significa identità ed eccellenza, ma anche internazionalizzazione e talenti digitali. Quest’anno il Forum si concentra su questi due fattori di sviluppo economico che possono rappresentare il volano della crescita dei prossimi anni solo se sapremo coinvolgere pienamente il mondo delle nuove generazioni

L’importanza di assumere persone di talento e la difficoltà di attrarli nell’attuale contesto economico Italiano è un problema ormai noto. Il lavoro qualificato è fattore strategico di competitività, non solo nei settori avanzati, ma anche il quelli maturi, poiché la complessità odierna nella gestione d’impresa è diventata tale da rendere impossibile la sopravvivenza affidandosi esclusivamente alle competenze della governance.

Avere talento non significa solamente essere competente e specializzato in un campo, ma anche avere le capacità per lavorare in team, a maggior ragione, la necessità di creare dei team obbliga alla ricerca di personale valido che vada a comporre l’intero staff, non sono più sufficienti pochi elementi chiave.

Quando si parla di fuga dei talenti dall’Italia, si tende spesso a ridurre il discorso alla dimensione economica, rappresentata da stipendi bassi, carriere incerte, contratti precari, etc., tuttavia negli ultimi anni importanza sempre maggiore sta assumendo il fattore qualità della vita e, in questo senso, una regione come l’Umbria avrebbe molte carte da giocare.

La qualità della vita è un concetto complesso, che include la possibilità di realizzarsi professionalmente ma anche di vivere bene ogni giorno, molti giovani non cercano soltanto guadagni più alti, ma un equilibrio: la possibilità di lavorare in modo dignitoso, di avere tempo per sé, di vivere in contesti umani, ricchi di cultura, di natura, di relazioni autentiche.

Il contesto socio culturale ed ambientale, tuttavia, non è sufficiente a determinare una buona qualità della vita, devono entrare in gioco due ulteriori fattori, uno a carico delle imprese, l’altro delle istituzioni. Qualità della vita, infatti, significa anche tessuto industriale valido, servizi efficienti, spazi pubblici curati, trasporti che funzionano.

Da un lato le imprese dovrebbero credere di più nel proprio territorio, non cedendo alle tentazioni della delocalizzazione né alle offerte di acquisizione da parte di attori puramente finanziari, ma anche investire di più per rendere il proprio ambiente di lavoro accogliente, moderno e piacevole. Dall’altro lato le istituzioni dovrebbero porre le basi per scongiurare il rischio di desertificazione industriale, agendo su entrambi i fronti: sostegno alle imprese mediante infrastrutture e incentivi, sostegno alla vivibilità del territorio mediante la cura di quest’ultimo.

Solo l’azione continua di concerto tra imprese ed istituzioni potrà invertire l’attuale trend fortemente preoccupante, che nasce da un mix esplosivo: inverno demografico e fuga di talenti.

In fondo, trattenere i giovani non è una questione di patriottismo, ma di fiducia. E la fiducia nasce dalla percezione che il proprio futuro possa crescere in un contesto vivibile, equo e stimolante’.

Di Filippo Campanile, co-CEO - Business development SACI Industrie
(Riproduzione riservata)

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