ESG89 Norcia 2024 – Recchia (DELOITTE):’L’integrazione dei parametri ESG nelle strategie aziendali’

(Gianfranco Recchia, Partner Audit & Assurance di Deloitte e responsabile dell’area Umbra)
I fattori determinanti per l’accesso alla finanza e al mercato dei capitali. Di seguito l’intervista a Gianfranco Recchia, Partner Audit & Assurance di Deloitte e responsabile dell’area Umbra.
Parametri ESG. In che modo le imprese del territorio possono creare un valore sostenibile a lungo termine?
"Le PMI del territorio devono misurarsi con nuovi parametri valutativi della propria eccellenza. “Prodotto di qualità” e “processo certificato” non bastano più: per essere attrattivi agli occhi di investitori, finanziatori, consumatori e grandi clienti, oltre che per essere parte di filiere, è sempre più necessario aggiornare i fondamentali di pianificazione, organizzazione, governance, cultura di impresa, innovazione e far sì che siano allineati ai pillar ESG che consentono all’impresa di incorporare, nella propria strategia, gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda ONU2030.
La creazione di valore nel lungo termine attraverso l’integrazione dei parametri ESG nelle strategie aziendali è diventata il nuovo paradigma di sviluppo economico e può essere un fattore determinante per consentire l’accesso alla finanza o al mercato dei capitali, per superare i vincoli dimensionali, per favorire collaborazioni, affrontare nuove sfide globali come il contrasto e l’adattamento ai cambiamenti climatici".
PROGRAMMA E RELATORI DEL NORCIA 2024 - GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89
Sostenibilità nella cultura aziendale. Quali sono gli strumenti per promuovere una policy aziendale etica e responsabile in materia di sostenibilità?
"Per comprovare il percorso di sostenibilità intrapreso dall’azienda è decisivo divulgare regolarmente informazioni circa l’impatto ambientale e socio-economico attraverso il bilancio di sostenibilità.
Sebbene offra diversi vantaggi, tra cui una maggiore trasparenza verso gli stakeholder interni ed esterni e un sistema di premialità per l’accesso a capitali o finanza ma anche bandi o gare, al momento in Italia tale pratica non risulta particolarmente diffusa.
Oltre al bilancio di sostenibilità, anche le attività di comunicazione sulla sostenibilità sono ancora appannaggio di una minoranza.
La finanza, il mercato e in generale tutti gli stakeholder hanno bisogno di informazioni non finanziarie e le aziende devono saperle rendicontare secondo gli standard previsti.
Infatti, la conferma della centralità dell’informativa non finanziaria nell’attuale contesto socio-economico è evidente se consideriamo la radicale trasformazione dell'ecosistema del reporting aziendale delineata nella Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
In particolare, tale proposta delinea un profilo di informativa sulla sostenibilità integrata nella Relazione sulla gestione al fine di favorirne l’interconnessione con l’informativa finanziaria ed estende il perimetro di applicazione di tale previsione a tutte le grandi società e a tutte le società quotate sui mercati regolamentati dall'UE.
L'obiettivo della proposta di CSRD è quello di migliorare il reporting di sostenibilità per sfruttare al meglio il potenziale del Mercato Unico europeo e contribuire alla transizione verso un sistema economico e finanziario pienamente sostenibile e inclusivo, in linea con il Green Deal europeo e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs)".
LEGGI I PENSIERI DEL NORCIA 2024 - GLOCAL ECONOMIC FORUM
Che quadro emerge dal monitoraggio attuale delle PMI e delle grandi imprese del territorio?
"Oggi tra le imprese italiane è circa un quinto a effettuare investimenti in ambito sostenibilità, un dato che raggiunge invece un terzo del totale tra le realtà che hanno registrato una crescita di fatturato nell’ultimo anno.
Esplorando gli ambiti di destinazione degli investimenti, in cima alla lista c’è l’integrazione di tecnologie sostenibili, seguita da progetti di sostenibilità interni all’azienda e dall’intenzione di innovare i prodotti e servizi.
Da sottolineare anche l’importanza dello sviluppo di partnership strategiche con aziende dello stesso o di altri settori: la condivisione rappresenta un fattore determinante per le realtà di minori dimensioni, che spesso non hanno le risorse e le competenze per sviluppare in autonomia soluzioni per migliorare la propria sostenibilità.
L’approccio sistemico di filiera, dunque, risulta determinante per le PMI. Attraverso l’Osservatorio di Deloitte per l’Umbria abbiamo identificato le aziende che negli ultimi 5 esercizi hanno realizzato i migliori trend di crescita e analizzato le iniziative poste in essere in termini di sostenibilità.
Dall’analisi emerge che:
- il 46% delle aziende è intervenuto sulla filiera con focus sull'impatto ambientale ritenendo che l’impatto diretto di un’impresa si combina sempre a quello della sua supply chain, in un’integrazione di processi che dev’essere trasparente e valutabile secondo standard internazionali;
- il 36% ha realizzato progetti legati al sostenimento dell’ambiente, promuovono il loro impegno verso l’ambiente attraverso progetti legati all’economia circolare, green o blue economy".
Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com










