Evasione fiscale, la Waterloo italiana: crolla la collaborazione dei comuni

(Ivana Veronese, segretaria Confederale Uil)
In 13 anni la raccolta è scesa da 21 a soli 2 milioni, con appena 264 comuni che hanno collaborato. Veronese (Uil): "La rimodulazione del Pnrr modifica due target per ridurre la propensione all’evasione, dando l’ennesimo assist agli evasori. Invece una lotta serrata all’evasione fiscale e contributiva, permetterebbe di offrire lavoro ben pagato e duraturo"
Dal 2010, anno in cui fu introdotta la norma della compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale, i Comuni sono stati premiati per questa loro attività con 133 milioni di euro frutto di 124.484 segnalazioni “qualificate” all’Agenzia delle Entrate.
Se analizziamo l’andamento delle somme recuperate - commenta Ivana Veronese, segretaria Confederale Uil - si è passati da 1,1 milioni di euro del primo anno (2010), a 21 milioni di euro (il picco) del 2014 e poi in caduta libera fino a 3 milioni dell’ultimo anno.
Nell’ultimo anno (2022) il premio che va ai Comuni è di oltre 3 milioni di euro in calo del 53,2 percento rispetto all’anno precedente. C’è però da evidenziare che fino al 2021 il premio che andava ai Comuni era del 100 percento del recuperato, mentre nel 2022 è sceso al 50 percento.
Sono 264 i Comuni (solo il 3,4 percenti del totale) che hanno partecipato con la loro attività al contrasto all’evasione, a fronte dei 215 dell’anno precedente, tra cui 57 Città capoluogo di provincia.
È quanto emerge dal rapporto del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della UIL che ha elaborato i dati del Ministero dell’Interno.
Nessun reale contrasto all'evasione
"I risultati che emergono dall’analisi - commenta Ivana Veronese - sono alquanto deludenti, se si paragonano all’alto livello di evasione fiscale nel nostro Paese, che secondo gli ultimi dati della NADEF, ammonta a 87 miliardi di euro nel 2020.
A maggior ragione, i Comuni hanno il dovere e il potere di agire in chiave antievasione, non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse a livello locale, ma anche perché sono i primi presidi sul territorio".
"Per questo riteniamo utile - aggiunge Ivana Veronese - rendere uniforme l’attività del processo di partecipazione dei Comuni su tutto il territorio nazionale, dal momento che vi sono forti disparità territoriali.
Occorre una forte azione di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione locale, utilizzando al meglio le risorse del Pnrr, in grado di informatizzare e omogeneizzare l’intero patrimonio informativo a disposizione dei Comuni, unitamente a un piano di formazione e aggiornamento del personale degli Enti Locali.
Purtroppo, però, la rimodulazione del Pnrr modifica due target per ridurre la propensione all’evasione, dando l’ennesimo assist agli evasori.
Una lotta serrata all’evasione fiscale e contributiva, vera priorità del nostro Paese, permetterebbe, invece - continua Ivana Veronese - di ristabilire equità e giustizia sociale, nonché di valorizzare il tessuto produttivo in grado di creare lavoro “sano” e “duraturo”.
Una delle richieste che avanzeremo in sede di Legge di Bilancio per il prossimo anno sarà di ristabilire la percentuale al 100 percento del premio che va ai Comuni".
Il dato comunale
A livello di singoli Comuni il Comune di Genova, lo scorso anno, ha recuperato 863.000 euro; segue la Città di Milano che ha incassato 367.000 euro; Torino 163.000 mila euro; Prato 147.000 mila euro; Bologna 100.000 euro; Firenze 60.000 mila euro; Bergamo 52.000 euro; Maclodio (BS) 48.000 euro; Rimini 47.000 euro e Guastalla (RE) 45.000 euro.
Qui sotto il dato per capoluoghi di provincia.
Redazione Cuoreeconomico
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