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12/11/2025

ESG89 MADE in UMBRIA | Cardoni (Banca Popolare di Cortona):’Costruire la leadership di domani: la sfida epocale dei territori tra crescita, coraggio e competenze’

(Andrea Cardoni, Presidente Banca Popolare di Cortona SCpA)

Tutto pronto per MADE in UMBRIA, il tradizionale GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 di fine anno in programma l’1 e 2 dicembre a Foligno, presso l’Auditorium di San Domenico (9.30 – 12.30) alla presenza di più di mille ragazzi delle scuole superiori della regione. ‘Made in Umbria’ significa identità ed eccellenza, ma anche internazionalizzazione e talenti digitali. Quest’anno il Forum si concentra su questi due fattori di sviluppo economico che possono rappresentare il volano della crescita dei prossimi anni solo se sapremo coinvolgere pienamente il mondo delle nuove generazioni

Quando si parla di talenti, credo che la categoria del “saper fare” debba passare in secondo piano rispetto a quella del “saper essere”, perché oggi il nodo della questione non risiede nelle competenze dei ragazzi, nel loro grado di preparazione digitale rispetto ai padri o nell’afflato umanistico che anima le loro giornate, bensì nella loro concezione di sé e nel loro rapporto con il mondo del lavoro.

Se vogliamo capire come le nuove generazioni possano prendere in mano il presente e tracciare una linea di sviluppo sociale ed economico, è sempre importante valorizzare le nostre radici e lo spirito che guidava alcuni personaggi della nostra storia più e meno recente, che hanno inseguito una visione per tutta la vita, trasformandola nella propria missione. Per quanto riguarda la nostra Banca Popolare di Cortona, di cui sono Presidente, penso al fondatore Girolamo Mancini, che incarnava in toto le caratteristiche dell’homo faber, capace di riconoscere il proprio talento, impegnarlo per la propria comunità e ibridarlo con le forme di conoscenza più disparate, fino a essere definito economista umanista.

Le sfide a mio avviso più urgenti per riuscire a costruire la leadership di domani nei territori sono connesse a diverse dimensioni, riassumibili in tre "C” (Crescita, Coraggio, Competenze): in primo luogo è necessario che i ragazzi sentano come prioritaria la spinta alla realizzazione della propria persona, la spinta all’essere come compimento delle proprie potenzialità in un’ottica presente, ma anche proiettata con progettualità al futuro; in altre parole, è necessario che sappiano riconoscere il proprio talento e desiderino coltivarlo, e ciò non può che concretizzarsi attraverso un sano e maturo  desiderio di “Crescita”.

In secondo luogo, serve che percepiscano una coincidenza quasi esatta tra la propria realizzazione personale e quella delle comunità a cui appartengono – a partire dalla realtà per cui lavorano – esorcizzando la ragione dell’utile in termini strettamente individualistici e valutando con capacità critica percorsi standardizzati, molto più appaganti nel breve termine, che spesso li portano a lasciare il territorio con biglietti di sola andata; e per far questo, oggi, ci vuole “Coraggio”.

Infine, per rispondere all’incertezza che caratterizza il contesto generale di oggi, è necessario che i ragazzi sappiano ibridare le proprie conoscenze e formarsi delle solide “Competenze”: tenendo come esempio il campo economico-bancario, per fornire una reale direzione di sviluppo sociale serve catturare il sociale e l’umano nel finanziario, mettersi al servizio di un’economia reale, fatta di persone prima che di transazioni.

Come possiamo rispondere alla sfida della leadership nei territori?

Dal punto di vista della domanda ci sono due temi da considerare: da un lato la competitività delle aziende, che va spesso di pari passo con la loro consapevolezza strategica, che genera attrattività, dall’altro la fluidità della filiera che porta dall’istruzione al mondo del lavoro. Dal punto di vista dell’offerta, invece, serve un sistema di istruzione che riesca a valorizzare il sapere e il saper fare insieme al sapere essere, seppure una parte non trascurabile di quest’ultimo dipende molto dai contesti familiari e sociali e, più in generale, dagli stimoli culturali che i giovani possono ricevere dalla comunità e dal territorio.

Solo con questa integrazione si possono condurre le nuove generazioni a riconoscere i propri talenti e a portarli a compimento e solo attraverso questa consapevolezza si potrà superare il nocivo dualismo vita-lavoro, datore-dipendente, perché la distanza tra i temini - apparentemente dicotomici - si esaurisca al punto che il lavoro non sia più percepito come qualcosa di necessario per sopravvivere, ma come qualcosa di irrinunciabile perché esistere significhi vivere effettivamente.

Come si posiziona Banca Popolare di Cortona in questo scenario?

In primo luogo puntiamo a valorizzare le nostre radici e rafforzare la nostra Mission di Banca di Comunità, per accettare la non facile sfida di continuare ad operare con successo attraverso un modello di relationship banking, proponendo così ai giovani che assumiamo non solo una opportunità di lavoro, ma un progetto di sviluppo professionale che richiede coinvolgimento, senso di appartenenza e coraggio.

In secondo luogo valutiamo continuamente l’adeguatezza della nostra strategia in relazione ai cambiamenti del mondo esterno, interpretando con quel necessario spirito di pragmatismo ed equilibrio – fondamentale per lavorare nei territori – le necessarie spinte alla innovazione tecnologica, alla sostenibilità e alla ibridazione delle esperienze e conoscenze.

Infine, come necessaria conseguenza e corollario indispensabile, puntiamo a mantenere sempre alto il livello delle competenze nell’organizzazione e nelle relazioni con il territorio, anche laddove quest’ultimo sembra adagiarsi verso minori standard di qualità professionale, sentendo la responsabilità di esercitare nella comunità un ruolo di stewardship, come suggerito da autorevoli interventi sul fronte della sostenibilità.

Come ci ha insegnato il nostro fondatore, la competenza, quella vera, è l’unica che può realizzare la crescita e sostenere il coraggio, delle persone come delle organizzazioni’.       

Del Prof. Andrea Cardoni, Presidente Banca Popolare di Cortona SCpA
(Riproduzione riservata)

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