ven 20 mar 2026

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Evangelista (Fim Basilicata): “Metalmeccanica, accompagnare la transizione verso l’elettrico. Pesano problemi di fornitura”

(Gerardo Evangelista, segretario regionale Fim Cisl Basilicata)

Il segretario regionale dei metalmeccanici lucani della Cisl: “Stellantis è eccellenza, va tutelata come le altre aziende del settore che è vivo ma rischia di finire a terra per rincari e carenza di materiali. Bene l’idrogeno, sarà una risorsa per l’economia”

Il settore metalmeccanico è una delle punte di eccellenza dell’economia italiana, anche nelle regioni meridionali. Anzi, è proprio al Sud che si trovano alcune delle realtà più importanti, come per esempio lo stabilimento di Stellantis a Melfi.

Un settore questo che consente di tenere a galla l’economia di una regione che fatica e che per questo chiede certezze.

Gerardo Evangelista, segretario regionale lucano della Fim Cisl, disegna con CUOREECONOMICO gli scenari futuri alla luce della situazione geopolitica attuale.

Il settore è vivo – spiega Evangelista – perché in Basilicata abbiamo diverse realtà. A Melfi abbiamo un indotto importante con Stellantis, che ha 25 aziende di componentistica, che servono la struttura principale ogni giorno.

A Matera c’è  la Ferrosud, che fa carrozzerie per treni. Ferrosud è stata il fiore all’occhiello negli anni 90, ora è in crisi, ma adesso si sta lavorando con investimenti con una nuova società proprietaria. A Potenza c’è Italatractor, che fa catene per motori industriali, ma ce ne sono tante altre importanti.

Purtroppo stiamo pagando molto il caro-energia: con la Regioni si sta cercando di capire se c’è una soluzione per alleggerire i costi, magari con aiuti, progetti o bandi o creando consorzi per creare nuove energie. Ci stiamo ragionando con le istituzioni come sindacati”.

Metalmeccanica, sostenibilità e carenza di materiali

Anche il settore metalmeccanico guarda al futuro mettendo la sostenibilità al centro: “Ovviamente questo è un punto chiave – sottolinea Evangelista – ma l’innovazione è un costo ulteriore per le aziende che si devono rigenerare e devono formare i lavoratori, per produrre in sostenibilità. Bisogna trovare progetti che aiutino le aziende in questo senso”.

A questo quadro si aggiungono i rincari delle materie prime e le difficoltà che continuano ad essere presenti sul fronte dell’approvvigionamento: “Abbiamo grandi problemi sul fronte delle forniture – dice ancora il segretario lucano – dai microchip ad altri materiali essenziali per l’assemblaggio delle automobili.

Fra pandemia, innovazione tecnologica e materiale che manca, il settore sta pagando un costo altissimo, è vivo ma rischia di andare in ginocchio, almeno qui in Basilicata”.

Il futuro di Stellantis

I fari sono puntati ovviamente su Stellantis, la cui riorganizzazione dal punto di vista produttivo è da tempo nel mirino dei sindacati, ma anche di Confindustria Basilicata.

Noi stiamo andando verso l’elettrico – dice Evangelista – e questo comporterà probabilmente una riduzione dei posti di lavoro e quindi del lavoro per le aziende dell’indotto.

Dobbiamo far sì che non vengano perse professionalità importanti, perché ormai il futuro è scritto: dal 2024 verranno realizzati a Melfi quattro modelli completamente elettrici, questo comporterà posti di lavoro se non si rigenerano e si formano i lavoratori e le aziende fornitrici: è un periodo complesso e tutto in salita”.

Intanto si lavora per la transizione ecologica: “Ci saranno presto interventi sulle unità produttive, per farci trovare pronti”.

La Basilicata e l’idrogeno

C’è poi la questione dell’idrogeno verde che coinvolge anche la Basilicata, una delle sette regioni italiane che ha deciso di investire su questa produzione per recuperare le aree dismesse: “E’ un progetto importantissimo – sottolinea Evangelista – e noi come Fim Cisl speriamo che anche Stellantis vi prenda parte perché potrebbe dare un aiuto sostanziale al settore.

Darebbe un aiuto a tutte le aziende, che in una regione come la nostra, col petrolio ed il gas, l’idrogeno sarebbe una risorsa ulteriore per il rilancio dell’industria e dell’economia in generale”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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